Quasi ogni giorno i giornali e le TV parlano delle reggenze delle istituzioni scolastiche e del numero crescente delle stesse. Il che è certamente positivo: finalmente se ne parla. Vuol dire che qualcuno ha mosso le acque, ha denunciato la gravità della situazione costringendo tutte le OO.SS. alla mobilitazione. Il merito è tutto e solo della DIRIGENTISCUOLA. Sistematicamente gli intervistati di turno, sempre gli stessi, gridano allo scandalo, parlano di vergogna, di situazione insostenibile, di rabbia dei dirigenti. Nessuno o pochi si chiedono, però, perché come e per “merito” di chi siamo arrivati a questo livello di guardia.  Si tratta di un castigo di Dio o ci sono dei responsabili? Coloro che oggi si indignano sono casti e puri o  hanno delle responsabilità?

Cerchiamo di fare chiarezza per amore della verità e rispetto della categoria, con delle semplici e forse ingenue domande e  relative risposte:

  • Cos’ è l’istituto della reggenza e perché è stato previsto?

L’istituto della reggenza è stato previsto per la sostituzione dei colleghi assenti per brevi periodi, in quanto ogni istituto deve avere un dirigente titolare. Nel corso degli anni, invece, è stato utilizzato per coprire posti vacanti in numero sempre crescente, tant’è che nel prossimo anno scolastico le scuole in reggenza saranno oltre 2000.

  • Come si coprivano, in passato, i posti vacanti?

Semplicemente con le “supplenze”, con i cosiddetti presidi incaricati. Ossia con dei docenti che avevano i requisiti per essere inseriti nella graduatoria per gli incarichi. Ogni scuola aveva, quindi, un dirigente titolare o incaricato. L’istituto è sotto soppresso! Ufficialmente per evitare il formarsi di precari che, a buon diritto, avrebbero poi preteso la stabilizzazione. Contestualmente, però, l’Amministrazione si era impegnato a bandire sistematicamente i concorsi per coprire tutti i posti vacanti. Cosa che non ha fatto. Conseguenza: allo stato abbiamo già oltre 2.000 scuole prive di dirigente. Un’autentica vergogna.   In attesa del concorso sarà forse il caso di ripristinare l’istituto dell’incarico o pensare a qualche altro istituto che, comunque e in attesa della regolarità dei concorsi, assicuri la copertura dei posti vacanti.

  • Perché ci sono tanti posti vacanti?

Per due motivi:

  • Principalmente, come già evidenziato, perché non sono e non vengono indetti i concorsi con la regolarità prevista dalla legge che è uguale per tutti, ma non tutti sono uguali per la legge! Il concorso, che si auspica venga bandito prima dell’estate, se il Consiglio di Stato si deciderà ad emettere il previsto parere al nuovo regolamento, doveva essere bandito entro il 31/12/2014. Sono passati tre anni!!
  • Per l’invenzione delle scuole sottodimensionate, che, previste come eccezione, si sono diffuse a macchia d’olio. La legge, prevede che un istituto scolastico perde l’autonomia se ha meno di 600 alunni; perdendo l’autonomia si …perdono anche due posti: Dirigente e DSGA e la scuola viene assegnata in reggenza. Bertoldo si chiederebbe perché vengono previste scuole con meno di 600 alunni e perché esistono scuole anche superdimensionate che, invece, non vengono sdoppiate? Le scuole sottodimensionate sono state una “genialata”, un autentico esempio di risparmio della spesa pubblica! Un risparmio di oltre 100.000 euro l’anno per ogni istituto sottodimensionato!!! Questo istituto deve essere eliminato. Non occorre neanche una legge. Basta, con la cosiddetta razionalizzazione, assicurare i previsti 600 alunni e non superare i 1.000.

  • A chi conviene questo scempio?

Semplicemente a chi non ha alcun interesse a far funzionare le scuole e pensa a come risparmiare danaro pubblico sulla pelle degli alunni e dei dirigenti, evidentemente per far fronte ad altri sprechi! Una reggenza, come noto, costa, non allo Stato,  circa 700 euro lordi al mese, di cui meno di 400 finiscono nelle tasche del reggente.  Le reggenze, per chi ancora non lo sapesse,  vengono pagate con il FUN, ossia con i soldi degli stessi dirigenti, una sorta di partita di giro, o meglio di presa in giro! Cose del genere succedono sono nel pianeta scuola e solo nel bel Paese.

  • Ma i dirigenti, trattandosi di incarichi aggiuntivi e, quindi, non previsti nel contratto di lavoro, possono rifiutare la reggenza o qualsivoglia altro incarico?

E no! Sono incarichi aggiuntivi obbligatori! Insomma i dirigenti sono costretti ad accettare le reggenze senza battere ciglio. Al pari di altri incarichi aggiuntivi anch’essi gratuiti. Assurdo, impossibile? No tutto vero!

  • Come è possibile una simile assurdità? Chi l’ha prevista? Quale genio ha potuto concepire una simile vergogna? E perché?

Purtroppo le stesse persone che ora, pensando che la categoria non abbia la memoria storica, parlano di vergogna e gridano allo scandalo. Ossia coloro che nel 2010 hanno sottoscritto il contratto della vergogna. Allora si chiamava pentiade!

