DIRIGENTISCUOLA-Di.S.Conf. ha a suo tempo, e in solitudine, promosso – a costi estremamente agevolati, formalizzati in una doppia convenzione con i ricorrenti e gli avvocati patrocinanti, per il vero non tutti corretti –  i  ricorsi per la perequazione interna della categoria (per chi non percepiva né la Retribuzione individuale di anzianità né l’Assegno ad personam se ex preside incaricato) e per la perequazione esterna con la restante dirigenza pubblica di pari seconda fascia.

Dopo l’iniziale accoglimento di alcuni di essi e limitati alla perequazione interna (nessuno per la perequazione esterna), si è gradualmente formata e consolidata sull’intero territorio nazionale una giurisprudenza negativa.

Da un anno in qua nessun ricorso è stato accolto e quelli già accolti in primo grado sono stati sistematicamente rigettati in appello, ogniqualvolta l’Amministrazione – agli inizi un po’ distratta – si è costituita in giudizio.

Ma l’aspetto più preoccupante è che se nelle prime pronunce i giudici ne statuivano la compensazione, ora emettono condanne alle spese, anche salate e a fini dissuasivi, per il codificato principio della soccombenza: che ovviamente il Sindacato, o chi abbia promosso i ricorsi, non può rifondere.

Sono state queste le ragioni che hanno indotto DIRIGENTISCUOLA a vincolarsi al duplice principio di onestà e di rispetto dei colleghi, suggerendo loro di abbandonare il contenzioso in atto.

Per chi è tuttora in servizio quello che DIRIGENTISCUOLA può promettere è di profondere il massimo impegno nelle trattative in corso all’ARAN sul rinnovo del CCNL e ricercando ogni possibile alleanza per un più decoroso trattamento, economico e giuridico, della più rognosa e maltrattata dirigenza pubblica.

Il fatto che, inopinatamente, sia stato accolto a Napoli il ricorso –  solo in primo grado e, presumibilmente, suscettibile di essere ribaltato in appello – di un preside incaricato, e su un’impostazione prodotta da DIRIGENTISCUOLA, non muta uno sfavorevole scenario.

Tra l’altro, se pure può starci che su ciò speculi un sindacato ancora non rappresentativo e che sui ricorsi seriali ci campa alla grande, riesce arduo comprendere come possano – e con quale coerenza – farlo le sigle sindacali che hanno sistematicamente firmato i contratti che ora vorrebbero impugnare!