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FORMAZIONE ATA DM 40: RESTA IL NODO DELLA PRESENZA. APERTURA DEL MIM ALLA PROROGA ANCHE PER IL DM 38

FORMAZIONE ATA DM 40: RESTA IL NODO DELLA PRESENZA. APERTURA DEL MIM ALLA PROROGA ANCHE PER IL DM 38

Resta irrisolto il principale nodo organizzativo legato alla formazione del personale ATA prevista dal DM 40/26. Conferma del MIM sui corsi in presenza, apertura sulla proroga del termine del 22 settembre per l’avvio dei progetti. Per Fratta la situazione “continua a presentare rilevanti criticità per le scuole polo chiamate a organizzare numerosi moduli formativi in condizioni non sostenibili. Servono risposte concrete, altrimenti si rischia che una misura pensata per la formazione si tramuti nella solita occasione mancata”.

 

Roma, 18 settembre 2026 – Con nostro comunicato del 15 settembre, e contestuale nota indirizzata alla dott.ssa Simona Montesarchio, ponevamo all’attenzione dell’Unità di missione del MIM due importanti questioni afferenti il DM.40/2026, di cui all’avviso n.95498 del 24 aprile 2026 – Formazione personale ATA:

  1. la possibilità di erogare la formazione in modalità e-learning (sincrona) o blended (mista), e non solo esclusivamente in presenza;
  2. la proroga del termine del 22 settembre per l’avvio di almeno un modulo;

 

  1. FORMAZIONE IN PRESENZA

 

Il Direttore generale ha comunicato per le vie brevi che l’unica modalità di realizzazione dei corsi di formazione di cui al DM.40/2026 per il personale ATA resta quella ‘in presenza’. Inutili i tentativi di far comprendere le criticità di tale opzione formativa riconduciblili ad un palese “cortocircuito” che già evidenziavamo nel nostro precedente comunicato: o autorizzare la formazione in orario di servizio (ricordiamo con moduli da 30/60 ore!), sguarnendo gli uffici e i plessi di personale indispensabile per la vigilanza, la sicurezza e le attività amministrativo-contabili; oppure, in alternativa, autorizzare la formazione fuori dall’orario di lavoro, generando un monte ore di recuperi o straordinari che le scuole non hanno la possibilità di sostenere.

Invitiamo a questo punto le scuole ‘polo’ a valutare con grande attenzione la fattibilità reale di realizzazione dei numerosi corsi loro affidati (una ventina in media), stante l’oggettiva difficoltà  che troveranno nel reperire esperti solo sul territorio limitrofo, disposti tra l’altro a sobbarcarsi numerosi spostamenti logistici per raggiungere fisicamente i luoghi di formazione.

  1. PROROGA DEL TERMINE DEL 22 SETTEMBRE

 

Possibilista, invece, il MIM sulla possibilità di proroga del termine del 22 settembre p.v. che la nota n.193041 del 28 luglio 2026 dell’Unità di missione del MIM ha fissato per l’avvio del progetto, termine da intendersi quale avvio di almeno un modulo indicato in progetto. Apertura sulla proroga anche per il DM 38.

Fratta: “Ora servono risposte concrete alle scuole”Così il Presidente nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta: “Prendiamo atto dell’apertura sulla proroga del termine del 22 settembre, necessaria per consentire alle scuole polo di organizzare la formazione in condizioni realisticamente sostenibili. Restiamo invece perplessi sulla scelta di imporre esclusivamente la formazione in presenza, nonostante le criticità che avevamo tempestivamente segnalato. Con moduli da 30 e 60 ore e una ventina di percorsi da organizzare mediamente per ciascuna scuola polo, non si può ignorare l’impatto sull’organizzazione del servizio, sul personale e sulla stessa possibilità di reperire esperti disponibili a spostarsi sul territorio. Chiediamo quindi al Ministero di accompagnare le scuole con indicazioni chiare e tempi adeguati, evitando che una misura pensata per la formazione del personale si trasformi in un ulteriore aggravio organizzativo per le istituzioni scolastiche”.

Vi terremo aggiornati sui prossimi sviluppi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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