Il Presidente Fratta: “La nota 1064 del 20 febbraio deve essere resa pubblica e integrata, non c’è ragione di tenerla riservata. Troppo spesso gli Uffici Scolastici si servono di segnalazioni ed esposti per mantenere i DS in uno stato di soggezione gerarchica. E’ un sistema che si autoalimenta, il cerchio va spezzato”.
Roma, 3 giugno 2026 – Dirigentiscuola, con una lettera siglata dal Presidente nazionale Attilio Fratta e indirizzata al Ministro Giuseppe Valditara e al Capo di Gabinetto Giuseppe Recinto, torna a sollecitare il Ministero dell’Istruzione e del Merito affinché integri e renda pubblica la nota interdipartimentale n. 1064 del 20 febbraio 2026 sulla gestione delle segnalazioni riguardanti le istituzioni scolastiche, ritenendo insufficiente e incompleta l’attuale formulazione del documento.
Come si ricorderà, un punto fondamentale della conciliazione avvenuta fra Dirigentiscuola e il MIM lo scorso 26 gennaio verteva proprio sui corretti rapporti fra le strutture territoriali del Ministero (segnatamente gli Uffici Scolastici Regionali e le loro articolazioni territoriali) e i dirigenti scolastici, troppo spesso fatti oggetto di vessatorie richieste di relazioni e rapporti sulla base di segnalazioni/esposti poco circostanziati ove non addirittura anonimi. Da qui la citata nota 1064/26, che tuttavia, per contenuti e modalità di diffusione, non può soddisfare la categoria.
A tal proposito, l’Associazione evidenzia come senza dubbio la nota ministeriale rappresenti un primo passo importante nel contrasto a pratiche improprie e automatismi che, in alcuni casi, hanno determinato richieste di chiarimenti, verifiche ispettive e procedimenti disciplinari avviati sulla base di segnalazioni generiche, poco circostanziate o manifestamente pretestuose. Dirigentiscuola condivide, in particolare, il principio secondo cui ogni esposto deve essere sottoposto a una preventiva valutazione di attendibilità e rilevanza, evitando procedure standardizzate e indiscriminate.
Ciò, tuttavia, in diversi casi segnalati all’Associazione non avviene ancora regolarmente in tutta Italia: pertanto l’Organizzazione sindacale rappresentativa dei dirigenti scolastici ritiene necessario un intervento integrativo che chiarisca senza ambiguità alcuni aspetti fondamentali. In primo luogo, occorre distinguere nettamente le segnalazioni riconducibili alla disciplina del whistleblowing dalle denunce relative a rapporti di lavoro individuali, per le quali la normativa vigente non prevede forme di anonimato tutelato.
L’Associazione ribadisce fermamente come il dirigente scolastico interessato da una segnalazione debba, anche al fine di elaborare la difesa costituzionalmente garantita, poter conoscere tempestivamente il contenuto degli atti che hanno originato l’attività di verifica, nel pieno rispetto del suddetto diritto di difesa e dei principi di trasparenza amministrativa. La tutela della riservatezza del segnalante non può tradursi in un generalizzato diritto all’anonimato quando sono in gioco posizioni giuridiche di terzi e la reputazione professionale dei dirigenti coinvolti.
Particolare attenzione viene inoltre posta alle indagini ispettive, che, secondo l’Associazione, devono essere rigorosamente delimitate nell’oggetto, nei tempi e nelle modalità operative. Non possono essere ammesse verifiche estese e indeterminate, condotte senza una precisa perimetrazione degli accertamenti e tali da compromettere il regolare funzionamento delle istituzioni scolastiche.
Per queste ragioni Dirigentiscuola richiede un incontro con il Ministro e con i vertici dell’Amministrazione, chiedendo contestualmente la pubblicazione della nota n. 1064 sul sito del Ministero, corredata delle necessarie integrazioni e precisazioni, affinché sia pienamente conoscibile da tutti i soggetti coinvolti.
E’ molto netto il presidente nazionale Fratta: “Troppo di frequente le richieste di chiarimenti, relazioni e documentazione avanzate dagli UU.SS.RR. nei confronti dei dirigenti scolastici sono esorbitanti e immotivate, e appaiono piuttosto strumentali a mantenere i DS in uno stato di permanente soggezione gerarchica: si tratta a tutti gli effetti di un sistema che si autoalimenta, di un circolo vizioso che va interrotto”.
E prosegue: “Nel corso dei numerosi incontri avuti sul tema con il Ministro Valditara, sono sempre stati ribaditi principi sacrosanti come la necessità di collaborare fra strutture dello stesso Ministero, cestinare gli esposti anonimi e non dare seguito a quelli non adeguatamente circostanziati o corroborati da prove solide. Trasparenza, correttezza procedurale e tutela del diritto di difesa sono condizioni essenziali per garantire la serenità dell’azione dirigenziale e il buon funzionamento delle istituzioni scolastiche. Numerosi dirigenti scolastici ci chiedono di prendere visione della nota 1064/26, e non c’è alcun motivo di tenerla riservata: è interesse della stessa Amministrazione e dell’intero sistema scolastico evitare abusi, equivoci e contenziosi che rischiano di compromettere il clima organizzativo e la qualità del servizio educativo”.
Allegato: sollecito pubblicazione nota 1064/26: NUOVO SOLLECITO INTEGRAZIONE NOTA 1064_signed