Come annunciato nei giorni scorsi, si è tenuta oggi, presso il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, la riunione dell’Organismo di conciliazione di cui al DM n. 127 del 2000. Presente il Ministro, on.le Lorenzo Fioramonti, e le OO.SS. rappresentative dell’Area Istruzione e Ricerca.

L’incontro è stato verbalizzato in due differenti documenti, a causa del mancato raggiungimento di una posizione unanime su alcuni punti oggetto dell’odierno confronto. Il documento che riportiamo in allegato, attestante la richiesta di tentativo di conciliazione da parte di Dirigentiscuola risalente addirittura al 23 ottobre u.s. (sic!), risulta siglato dalla stessa e dall’ANP che, è bene rimarcare, vi figura non quale soggetto richiedente, ma nella veste – alquanto passiva – di semplice membro dell’organismo di conciliazione.

Evitando di dilungarci su ridondanti narrazioni del documento, alla cui lettura lasciamo i nostri simpatizzanti, ci preme sottolineare le motivazioni che hanno spinto le altre OO.SS. a non condividere i contenuti da noi proposti. Pomo della discordia è stata la questione relativa alla perequazione retributiva, rispetto alla quale le OO.SS. (rappresentative non solo nell’Area, ma anche nel comparto…) sono pervicacemente fossilizzate su posizioni miranti al rallentamento del processo di equiparazione retributiva tra le varie figure dirigenziali dell’area.

Sarà forse perché i dirigenti scolastici sono indegni di essere considerati dirigenti tout court? O forse perché le OO.SS. rappresentative anche del comparto non saprebbero come dar conto ai propri adepti delle posizioni assunte a tutela dell’esigua (in termini quantitativi, s’intende…) categoria dirigenziale?

Dirigentiscuola ha fermamente respinto la proposta di una perequazione che altri volevano fosse qualificata come progressiva, chiedendo a chiare lettere l’emanazione di un atto d’indirizzo che, sin dal prossimo contratto, permetta ai dirigenti delle istituzioni scolastiche di uscire da quella riserva indiana, in fatto persistente, che, ad oggi, ne impedisce il giusto riconoscimento economico e sociale.

In allegato file audio dell’intervento del nostro presidente Attilio Fratta.