L’ultima  proposta della Sen. Granato rasenta il ridicolo e indigna non solo i dirigenti ma l’intero Popolo Italiano.

Probabilmente nella sua carriera di docente avrà conosciuto qualche dirigente che non le andava a genio e che avrebbe voluto crocifiggere.

Ora che è senatrice, invece di curare la sua ossessione, e gli incubi notturni che ne conseguono, scarica la sua libido repressa contro la categoria dei dirigenti scolastici.

La volta precedente le abbiamo consigliato il silenzio, ovvero di riflettere prima di parlare o presentare disegni di legge che denotano totale ignoranza e che hanno un unico obiettivo: distruggere il “lupo cattivo” che la tormenta.

Ora ha passato i limiti. Non si poteva tacere. La protesta o reazione non poteva essere diversa dall’azione: è una legge della fisica!

Un consiglio glielo diamo comunque perché siamo preoccupati per la sua salute e equilibrio. Leggendo il libro di C. Musatti – “Attenti al lupo” – e magari ascoltando bene la canzone, dallo stesso titolo,  di  L. Dalla,  potrebbe aiutarla a guarire dall’ossessione, recuperando serenità e equilibrio e, lasciando in pace i dirigenti scolastici. Se poi vuol fare parte della categoria basta partecipare al concorso, studiare e superarlo.

Intanto invitiamo la categoria a reagire inviando mail di protesta e messaggi: (infogranatom5s@gmail.combiancalaura.granato@senato.it),  WhatsApp, SMS, ecc….  (3401408886).

Se persisterà in questo delirante attacco alla categoria vorrà dire che chiederemo o faremo chiedere le sue dimissioni e, se necessario, faremo entrare in azione la task-force deliberata dal C.N. del 23 e 24 febbraio 2019. Questo attacco continuo e immotivato alla dirigenza scolastica non può essere più tollerato da qualunque parte provenga. Se ci sono dirigenti che abusano del loro potere, che non rispettano le norme, che vessano qualche docente, giusto che vengano sanzionati. Ma fare di ogni erba un fascio non è corretto.  Un senatore della Repubblica non può lasciarsi andare dimenticando il suo ruolo! Per anni i dirigenti hanno sopportato in silenzio perché hanno etica e deontologia. Ma a tutto c’è un limite.  Anche i dirigenti sanno reagire.

In allegato la protesta