Come previsto e anticipato anche nel nono incontro all’ARAN non è stato possibile affrontare il problema della parte della retribuzione perché il MEF ancora non ha trasmesso all’ARAN l’atto costitutivo del FUN del 2017/18.

A “prendere il toro per le corna” il Presidente dell’ARAN Gasparrini che ha aperto la seduta.

Interessante, invece, l’informazione fornita dallo stesso: “stiamo lavorando affinché tutte le somme messe a disposizione siano  utilizzabili in questa tornata contrattuale”.  Notizia accolta con piacere dalla delegazione Dirigentiscuola-Di.S.Conf. e, ci si augura da tutte le altre OO.SS. Ora la palla passa al MEF che dovrebbe accogliere anche la proposta dell’ARAN.

Non potendosi, quindi, discutere della parte economica è stata affrontata, o meglio approfondita la parte normativa inerente la disciplina e i provvedimenti disciplinari.

E’ stato distribuito il nuovo testo con il quale, a dire del Dr. Mastrogiuseppe, sarebbero state accolte le richieste avanzate nell’incontro precedente.

Immediata la reazione. Di.S.Conf. ha evidenziato, ancora una volta, che le bozze vanno trasmesse con congruo anticipo e che, di conseguenza, si riservava ogni valutazione: non si può discutere su un testo consegnato all’inizio dell’incontro!

Dopo le giustificazioni dell’ARAN e la spiegazione delle modifiche apportate al precedente testo è stato evidenziato che, fatta salva qualche lieve modifica inerente la recidiva la sostanza non era cambiata: persisteva la sospensione facoltativa senza alcuna precisazione della tipologia dei reati, non era stata determinata la durata della sospensione, non erano state introdotte sanzioni intermedie tipo censura e non era stata “frazionata” la sospensione dopo la quale, a prescindere dalla durata, si passa direttamente al licenziamento.  Per sostenere la tesi che la sanzione della sospensione dal servizio era stata “frazionata”, sono state riportate nel testo tutte le sanzioni già previste dal D.l.vo 165/2001 così come novellato dalle riforme Brunetta e Madia.

Ovvia la reazione anche determinata e offensiva dell’altrui intelligenza: i giochi alla azzeccagarbugli per confondere la controparte non attecchisce!  E’ stato chiesto di espungere dal testo tutti i riferimenti al D.L.vo 165 e o a altre norme concentrando l’attenzione su quanto di competenza del tavolo in materia.

In mattinata, prima dell’incontro ufficiale, Dirigentiscuola ha spiegato al Dr. Mastrogiuseppe il perché delle richieste e delle limitazioni al potere disciplinare dei DD.GG. che, molto spesso hanno abusato dell’istituto della sospensione facoltativa oltre che dell’affidamento degli incarichi dirigenziali.  Vero è che l’inciso può ricorrere al Giudice, ma è altrettanto vero che la persona sospesa non può aspettare anni, vista la durata dei processi, rimanendo sospeso fino alla fine del processo e, magari, per reati tipo la diffamazione già derubricata in sanzione amministrativa di 1032 euro.  Quindi niente margini di discrezionalità e criteri rigidi non generici. Identico discorso per quanto concerne l’allineamento dei contratti e l’ordine dell’affidamento degli incarichi: non può essere avvantaggiato chi in scadenza magari del primo contratto solo perché un collega molto più anziano quell’anno non è in scadenza di contratto. Il problema è risolvibile semplicemente allineando i contratti, cosa fattibile senza alcuna modifica normativa o nuova norma!  Ugualmente non può avere precedenza nella mobilità, chi proviene da una scuola sottodimensionata; è una forma di esortazione a rendere sottodimensionatele scuole.

Questi e tanti altri problemi sono stati rappresentati al Dr. Mastrogiuseppe, nell’incontro che ha preceduto quello con tutte le altre OO.SS., soprattutto per spiegare il perché della piattaforma presentata e dell’insistenza al tavolo nel cambiare istituti che possono e sono stati utilizzati scorrettamente e in modo clientelare!

Chi vive altre realtà non conosce il mondo della scuola e non può capire certe dinamiche e problematiche. Al Dr. Mastrogiuseppe è stata, quindi, consegnata l’allegata “illuminante” relazione!

Prima di chiudere l’incontro è stata fissata la data del prossimo …condizionata dalla risposta del MEF sulla parte economica. Come dire che se il MEF non risponde in tempo utile, l’incontro del 13 dicembre (anticipato poi telefonicamente al 12) sarà spostato….alla vigilia di Natale!

Per sollecitare il MEF tutte le OO.SS. presenti hanno accettato la proposta di preparare il comunicato stampa sotto riportato:

 “Al termine dell’incontro del 28/11/2018 per il rinnovo del CCNL dell’area dirigenziale istruzione e ricerca la parte sindacale esprime unanimemente il più profondo disappunto per la mancata certificazione delle risorse relative al FUN 2017/2018, uno dei presupposti indispensabili per la chiusura positiva della trattativa.
Chiede pertanto che tale incertezza sia rimossa entro la data della prossima riunione fissata per il 13 dicembre.”

Se il MEF non risponderà entro il 13 dicembre  e, soprattutto, se non metterà sul tavolo tutte le somme disponibili, specie ora che la richiesta è partita anche dall’ARAN, vorrà dire che la categoria dovrà scendere in piazza con azioni di lotta incisive perché la vergogna deve finire: i dirigenti scolastici devono essere retribuiti come tutti gli altri dirigenti di pari fascia: la dignità va recuperata a tutti i costi!

La nostra facile previsione si sta avverando! Il CCNL valevole per il triennio 2016/2018 sarà firmato dopo la scadenza! Altro record! La categoria può tollerare tutto ciò? Può continuare a farsi distrarre da chi ha altri interessi? Non si può reagire sull’onda emotiva e per problemi  o pseudo problemi che  saranno risolti nell’incontro di oggi pomeriggio al MIUR.  Bisogna stare allerti; essere pronti anche alla marcia su Roma se sarà necessario. Se, specie ora che anche l’ARAN ha recepito, facendone richiesta, che vanno poste sul tavolo tutte le somme stanziate, e si badi bene già stanziate,  anche la sola perequazione della parte fissa della retribuzione di posizione, non dovesse essere  assicurata per parere negativo del MEF e la categoria non reagirà, accontentandosi solo delle briciole, ognuno dovrà fare l’esame di coscienza o recitare il mea culpa.