Confermato dall’ARAN, per il 12 p.v., l’incontro, il decimo, per la prosecuzione delle trattative  per il rinnovo del CCNL .

Atteso che nel precedente del 28 novembre fu fissata la data del nuovo incontro e che lo stesso sarebbe stato formalizzato solo dopo che il MEF avrebbe espresso il proprio parere sulla parte economica, si deve presumere che il MEF si è finalmente deciso a fare il suo dovere. In particolare avrebbe dovuto esprimere anche il parere sulla richiesta dell’ARAN di mettere sul tavolo, per questo contratto, le somme stanziate dalla finanziaria dello scorso anno. DIRIGENTISCUOLA ha insistito per oltre un mese per far recepire la differenza tra valenza e esigibilità al fine di non pregiudicare i primi due anni del prossimo CCNL 2019-20121!

Sul tavolo, quindi, dovrebbero esserci:

  • I fondi della L.107.
  • I fondi stanziati dalla finanziaria dello scorso anno che assicurerebbero SOLO L’ALLINEAMENTO DELLA RETRIBUZIONE DI POSIZIONE DI PARTE FISSA, 8.500 EURO. Per l’allineamento alle altre categorie di pari fascia manca la parte variabile (circa 23.000 euro) e la retribuzione di risultato che, vale la pena di ricordare, con il famoso accordo segreto del 30 marzo 2018, le OO.SS. generaliste hanno deciso di non legare alla valutazione nonostante espressa previsione di legge. Siamo, quindi, molto lontani dall’ allineamento alle altre dirigenze di pari fascia.
  • La Ria dei pensionati dal 2010 della quale non ne ha parlato nessuno.
  • Il FUN calcolato sul numero delle istituzioni scolastiche e non su quello dei dirigenti in servizio, metodo che ha già causato molti problemi negli scorsi anni e ne causerà degli altri con l’affidamento degli incarichi ai vincitori del concorso in atto.

Se, invece, l’ARAN dovesse comunicare, che il MEF non si è ancora espresso rimane una sola cosa da fare: abbandonare il tavolo e organizzare vere e proprie forme di lotta. Questa vergogna non può e non deve continuare:

  • In tutti i CC.NN.LL. che si sono succeduti dopo il riconoscimento della qualifica dirigenziale, la perequazione è stata sempre rinviata “alla prossima tornata”;
  • Dopo le denunce e i cinque giorni di sit-in della DIRIGENTISCUOLA, unica O.S. di categoria, tutte le OO.SS. hanno gridato allo scandalo (come se i rinvii li avesse deciso qualcun altro!) parlando di emergenza salariale che poi è diventata graduale;
  • La “gradualità” parte con lo stanziamento dei fondi, diluiti in tre anni, per la sola perequazione della parte fissa della retribuzione di posizione;
  • Vengono poi messe in atto due strategie: far ricadere nel CCNL 2016-2018 solo i fondi stanziati per il 2018, ossia per l’ultimo anno della validità del CCNL pregiudicando, di conseguenza i primi due anni del prossimo CCNL; con il gioco delle tre carte (cediamo gli 8/12 del 2018 ma in cambio anticipiamo i 4/12 del 2019) si tenta di scippare oltre 26 milioni di euro! Fatto saltare il gioco delle tre carte DIRIGENTISCUOLA ha insistito per oltre un mese sulla necessità di far valere i fondi della finanziaria per l’intero triennio di validità del CCNL, fermo restando l’esigibilità nelle annualità del finanziamento.
  • Le trattative sono state trascinate per mesi tentando in tutti i modi e da più parti di distrarre la categoria: arrivano anche le vacanze di Natale e le distrazioni aumentano!

Il presidente Fratta: Questo lo scenario! DIRIGENTISCUOLA ha fatto tutto quello che poteva invitando continuamente la categoria a tenere gli occhi aperti suggerendo anche strategie per costringere tutte le OO.SS. presenti al tavolo a tutelarla senza cedere di un passo da quel poco che si era riusciti ad ottenere. Il resto tocca alla categoria che deve essere pronta ad agire e reagire in modo deciso e determinato se il 12 ci sarà fumata nera! Il 28 novembre, così come già fatto in precedenza con il Ministro Bussetti, ci siamo sentiti in dovere di comunicare, in apposito incontro, al sottosegretario Giuliano, che la categoria è esasperata, che la pazienza è finita e che basta una goccia per far traboccare il vaso.