Con nostro comunicato del 9 settembre ponevamo all’attenzione dell’Unità di missione del MIM due importanti questioni afferenti il DM.40/2026, di cui all’avviso n. 95498 del 24 aprile 2026 – Formazione personale ATA:
- la possibilità di erogare la formazione in modalità e-learning (sincrona) o blended (mista), e non solo esclusivamente in presenza;
- la proroga del termine del 22 settembre per l’avvio di almeno un modulo;
Le due richieste Dirigentiscuola
1 – FORMAZIONE IN PRESENZA
Quanto al primo punto evidenziavamo che, qualora il vincolo della modalità in presenza fosse da intendersi inderogabile, come sembrerebbe dalle risposte già pervenute a numerosi ticket indirizzati all’Autorità di missione (vincolo di cui però non si fa menzione nell’avviso), i Dirigenti scolastici si troverebbero di fronte a un palese “cortocircuito”: o autorizzare la formazione in orario di servizio (ricordiamo: con moduli da 30/60 ore!), sguarnendo gli uffici e i plessi di personale indispensabile per la vigilanza, la sicurezza e le attività amministrativo-contabili; oppure, in alternativa, autorizzare la formazione fuori dall’orario lavorativo, generando un monte ore di recuperi o straordinari che le scuole non hanno la possibilità di sostenere.
La modalità e-learning (sincrona) o blended (mista) consentirebbe di conciliare, invece, sia pur parzialmente, le suddette esigenze potendo la stessa, a differenza di quella asincrona, garantire la tracciabilità in tempo reale delle presenze (attenzione alla recente Nota MIM n.167521 del 30 giugno 2026 ad oggetto: PN2127-Indicazioni per la corretta rilevazione delle presenze ai fini dell’ammissibilità della spesa) e l’interazione online tra corsisti e formatori, lasciando nel contempo ai momenti in presenza, in caso di formazione mista, solo quelle attività meramente laboratoriali. Come sembra evincersi dalle stesse Linee Guida del Programma Nazionale “Scuola e Competenze” 2021-2027 (versione 4.0) per le attività destinate al personale scolastico (non agli studenti), purché tale modalità sia stata espressamente prevista e autorizzata all’interno della proposta progettuale presentata dalle Scuole Polo.
2 – PROROGA DEL TERMINE DEL 22 SETTEMBRE
Benchè con nota n.193041 del 28 luglio 2026 l’Unità di missione del MIM abbia disposto “il differimento dei termini per l’avvio del progetto al 22 settembre 2026”, termine da intendersi quale avvio di almeno un modulo indicato in progetto, restano in piedi adempimenti prodromici che inevitabilmente richiedono tempi non conciliabili con tale scadenza (selezione di un esperto e un tutor, selezione dei partecipanti, calendarizzazione delle attività formative), specie in periodo come l’attuale di avvio dell’anno scolastico. Adempimenti, tra l’altro, da registrare tutti in piattaforma, anche per il DM.38/2026 di cui all’Avviso 95165 del 24 aprile 2026 – Formazione docenti.
Resta, dunque, il vero problema della mancata creazione di quelle condizioni che rendano fattuale il diritto alla formazione del personale scolastico. Se l’Amministrazione richiede competenze sempre più elevate e complesse al personale docente ed ATA, nel contempo deve saper anche costruire strumenti idonei a favorirne l’acquisizione, agevolando l’accesso ai percorsi formativi ed evitando di trasformare l’aggiornamento in un ulteriore ed ingiustificato onere per i singoli e per gli stessi istituti scolastici.
La formazione non è rendicontazione contabile, ma qualificazione dell’intero sistema
“Un chiarimento ufficiale in questo senso appare necessario e urgente, le scuole hanno necessità di maggiore flessibilità organizzativa – osserva il Presidente nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta. “Il rischio concreto è che si perda un’occasione e si debbano restituire fondi che potrebbero servire alla crescita e alla qualificazione professionale di personale fondamentale per il buon funzionamento delle scuole. L’obiettivo dell’Amministrazione non può limitarsi alla mera rendicontazione contabile della spesa, ma deve tradursi in un effettivo investimento sulla professionalità dei lavoratori e sul servizio scolastico; per farlo, occorre smettere di calare finanziamenti dall’alto senza garantire le condizioni organizzative reali per poterli spendere”.
Preso atto di tale scenario e delle numerose sollecitazioni dei soci, Dirigentiscuola ha indirizzato all’Autorità di gestione una precisa richiesta di chiarimenti e proroga che qui si allega.



