In concomitanza dell’invio alle Autorità della Petizione di 1347 firme sui controlli biometrici delle presenze dei dirigenti scolastici, abbiamo visionato la lettera della ministra Bongiorno pubblicata da la Repubblica, traendone ad un tempo una conferma, una disconferma e LA STRATEGIA DISTRATTIVA NON SOLO DELLA BONGIORNO.

La conferma è che una donna di legge e quotata penalista – ultimo reddito dichiarato sideralmente lontano da quello dei comuni mortali – quando parla, e ancor più quando scrive, non può fare a pugni con la logica, inanellando una serie di proposizioni sconnese, veri e propri non sequitur: a meno che non si tratti di uno spot elettorale rivolto agli odiatori seriali in rete, che compongono il Popolo Sovrano, assecondando e alimentando l’immaginario collettivo di tutti i dirigenti scolastici satrapi arroganti e incompetenti, nonché adusi a disertare sistematicamente il lavoro, perciò abbisognevoli di essere costantemente tenuti sotto sorveglianza.
La disconferma è che non si tratti solo di uno spot elettorale, ma di una vera e propria disistima, a prescindere, di tutta la categoria, nei cui confronti evidentemente l’indignazione detta le rime.
La strategia distrattiva. La Bongiorno e quanti non hanno voluto ingoiare il rospo dell’avvio dell’allineamento delle retribuzioni dei dirigenti scolastici a quelle dei colleghi di pari fascia pensano di distrarre la categoria da problemi ben più gravi a partire dalla firma del CCNL a causa dei rilievi STRUMENTALI del Mef e del parere della stessa Bongiorno, in assenza del quale il CCNL non può essere inviato alla Corte dei Conti. La Bongiorno farebbe bene a trasmettere all’ARAN il previsto parere ORDINANDO l’accelerazione dei tempi per discutere i rilievi del MEF, invece di distrarre, con la complicità di quanti predicano bene e razzolano male, la categoria con illogiche, se non ridicole, ma strategiche affermazioni che, fatte rimbalzare sui social, pensano di distrarre la categoria.
Ciò nonostante, un suggerimento all’eccellentissima ministra intendiamo darlo perché si realizzi la sua vera volontà: verificare se i dirigenti adeguano la prestazione alle esigenze dell’ufficio e rispondono anche ad esigenze di sicurezza, perché bisogna sapere chi c’è all’interno dell’edificio scolastico.
E’ un suggerimento molto meno costoso e molto più efficace delle occorrenti prefigurate strumentazioni: un semplice braccialetto elettronico, oppure un microchip sottocutaneo che consenta di sapere non solo se il dirigente scolastico è alla scrivania del suo ufficio, ma anche se, putacaso, si sia spostato nei quattro-cinque plessi dislocati in uno o più comuni o, non sia mai, si trovi a bighellonare nella sede dell’USR e/o degli ambiti territoriali provinciali, presso uffici vari, alle conferenze di servizio, in aziende, associazioni culturali e territoriali, da organizzazioni del volontariato, sindaci, parroci e quant’altro.
E senza diritto alla disconnessione.