In un turbinio dal crescendo rossiniano, il ministro Fioramonti ha dato inizio al proprio mandato con il ferreo proposito d’un aumento mensile a tre cifre per i docenti, sotto minaccia di dimissioni, da finanziare con la tassa sulle merendine che fanno male e sui voli low cost che inquinano. Poi ha proseguito con il via libera allo sciopero degli studenti contro il surriscaldamento del pianeta. Da ultimo(?) ha manifestato la sua opinione sull’ incongrua presenza del crocifisso nelle aule scolastiche perché stridente con il principio di laicità dello Stato, mentre non si è ben compreso il no alla foto di Mattarella  se non col fatto che non vorrebbe neanche il Presidente.

Ma ad un mese e più dal suo insediamento, nel mare di interlocuzioni con l’universo mondo e imperversando sui massa-media, ha fatto sapere che gli unici ignorati restano i dirigenti scolastici, perché sopraggiunti e improcrastinabili impegni lo costringono a rinviare sine die il previsto – primo – incontro del 7 ottobre, comunicato sin dal 25/09/2019, con i sindacati rappresentativi d’AREA ISTRUZIONE E RICERCA

Dunque, l’ascolto delle loro ragioni può ben attendere. E sino a data da destinarsi dovranno continuare ad arrabattarsi per assicurare livelli del servizio di minima decenza, con vuoti paurosi nell’organico dei docenti, con la desertificazione del personale ATA peraltro non sempre qualificato, privi di supporto per far fronte al nugolo di responsabilità che li sommergono – sicurezza, privacy, contrattualistica, finanziamenti comunitari, contenzioso lavoristico… – e alle crescenti molestie burocratiche, nel frattempo lievitate rispetto alle 53 censite dallo stesso MIUR un anno e mezzo fa.

Eppure con la richiesta di incontro del 9/09/2019 DIRIGENTISCUOLA aveva evidenziato l’urgenza delle problematiche da affrontare, prima tra tutte le modifiche degli istituti contrattuali inerenti la mobilità dei dirigenti scolastici mandati in esilio a vita a causa di una errata interpretazione della normativa vigente e ignorando gli istituti contrattuali che disciplinano la mobilità dei dirigenti scolastici, previsti per i ruoli regionali ma che, se non modificati, saranno applicati alla  graduatoria nazionale.

Motivo principale che aveva indotto DIRIGENTISCUOLA a disdire, il 7/08/2019, il CCNL consentendo, quindi, la riconvocazione del tavolo almeno per una sezione speciale inerente la mobilità dei DS.

“Vero è – chiosa il Presidente Fratta – che un Ministro ha molti impegni, ma è altrettanto vero che può programmarli tenendo presente le priorità. E le problematiche della dirigenza sono non solo prioritarie ma urgenti. Annullare poi un incontro con una semplice mail senza fissare una nuova data è esattamente il contrario di quella discontinuità annunciata dal Ministro. Non permetteremo che si continui con il sistema o metodo Bussetti che, per un anno e mezzo, ha completamente ignorato i problemi della dirigenza scolastica. Forse sarebbe ora che Bussetti iniziasse a fare il dirigente scolastico magari si renderà conto di quale occasione ha perso per risolvere i problemi della sua categoria!  Evidentemente bisogna riorganizzare un altro sit-in con sciopero della fame e della sete per portare a conoscenza del nuovo Ministro la gravità e la drammaticità della situazione. Voglio  auspicare che il ministro Fioramonti comunichi alle parti sociali gli impegni sopraggiunti i improcrastinabili che lo hanno indotto ad annullare l’incontro!”