Richiesta sospensione adempimenti istituzioni scolastiche e convocazione tavolo OO.SS. rappresentative.

Pervengono alla scrivente O.S. segnalazioni di forte e motivata preoccupazione da parte di dirigenti scolastici di diverse regioni.

Nelle prossime settimane i ds saranno impegnati nella predisposizione di tre regolamenti: acquisti, inventari e minute spese. Non è peregrina l’idea che altri regolamenti sovrabbondanti stiano per essere esitati dal Miur (o da altri ministeri…) per finalità ignote.

Si tratta di testi che si ripeteranno pressoché uguali tra le scuole poiché, a ben vedere, l’autonomia ha finito per ridursi in attività di pura riproposizione.

Ciò a dispetto delle ragioni profonde che hanno ispirato e inaugurato, ormai vent’anni fa, la stagione autonomistica. Le scuole sono avvinte dalle molestie burocratiche e, purché si adempia presto, non si analizzano l’utilità, la peculiarità, la funzionalità e conducenza di ciò che si produce. Perché, diciamolo chiaramente: la scuola autonoma deve produrre in serie.

Oggi regolamenti, domani monitoraggi e domani l’altro interviste e questionari di gradimento. Proprio come si fa in una fabbrica dove si ricorre alle catene di montaggio per realizzare, nel più breve tempo possibile, il maggiore guadagno.

Ma cade in errore profondo, il Miur così procedendo, chiedendo ai dirigenti scolastici di piegarsi a logiche squisitamente aziendalistiche e di profitto. Ancora una volta, le molestie arrivano senza criterio sempre che un criterio possa essere rinvenuto in questo continuo regolamentare. Dimentica il Miur che a sistemi ad alto livello di formalizzazione corrispondono bassi livelli di adempimenti e qualità dei servizi? È più facile , infatti, che in essi si annidino l’inadempimento, l’inosservanza, la casualità, l’approssimazione. La certezza delle legge impone obiettivi chiari, univoci, logici, non contraddittori. Insomma: esattamente l’opposto rispetto a ciò che accade nelle scuole italiane a causa di incessanti norme, circolari, note ministeriali e chi più ne ha più ne metta. Anche a volere elencarle tutte, le molestie, non basterebbero gli anni di servizio che un/a dirigente scolastico/a italiano/a dovrebbe maturare per godere dell’agognata pensione.

Questi documenti impiegano risorse per essere reinventati, in sostanza.

Non si chiedono di certo dei modelli uniformi poiché equivarrebbe a negare (forse, verrebbe da dire…) l’autonomia costituzionalmente garantita tuttavia appare ragionevole chiedere al Miur semplicemente: “Non sarebbe stato il caso di fornire *modelli* standard personalizzabili? Del resto, lo si fa per le domande di iscrizione. Perché non standardizzare le procedure anche a livello ministeriale proprio come cercano, a fatica, di fare le singole istituzioni scolastiche che, evidentemente, non beneficiano degli uffici tecnici e delle risorse professionali o dei consulenti presenti a livello centrale?

“Semplificare” è compagno di “ridurre” e dovremmo averlo imparato tutti che “l’ottimo è nemico del buono”!

I dirigenti, ancora una volta, chiedono di essere ascoltati perché costituiscono una parte della “base”  e, rispetto a certi precisi adempimenti, sono l’unica “base”.

Possibile che il Miur sia sordo o disinteressato?

La rendicontazione dei finanziamenti europei per l’inclusione sociale e la lotta al disagio per garantire l’apertura delle scuole oltre l’orario scolastico soprattutto nelle aree a rischio e in quelle periferiche presentano, per esempio, una piattaforma di gestione connotata da meccanismi di estrema complessità. Ovviamente, si tratta di ore di lavoro dei dirigenti non quantificabili seriamente né retribuiti in misura proporzionata e dignitosa.

La singolare modalità di rendicontazione dei nuovi Pon, infatti, forse non sembrava abbastanza pertanto, oltre a passare ore e ore a protocollare atti interni, i dirigenti trascorreranno ore a redigere il regolamento delle minute spese! Siamo al paradosso senza che il Miur lo sappia? Si vogliono prendere in giro i dirigenti scolastici? Si vogliono annientarli? Schiacciarli tra carte o files?

Con le reggenze ormai insostenibili, i carichi di lavoro aumentati, i diritti dei dirigenti scolastici sono negati e il caos della macchina amministrativa aumenta, con chiaro pregiudizio delle relazioni umane. Le responsabilità dei Ds sono innumerevoli a fronte di stipendi che ancora sono lontani dagli standard di categoria.

Tra gli adempimenti richiesti, si citano: tracciabilità, cig, Consip, Mepa. Spesso le scuole devono attivare tutte le procedure per spese irrisorie.

Dimentica il Miur che le segreterie sono sguarnite? Che non c’è ricambio generazionale? Che gli edifici cadono a pezzi? Che i dirigenti scolastici sono aggrediti? Che sono offesi ad ogni loro sospiro? Dimentica il Miur che i dirigenti scolastici sono persone e professionisti? Che essi sono lo “Stato” e vanno garantiti e messi nelle condizioni di onorare al meglio il mandato altissimo che hanno?

Al fine di dare voce giustamente alle esigenze della categoria e perché la scuola realizzi le finalità precipue che sono quelle che muovono gli stessi dirigenti scolastici “facenti” e mai “nullafacenti” o “fannulloni”, si chiede al Ministro l’immediata riapertura del tavolo per la semplificazione.

Ciò affinché semplificazione non sia sinonimo di confusione o appesantimento quindi inefficienza, inefficacia, diseconomia.

Dirigentiscuola ha insistentemente posto l’attenzione alle molestie burocratiche con varie note che si sono tradotte, spesso, in confronto non satisfattivo (note 22 gennaio 2017; 27 giugno 2017; 4 luglio 2017; 11 dicembre 2017; 5 marzo 2018; 1 ottobre 2018 e altre).

I suddetti adempimenti stanno mandando letteralmente in tilt le istituzioni scolastiche italiane.

Con nota del 27/12/2018 Dirigentiscuola ancora una volta ha chiesto al Ministro la riapertura dei tavoli soprattutto della sicurezza e della semplificazione (molestie burocratiche), prima che…..la goccia faccia tracimare il vaso!