La recente sentenza 336/16 del 3-5-2016, che ha accolto il ricorso del socio della DIRIGENTISCUOLA patrocinato dall’Avv. Carmelo Tardonato del foro di Siracusa,  così conclude:

“….Si condivide pertanto l’orientamento espresso dai precedenti di merito citati, secondo il quale l’interpretazione delle norme contrattuali da parte del Ministero convenuto risulta discriminatorio e penalizzante……”

“…al ricorrente deve essere corrisposta, ad integrazione dello stipendio e tenuto conto della classe stipendiale di appartenenza…., l’indennità di retribuzione di anzianità ..anche con riferimento agli anni pregressi …al lordo delle ritenute assicurative, previdenziali e fiscali.”

…”dichiara altresì il diritto di percepire la somma … per differenze retribuzione di posizione quota variabile anni 2011/2013, nonché per differenze retribuzione di risultato..”

     Si tratta della sentenza storica che riconosce, oltre alla RIA,  le somme per differenze di retribuzione quota variabile e di risultato, ricordando al Miur che l’anzianità di servizio  è un DIRITTO.

    Il giudice ha ritenuto corretto il riconoscimento della retribuzione individuale di anzianità, ribadendo il contenuto delle sentenze precedenti e riaffermandola quale parte integrante della retribuzione del dirigente della scuola. 

    Non si coglie la ragione in base alla quale il Miur ancora non si preoccupi di rettificare il trattamento a tutti coloro a cui spetta in ossequio al principio dell’erga omnes che ancora esiste nel nostro ordinamento, seppure reso discrezionale.

    Lo ripete senza sosta il Seg. Gen. Attilio Fratta della Dirigentiscuola che ribadisce: “Mi auguro ancora una volta che l’Amministrazione si renda conto che non dovrebbe costringere alcuno a proporre ricorso, essendo la Ria un sacrosanto diritto. Non riuscirò mai a capire il perché la P.A. si comporta come il più delinquente dei datori di lavoro confidando che non tutti proporranno ricorso. Eppure la P.A. dovrebbe tutelare e non vessare. Inoltre lo stesso principio del buon andamento della P.A. suggerirebbe di evitare spese aggiuntive, tra arretrati ed interessi, rivalutazione e IVA e CAP, spese legali alle quali le sentenze la condannano a provvedere. E non sono somme lievi. L’Amministrazione deve prendere atto che non ci fermeremo e che, esperiti tutti i gradi del giudizio italiano, ricorreranno alla Corte Europea, anche se ci vorranno degli anni

    Ma c’è di più. Il ricorrente di Siracusa ha avuto ragione anche sul quanto gli è dovuto dalla USR per disposizione del CIR, dunque recupererà anche la quota variabile prevista dal Cir e non liquidata.

     “E’ la prima volta – aggiunge ancora Attilio Fratta –  che un Giudice riconosce la quota variabile della retribuzione di posizione e la differenza di quella di risultato.  Sentenza storica anche questa che apre una significativa riflessione su dimenticanze e distrazioni delle OO.SS. uniche responsabili del furto della RIA e non solo e alle quali, ciononostante, molti dirigenti continuano  pagare le quote sindacali. La ricreazione sta per finire! Al tavolo per il rinnovo del CCNL siederà anche DIRIGENTISCUOLA nonostante tutti i tentativi, da ultimo il ritardo di oltre un anno della pubblicazione dei dati della rappresentatività, di soffocarla nella culla.

       DIRIGENTISCUOLA non si darà pace fino a quando non restituirà alla funzione del dirigente la dignità e il rispetto che merita oltre ad una adeguata retribuzione”.