Dirigentiscuola-Di.S.Conf. ha cercato in tutti i modi di aprire gli occhi alla categoria spiegando strategie e meccanismi che l’hanno ridotta al rango di pezzente scippandole anche la DIGNITA’: basterebbe scorrere gli articoli sul sito per averne contezza!

In un dettagliato comunicato il 21/08/2017 ha suggerito la strategia per evitare l’ennesima fregatura che stava maturando all’ARAN con il consenso di chi avrebbe dovuto evitarla.

Ha smantellato tutti i tentativi di chi predica bene e razzola male:  parla di emergenza salariale per poi proporre un graduale allineamento retributivo nello stesso momento in cui, con l’accordo del 30/11/2016, lo baratta con il recupero della signoria del CCNL.

Soprattutto ha messo in guardia la categoria contro i DISTRATTORI che abilmente vengono messi in circolazione quando la si vuole distrarre da argomenti di estrema importanza.

E’ successo la prima volta nell’estate-autunno del 2017.

Dopo il sit-in del 22-26 maggio 2017 e l’impegno del Ministro Fedeli di reperire i fondi per l’allineamento retributivo, è stata dichiarata la GUERRA TRA POVERI: circa 400 euro ai dirigenti e poche briciole ai docenti! La stampa prezzolata ha gridato allo scandalo. Abbiamo, come Di.S.Conf., spiegato che i confronti si fanno in orizzontale non in verticale! Ci si paragona con categorie aventi la stessa qualifica, ovvero con i dirigenti di pari fascia. Lì c’è lo scandalo: meno responsabilità e competenze e il doppio dello stipendio! Una vergogna che gridava e grida vendetta. Conseguenza: ci si è accontentati della sola perequazione della parte fissa della retribuzione di posizione che, poi, con abilità è stata razionata in tre annualità di cui solo una ricadente nel CCNL 2016/2018.

Sta succedendo per la seconda volta in questi giorni.

  • Dopo aver smantellato il gioco delle tre carte e gli autori, ovvero lo scippo di oltre 26 milioni di euro già stanziati;
  • dopo aver ricordato che vanno aggiunti anche i soldi della RIA dei cessati dal 2010;
  • dopo aver evidenziato che i soldi stanziati dalla finanziaria dello scorso anno devono valere per il CCNL 2016/2018, fermo restando la esigibilità negli anni previsti dalla finanziaria (2018-2020), onde evitare lo scippo di due anni del prossimo CCNL 2019/2021), invitando la categoria a vigilare e a essere pronta a qualsiasi azione di lotta o protesta ricordandole che il POTERE E’ DEL POPOLO, ovvero dei soci che consentono ai loro rappresentanti sindacali di sedere al tavolo contrattuale;
  • dopo aver preteso che i fondi del FUN vanno calcolati in base alle SEDIE e non alle TESTE;
  • ecc…

immediatamente è partito un intero blocco di DISTRATTORI: una sigla propone i ricorsi per la perequazione (e trattasi di una che il CCNL che si vorrebbe impugnare dal Giudice lo ha sottoscritto!); un’altra l’ennesima raccolta firme e, infine, la costituzione del movimento art. 39 con proposta di marcia su Roma.

Il tutto per DISTRARRE l’attenzione dal CCNL facendolo passare in second’ordine. A favorirne la diffusione il WEB!

Solo nel mondo della scuola possono succedere cose del genere! La categoria deve difendersi da chi la dovrebbe tutelare e da chi si presta a questi giochi.

Ben vengano le manifestazioni e perfino la marcia su Roma ma per la perequazione oltre che per la parte normativa del CCNL che comprende anche molte delle molestie burocratiche.

Ma si potrebbe evitare anche la marcia su Roma. Prendiamo esempio dai dirigenti delle funzioni centrali. Non stanno organizzando nessuna marcia. Hanno solo interrotto le trattative all’ARAN abbandonando il tavolo che riprenderà solo dopo che il governo stanzierà nella finanziaria i soldi richiesti! C’è una sola differenza tra l’Area funzioni centrali e istruzione e ricerca: al tavolo la maggioranza ce l’hanno le confederazioni che rappresentano solo i DIRIGENTI (Codirp, Cida, Confedir e Cosmed). Le OO.SS. storiche avrebbero voluto chiudere il CCNL da mesi, ma non hanno i numeri per la prima volta. Lo stesso scenario che avrà anche l’AREA istruzione e ricerca appena entrerà in vigore la nuova rappresentatività che le stesse OO.SS., con strategie ostruzionistiche, hanno ostacolato per oltre tre mesi. Il CCNL dell’Area funzioni centrali avrebbe dovuto far da battistrada per le altre Aree, invece succederà il contrario. Non avessimo smantellato il gioco delle tre carte il CCNL sarebbe stato già firmato senza mettere mano alla parte normativa e rinunciando a 26 milioni di euro …con il consenso di tutte le sigle!!

Nelle more che lo scenario cambierà le strade percorribili sono solo due:

  • Vigilare che le OO.SS. alle quali è stata rilasciata la delega facciano il loro dovere soprattutto nel pretendere che i soldi stanziati e quelli ancora da comunicare valgano fino all’ultimo centesimo per il CCNL 2016/2018 evitando lo scippo anche di due anni del CCNL 2019/20121. Il come lo abbiamo scritto sin dal 21/08/2017.
  • Costringerle ad accettare l’invito della DIRIGENTISCUOLA-Di.S.Conf. di fare quadrato nei confronti dell’ARAN e del Governo, organizzando, se necessario anche la marcia su ROMA non solo per il CCNL ma anche per la ripresa e rapida chiusura dei tavoli delle molestie burocratiche o semplificazione, della sicurezza e della valutazione agganciata alla retribuzione di risultato con un modello simile a quello degli altri dirigenti di pari fascia. Vale solo la pena di ricordare che l’1/09/2017 i tavoli si erano chiusi con l’impegno dell’Amministrazione di adottare le misure concordate entro la “fine del mese”! E’ passato oltre un anno e non è successo niente. Chi ha bloccato il tutto e perché? La categoria ormai lo dovrebbe sapere.

Se la categoria non si muoverà in questi giorni, concentrando l’attenzione sul CCNL, dopo potrà recitare solo il mea culpa. Come Di.S.Conf. abbiamo fatto di tutto per spiegare meccanismi e strategie; abbiamo fatto di tutto per far capire che la categoria deve essere unita in un’unica associazione e questo lo può decidere solo la categoria stessa. Ai tavoli contano i numeri. Quello che ha fatto la Di.S.Conf., non ha precedenti nella storia. Può fare molto di più ma lo deve decidere la categoria.

Il 28 la categoria potrebbe manifestare sotto l’ARAN, ovvero dare un ultimatum alle proprie sigle, per pretendere che ALMENO la parte fissa della retribuzione di posizione, ovvero circa 8.500,oo euro l’anno, valgano per il CCNL 2016/2018 in modo che i circa 400 euro netti al mese dello scandalo dell’estate 2017, ci siano realmente. Se poi vuol far sentire VERAMENTE LA PROPRIA VOCE, senza farsi distrarre, DEVE PRETENDERE anche la parte variabile della retribuzione di posizione che ammonta a circa 23.000 euro. Rimarrebbe la retribuzione di risultato legata alla valutazione e poi la categoria  avrà recuperato la propria dignità.