Queste assurdità sono previste nell’art. 19 del CCNL, che recita testualmente:

“ART. 19  – INCARICHI  AGGIUNTIVI   (Art. 26 del CCNL 01.03.02; art.10 del CCNL 15.07.2010)

  • Il MIUR e le Direzioni regionali, sulla base delle norme vigenti, possono formalmente conferire i seguenti incarichi, che il dirigente è tenuto ad accettare:
  1. Presidenza di commissioni di esami di Stato conclusivi dei corsi di studio di istruzione secondaria superiore e presidenza di commissioni di esame di licenza media;
  2. Reggenza di altra istituzione scolastica, oltre a quella affidata con incarico dirigenziale:
  3. Presidenza di commissioni o sottocommissioni di concorso a cattedre;
  4. Funzione di Commissario governativo;
  5. componente del nucleo di valutazione delle Istituzioni scolastiche di cui ali ‘art. 20;
  6. incarichi derivanti da accordi interistituzionali;
  7. incarichi relativi alle attività connesse all‘EOA e alla terza area degli istituti professionali;
  8. ogni altro incarico previsto come obbligatorio dalla normativa vi

Non si tratta solo di reggenze, come si può leggere, ma di una serie di incarichi … obbligatori ma anche gratuiti. Una prerogativa riservata solo ai dirigenti scolastici. Evidentemente fa parte della esumata specificità o diversità! Saremmo curiosi di sapere quale altro lavoratore è costretto ad accettare incarichi aggiuntivi anche non remunerati …neanche il rimborso spese è previsto! Se si rifiuta viene sanzionato! Il tutto per un’altra genialata: la onnicomprensività!

  • Con quale coraggio i responsabili di tanto scempio gridano ora allo scandalo e parlano di vergogna?

 

Lasciamo la risposta, le riflessioni e le conclusioni ai nostri lettori.

Grazie alla mobilitazione della categoria e, soprattutto, grazie alla DIRIGENTISCUOLA che ha acceso i riflettori organizzando una settimana di sit-in e consegnando alla Ministra Fedeli un ricco dossier e una dettagliata piattaforma, a partire dal 12 giugno questi problemi saranno affrontati e risolti nei previsti tavoli tecnici auspicando che i responsabili abbiano almeno il coraggio di ammettere i propri errori e di voler cambiare.

  • Sarebbe successo qualcosa senza DIRIGENTISCUOLA?

Anche per questa domanda lasciamo ai lettori la risposta. Ai tanti che ora si attribuiscono meriti possiamo solo chiedere perché non hanno gridato allo scandalo prima, ovvero perché non lo hanno prevenuto? Bastava non firmare il CCNL della   vergogna! Ovvero ritirare la firma dopo essersi resi conto, qualora avessero sbagliato in buona fede, del danno arrecato alla scuola italiana e ai dirigenti scolastici. “Queste ed altre assurdità – conclude il Segretario Generale Fratta – sono state rappresentate alla Fedeli in tutte le occasioni, ultima quella del 22 maggio, primo giorno del sit-in. Alla Ministra sono stati consegnati copiosi dossier e la piattaforma per il rinnovo del CCNL. Più di una volta ho ripetuto che solo in un paese schizzato possono succedere cose del genere. Anche la Fedeli si è chiesto come si sia potuto arrivare a tanto, impegnandosi, di conseguenza, di porvi rimedio. Lo ha dimostrato convocando ad horas tutte le OO.SS. rappresentative, la sera del 25 u.s. per concordare l’istituzione di tavoli tecnici in attesa delle aperture della contrattazioni all’ARAN appena la Madia emanerà l’atto di indirizzo per il rinnovo del CCNL….sempre che saranno messe sul tavolo le somme necessarie per ridare dignità alla categoria. Ho già detto alla Ministra e ribadito ieri alla Dr. Bono che se l’Amministrazione non terrà fede agli impegni presi, la reazione sarà ancora più eclatante.  C’è da augurarsi, e lo rivolgo come appello, che tutte le OO.SS. presenti ai tavoli trovino delle convergenze e non si lascino condizionare da altre logiche equilibriste o interessate. Il tutto dipenderà anche dalla pressione che gli iscritti ai vari sindacati rappresentativi eserciteranno sulle rispettive associazioni. E’ ora che la categoria si renda conto che il POTERE è nelle sue mani ed è, peraltro, esercitabile all’istante. Se non si è tutelati basta revocare le deleghe rilasciandole a chi se le merita. Ai tavoli contano i numeri e i numeri sono deleghe. I veri responsabili della vergogna siamo noi stessi, siamo noi che decidiamo da chi farci rappresentare, dovremmo prendercela con noi stessi. Ha ragione il rappresentante della CGIL quando, seppure con tono ironico, continua ad asserire che la categoria è con la quadruplice (CGIL-CISL-UIL E SNALS …sono una cosa sola!) e che saranno loro a decidere, altrimenti non le avrebbe dato il 52,46% di rappresentatività, ….SACROSANTA VERITA’! Viene da chiedersi perché la categoria ora si lamenta e reagisce? ”