Questo dovrebbe inorgoglirmi e gratificarmi. Ma non è così. Mi chiedo perché lo Stato deve costringere i suoi fedeli servitori a dover ricorrere ad un Giudice per vedersi riconosciuto quanto spettante di diritto e per legge. Un simile comportamento non è accettabile neanche dal peggiore dei datori di lavoro privato che mai tratterebbe male un fedele dipendente. Lo Stato invece lo fa perpetrando un’altra vergognosa ingiustizia  nei confronti degli interessati: la mancata stabilizzazione dopo anni di incarico.
Questi servitori dello Stato sono stati per troppo tempo offesi, delusi e maltrattati. Nessuno ha mai voluto prenderer a cuore la loro situazione: erano pochi e non c’era alcuna convenienza, neanche in termini di deleghe sindacali atteso che le stesse non vengono conteggiate ai fini della rappresentatività.
Solo  noi della DIRIGENTI SCUOLA ci stiamo interessando di loro perché noi sposiamo le cause giuste non quelle che rendono.
Se l’Amministrazione non si deciderà a prendere le distanze da chi ha tutt’altri interessi e a porre fine a questo sistema di scambi noi lotteremo con tutte le forze e non solo nelle aule giudiziarie. I colleghi hanno armi  molto  potenti nelle loro mani: il voto per togliere la fiducia a chi non li tutela e rispetta  e la delega che possono revocare in ogni momento a chi li ha traditi per rilasciarla  a chi li tutela e difende ”