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ASSUNZIONI DS, FRATTA: “STOP A PROMESSE E ILLUSIONI, LA LEGGE C’È E VERRÀ APPLICATA”

ASSUNZIONI DS, FRATTA: “STOP A PROMESSE E ILLUSIONI, LA LEGGE C’È E VERRÀ APPLICATA”

Webinar, promesse, false notizie su presunti piani straordinari, senza alcuna idea concreta che non sia racimolare qualche delega e poi chissà. Fratta: “Basta annunci senza fondamento. La procedura è chiara, tutto il resto sono chiacchiere che illudono la categoria”.

 

 

Da non crederci. Ancora webinar, incontri, spiegazioni e specchietti per le allodole sulle prossime assunzioni dei dirigenti scolastici? Possibile che in questo Paese nessuno dica con chiarezza che c’è una legge e va rispettata? Ognuno si inventa quello che più gli fa comodo: piani straordinari, assunzioni oltre il limite, percentuali inesistenti e chi più ne ha più ne metta. La procedura è definita dalla legge ed è molto lineare, e si può sintetizzare in questi quattro “passaggi”.

 

  • Legge di Bilancio: non esiste più la “restituzione” come era stata concepita in precedenza: d’ora in avanti non c’è più distinzione fra vincitori e idonei – e chi dovesse ancora farla apre il campo a un contenzioso con sicura soccombenza – e ne consegue che le graduatorie non abbiano più un arco temporale di validità e una relativa scadenza (sono tutte ad esaurimento);
  • prima della mobilità si accantonano i posti liberi in ogni Regione per il concorso ordinario;
  • mobilità interregionale al 100%;
  • riguarda più le Regioni del Nord, a più alto tasso di trasferimenti in uscita. Ipotizziamo che da queste Regioni escano altre 50 persone: restano ulteriori 50 posti al Nord;
  • ulteriori scorrimenti saranno suddivisi per almeno il 60% all’ordinario e fino al 40% al riservato.

 

Semplice. In un quadro già chiaro, riteniamo che non abbia alcun senso organizzare incontri, webinar, inutili spiegazioni che fomentano vane speranze. Soprattutto da parte di chi non si siede nemmeno al tavolo e non ha alcun potere contrattuale. E fra l’altro senza alcuna idea concreta né piano chiaro che non sia “iniziate a darci le deleghe e poi vedremo”. Troppo comodo.

 

Un esempio su tutti: che senso ha, oggi, parlare di “piano straordinario”, quando sappiamo tutti perfettamente che le risorse sono ormai stanziate, che c’è una legge e che bisogna rispettarla? In cosa consisterebbe questo presunto piano straordinario? Ad oggi nessuno lo ha spiegato. Non esiste una proposta concreta, non viene indicata alcuna copertura normativa o finanziaria né un percorso amministrativo che ne renda possibile l’attuazione. Si evocano soluzioni, ma senza dire come potrebbero diventare realtà. Uno scenario a cui, nostro malgrado, siamo fin troppo avvezzi. Con le conseguenze che vediamo tutti i giorni.

 

Il timore è che, più che fornire risposte alla categoria, queste iniziative servano soprattutto a raccogliere deleghe sindacali e consenso attorno a un nascente progetto politico che, allo stato attuale, non ha alcun ruolo nei processi decisionali sulle assunzioni dei dirigenti scolastici. Più volte sentiamo tetramente evocare l’ingerenza della politica…

 

Lascia poi francamente perplessi che si impartiscano lezioni di sindacato e di dirigenza scolastica da parte di chi non siede ai tavoli di contrattazione, non partecipa ai confronti istituzionali e, soprattutto, non ha mai svolto direttamente il ruolo di dirigente scolastico. Governare una scuola non si impara con un webinar, così come rappresentare una categoria richiede molto più della capacità di organizzare incontri online.

 

Ma c’è un aspetto ancora più importante. Un sindacato dei dirigenti scolastici non si occupa soltanto delle assunzioni. Ogni giorno è chiamato a supportare i dirigenti su responsabilità civili e penali, sicurezza, contenzioso, relazioni sindacali, gestione del personale, organizzazione delle scuole, emergenze e problemi amministrativi complessi. Come si può offrire un’assistenza realmente efficace su questioni così delicate se non si è mai vissuta in prima persona la complessità e le responsabilità della funzione dirigenziale? La rappresentanza non si improvvisa: nasce dalla competenza, dall’esperienza e dalla conoscenza diretta del lavoro che si pretende di tutelare.

 

Altra cosa. Quando si fanno le proposte, bisogna essere realisti: da tempo noi sosteniamo con forza (e realismo) la necessità di prevedere un dirigente per ogni scuola, abbattendo il fenomeno delle reggenze, e un importante risultato lo abbiamo ottenuto a inizio anno in sede di Conciliazione (unico sindacato ad averne discusso con profitto), ottenendo che le reggenze – in passato anche oltre mille – tornassero al loro numero “fisiologico” di circa trecento unità. Questo è agire da sindacato serio e concreto, non certo buttare benzina sul fuoco delle vane illusioni. Se davvero esistessero proposte realmente credibili, sostenibili e praticabili saremmo i primi a sostenerle, perché l’interesse della categoria viene prima di qualsiasi appartenenza.

 

Commenta il Presidente nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta: “In vista del prossimo incontro al Ministero sul tema, lo dico con chiarezza: non è previsto nessun piano straordinario. Piaccia o non piaccia, l’unico piano è quello di seguire la legge, che c’è ed è chiarissima, come abbiamo sintetizzato in quattro rapidi passaggi. Tutto il resto sono chiacchiere utili solo a strappare qualche delega sulle ali di false speranze. Capisco molto bene che alle persone piace illudersi, ma la categoria merita rispetto e verità. Ciò che serve non è un’unità parziale costruita attorno a una sola componente della categoria. Una rappresentanza limitata rischia soltanto di alimentare nuove contrapposizioni e di indebolire la coesione dei dirigenti scolastici. Basta con la moltiplicazione di gruppi e rivendicazioni destinate a frammentarla ulteriormente”.

 

 

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