In data 16 corrente l’ARAN ha pubblicato la rappresentatività inerente il triennio 2019-2021, definendola PROVVISORIA.  Scrive Gasparrini, Presidente dell’ARAN che Il carattere provvisorio dell’accertamento di cui trattasi deriva dalla circostanza che non è stato ancora stipulato il CCNQ di definizione dei comparti e delle aree di contrattazione per il triennio 2019-2021. A seguito di tale definizione potrà procedersi all’accertamento definitivo – per il triennio in parola – sulla base dei comparti e delle aree ivi individuati.”

Trattasi delle conseguenze della “manina” che, la notte del 30/12/2018, ha inserito nella finanziaria per il 2019 il famoso comma 687 e della interpretazione molto lata dell’ARAN!

Un tentativo alquanto maldestro di rivedere l’accorpamento delle Aree dirigenziali estendendo la previsione del c. 687, previsto per la sola “dirigenza amministrativa, professionale e tecnica del servizio sanitario nazionale”, a tutte le restanti aree della dirigenza, con l’aggravante di dare per scontato la revisione obbligatoria triennale del CCNQ del 2016.

Un tentativo maldestro voluto dalle forze occulte che pensano di recuperare il terreno perso. Così, ogni tre anni, fatta la rilevazione delle deleghe, si rivede il CCNQ adeguandolo alla rilevazione agli interessi di chi non ha ancora capito che la ricreazione è finita.

DIRIGENTISCUOLA e la CODIRP, hanno già chiesto audizioni alle competenti commissioni per eliminare, con emendamento, il comma inserito dalla manina. Lo stesso Governo, ed è tutto dire, presenterà emendamento per annullare quello che è stato approvato la notte del 30/12/2018 in un testo di legge che nulla ha a che fare con la rappresentatività.

Scrive il Presidente Fratta: “In attesa di chiarire anche questo giallo, abbiamo elaborato i dati della rappresentatività in modo oggettivo onde consentire ai nostri lettori, alla categoria e alla stampa, di attenersi ai dati e non alle valutazioni interessate. Dal prospetto allegato , insieme alla rappresentatività di AREA 16-18 e 19-21, si evince chiaramente che DIRIGENTISCUOLA è cresciuta, in termini percentuali, del 23,67%, superando una delle sigle storiche e attestandosi a poca distanza da un’altra sigla storica; parimenti si evincono le percentuali in negativo di chi ha perso credibilità.

Il dato più eclatante è la perdita della maggioranza al tavolo delle sigle storiche, che non ha precedenti nella storia del sindacalismo italiano del settore.

Il merito di questi storici e inconfutabili risultati va ai tanti colleghi che ci hanno dato fiducia; fiducia che ha già dato i suoi primi frutti con il riconoscimento della perequazione di parte fissa della retribuzione di posizione e con l’aver posto già i paletti per l’allineamento definitivo alle altre dirigenze di II fascia, nonostante le difficoltà e le insidie disseminate lungo il percorso della non facile contrattazione. Essendo ormai scoperti i giochi sono state affinate le armi ricorrendo alla MANINA e alle interpretazioni di chi non vuole ancora rendersi conto che gli scenari sono cambiati. Basta partecipare alle assemblee in calendario in tutta Italia e aperte a tutti i colleghi, per avere contezza della insidie e delle trappole disseminate lungo il percorso…oltre che della mancata rassegnazione che le cose stanno cambiando.  

Qualcuno dovrà pur spiegare da quale cilindro vengono fuori interpretazioni azzardate. Se, come spesso succede, ha voluto lanciare il sasso nello stagno per sondare le reazioni, le ha avute e fa ancora in tempo a fare retromarcia!

 Il disegno è chiaro e lo è stato fin da quando si è iniziato a “pestare l’acqua nel mortatio” per arrivare alle affermazioni esternate la storica notte del 13 dicembre nel giro delle dichiarazioni di voto intrise di elogi sproporzionati, sventolii di penne pronte a firmare prima della eliminazione della COMUNITA’ EDUCANTE  e lanci di messaggi criptici preannuncianti la revisione del CCNQ del 2016 …dopo la rilevazione e la conoscenza dei dati!  

Ancora non hanno capito che l’aria è cambiata; che al tavolo siedono persone che tutelano la categoria che li delega e non che usano la delega per ben altri fini. La storia è cambiata. In tanti lo hanno capito, molti lo stanno capendo e altri lo capiranno. La categoria sta recuperando la DIGNITA’ calpestata in tanti anni.

Visto che anche il gioco della manina è stato scoperto i manovratori farebbero bene a desistere dal loro disegno e il Governo a individuare la manina per  prendere i provvedimenti del caso.

E’ una vergogna che un Governo deve arrivare a presentare un emendamento per abrogare un comma inserito dalla manina! “