L’unica, positiva, certezza – salvo prossima smentita nei fatti – è il raggiunto accordo di tutti i sindacati rappresentativi nel non dover riscriversi il profilo del dirigente scolastico, magari per derubricarlo a Coordinatore didattico (versione prosaica del fumoso leader educativo), svuotato di tutte le prerogative dirigenziali.

Per il resto, l’incontro – il secondo – tenutosi al MIUR nel pomeriggio del 28 giugno sull’Atto d’indirizzo per il nuovo contratto dell’area dirigenziale Istruzione e Ricerca ha deluso coloro che si aspettavano l’inerente preannunciata bozza. Perché l’Amministrazione si è presentata a mani vuote: necessita più tempo, ci sono ancora dei nodi da sciogliere, occorrono approfondimenti.

Si è solo saputo che l’Atto d’indirizzo, a integrazione di quello generale della Funzione Pubblica, non sarà eccessivamente puntuale, conterrà principi e obiettivi di massima, sarà strutturato in una parte comune e in sezioni specifiche per le tre tipologie dirigenziali – Università, Ricerca, Scuola – dell’unica area contrattuale.

Altro l’Amministrazione ha dichiarato di non essere in grado di dire, né al momento, né nell’incontro già calendarizzato per il 3 luglio e rinviato a data da destinarsi. E quindi, dato che ormai c’eravamo, via a un ulteriore giro di tavolo per sentire replicare le arcinote posizioni delle sigle sindacali, fuori tema inclusi.

DIRIGENTISCUOLA, presente con Alessandro Calabrese e Francesco G. Nuzzaci, ha espresso fermamente il proprio disappunto per quella che appare sempre più una perdita di tempo.

Se la ministra Fedeli tiene ancora fermo il suo, da tempo, dichiarato convincimento della funzione cruciale della dirigenza scolastica e del suo diritto all’equiparazione retributiva con la normale dirigenza pubblica, ci si attende che nell’Atto d’indirizzo sia, semplicemente, scritto che:

– nel contratto della nuova area Istruzione e Ricerca la retribuzione di posizione parte fissa va resa uguale per le tre figure dirigenziali;

– va riallineata la retribuzione di posizione variabile in ragione della reale complessità, e connesse responsabilità della struttura organizzativa cui si è preposti, ovvero delle funzioni-incarichi-progetti assegnati;

– va subito attivato un dispositivo snello, essenziale e maneggevole per una valutazione tecnicamente, e normativamente, dirigenziale: che non si risolva nell’allegazione di una montagna di inconferenti e ridondanti carte, ma che sia idonea ad apprezzare esclusivamente le capacità organizzativo-gestionali e il grado di raggiungimento degli obiettivi formalizzati nel provvedimento d’incarico, per collegarli ad una retribuzione di risultato non simbolica ed effettivamente diversificata, come prescrive la legge, che contempla eccezioni rispetto al criterio standard per la sola dirigenza sanitaria, non già per la dirigenza delle istituzioni scolastiche, a mente dell’art. 74 del D. Lgs. 150/09;

– le differenziazioni, nelle specifiche sezioni, devono riguardare quei peculiari aspetti normativi legati all’intrinseca disomogeneità di chi svolge funzioni eminentemente amministrative (Università), ovvero prevalentemente tecnico-professionali (Ricerca), ovvero costituenti la loro sommatoria (Scuola).

DIRIGENTISCUOLA ha, nella circostanza, puntualizzato che l’armonizzazione delle voci retributive di natura accessoria (posizione variabile e risultato), deve prevedere una radicale modifica strutturale della retribuzione in godimento dei Dirigenti Scolastici, abbondonando definitivamente il FUN, che tante disgrazie ha comportato per la categoria, per approdare al F.U.A., al pari di tutti gli altri dirigenti pubblici.

La suddetta variazione, se condivisa anche da chi sostiene di avere la responsabilità della firma del contratto, porterà nelle tasche dei dirigenti scolastici, finalmente, somme mai percepite e conterrà anche le risorse giuste per remunerare le performance che scaturiranno dalla prossima valutazione.

In tale contesto, la delegazione di DIRIGENTISCUOLA ha denunciato quanto sta avvenendo in molti UU.SS.RR. che, in forza dei CC.II.RR. approvati, stanno decurtando ingenti somme dai colleghi, senza alcuna garanzia di recupero delle tasse già pagate su tali somme e senza alcuna garanzia che eventuali somme versate per contributi previdenziali e assistenziali avranno un riverbero sulla pensione e buonuscita.

Dopo tale nostra – e solo nostra – denuncia degli assurdi comportamenti delle RR.TT.SS.  – che, con protervia, arroganza e spesso in violazione palese di leggi e regolamenti, rinviano sine die il pagamento delle competenze e, di contro, procedono ai recuperi forzosi senza la notifica di atti formali e chiari – il D.G. per le risorse economiche Jacopo Greco ha preannunciato un tavolo ad hoc per affrontare tali tematiche.

L’Amministrazione ha replicato che:

– le risorse (semi)certe per il rinnovo dei contratti pubblici sono gli 85 euro lordi pro-capite nel triennio 2016-2018, previste dalla sciagurata Intesa dello scorso 30 novembre, che non è stata firmata dalle Confederazioni che rappresentano DIRIGENTISCUOLA e ANP;

– sono in via di definizione le procedure per rendere quanto prima disponibili i promessi dieci milioni di euro, una tantum, per l’incremento delle retribuzioni di posizione variabile e di risultato relative al FUN per l’a.s. 2016-2017;

– è confermato l’impegno politico della ministra per un percorso di armonizzazione del trattamento economico.

Premesso che non vi è motivo di dubitare della buona fede della tecnostruttura del MIUR e del suo impegno profuso, nonostante in più occasioni abbia dato mostra di non conoscere a fondo le reali dinamiche del mondo della scuola, DIRIGENTISCUOLA, a questo punto, dovrà necessariamente valutare l’opportunità di tirarsi fuori da questa stucchevole, e un po’ offensiva, pantomima, disertando i prossimi annunciati incontri se non ci saranno tangibili impegni della Ministra Fedeli e dell’intero Governo, almeno pari agli impegni assunti e concretizzatisi con il salvataggio di Alitalia e delle banche.

La categoria, per altro verso, dovrà essere pronta a qualsivoglia azione di lotta si dovesse rendere necessaria per evitare l’ennesimo rinvio sine die dell’allineamento retributivo alle altre dirigenze di pari fascia. Bisogna dire basta con tutte le forze. DIRIGENTISCUOLA ha già preannunciato che sta studiano una nuova e più incisiva forma di pressione nei confronti di chi rema contro.