Continuano a pervenire, visto l’esito dei ricorsi accolti in primo grado, richieste di adesione ai ricorsi soprattutto da parte di neo dirigenti scippati della RIA.

Il che non può che fare piacere. E’ il segno della fiducia della categoria nella DIRIGENTISCUOLA che non può e non intende tradirla subordinando gli interessi dei ricorrenti a quelli dell’Associazione.

La cosa più semplice e conveniente per l’Associazione sarebbe quella di esaudire le richieste e depositare i NUOVI ricorsi, atteso che gli stessi vengono patrocinati solo per i soci. Facendolo verrebbero tradite le finalità previste dallo statuto.

DIRIGENTISCUOLA ritiene che i colleghi debbano conoscere lo stato degli oltre 600 ricorsi già depositati in modo che possano decidere cum grano salis e in piena coscienza tenendo presente anche i rischi che si possono correre, senza, peraltro, cadere nelle rete di personaggi spregiudicati che hanno ben altri obiettivi e interessi.

      In estrema sintesi il quadro:

  • DIRIGENTISCUOLA ha depositato oltre 600 ricorsi per la perequazione interna – esterna e interna/esterna.
  • Allo stato sono stati decisi, in primo grado, 122 ricorsi, con risultati a macchia di leopardo, pur trattandosi dello stesso testo, che hanno determinato la seguente situazione:
  1. Ricorsi per la perequazione esterna. I pochi discussi sono stati rigettati; alcuni con compensazione delle spese, altri con condanne. Ai primi esiti, per non esporre i colleghi, DIRIGENTISCUOLA ha consigliato ai ricorrenti la rinuncia agli atti ma non all’azione, deliberando di proseguire con pochi ricorsi conscia del possibile rigettato nei tre gradi di giudizio, ma era ed è  l’unica strada per arrivare alla Corte Europea che sicuramente li accoglierà. Dopo la sentenza di Strasburgo i Giudici italiani dovranno adeguarsi sempre che non lo faccia prima l’Amministrazione. Evidente il principio della solidarietà della categoria: si espongono in pochi a beneficio di tutti!
  2. Ricorsi perequazione interna. In termini calcistici si potrebbe parlare di pareggio tra ricorsi accolti e ricorsi rigettati; idem per le spese! Dei ricorsi accolti alcuni, i più fortunati, sono passati in giudicato. Gli altri sono arrivati in appello o su proposizione dell’Avvocatura (nel caso di ricorsi accolti in primo grado), o su proposizione del ricorrente (nel caso di rigetto).
  • Esito degli appelli:
  1. Appelli proposti dall’Avvocatura per ribaltare le sentenze di accoglimento dei ricorsi di primo grado. Alcuni rigettati con gioia dei ricorrenti che hanno incassato gli importi liquidati. In un solo caso sono stati liquidati anche i compensi maturati dal momento del deposito del ricorso, ricostruita la retribuzione e aggiornata perfino la pensione (le regole sono state rispettate!). Altri accolti con, ovviamente, riformulazione della sentenza di primo grado,  con compensazione delle spese.
  2. Appelli proposti dai ricorrenti per ribaltare le sentenze di rigetto dei ricorsi di primo grado. Tutti (7 quelli discussi) rigettati con conseguente conferma della sentenza di primo grado. Alcuni con compensazione delle spese, altri con la condanna avendo i giudici paventato la lite temeraria.

A fronte di questo scenario sarebbe un suicidio:

  1. Proporre appelli in caso di rigetto in primo grado. Ci sarebbe la condanna certa alle spese per lite temeraria.
  2. Proporre nuovi ricorsi che sarebbero sicuramente rigettati in primo grado in presenza di consolidata giurisprudenza delle sentenze delle Corti di Appello, con conseguente condanna alle spese. La lite temeraria è evidente anche ad un inesperto! Fino a quando non c’è giurisprudenza non si può parlare di lite temeraria, con una giurisprudenza consolidata depositare ricorsi sarebbe una sfida i cui risultati si vedranno almeno fra un anno.

Nel Consiglio Nazionale dell’11 e 12 febbraio si è preso atto della situazione; si è deciso di continuare la lotta esperendo tutti i gradi di giudizio per arrivare a Strasburgo solamente con i ricorsi accolti in primo grado e a macchia di leopardo  e deliberato di accogliere tutte le nuove adesioni ai ricorsi,  ma di depositarli solo dopo i pronunciamenti della Cassazione e/o della  Corte Europea, onde evitare il sicuro rigetto e la condanna alle spese. Il rispetto dei colleghi e della categoria prima di tutto coerentemente con le finalità previste dallo statuto. Non è onesto incentivare i colleghi oggi pur di avere consensi ben sapendo che i risultati ci saranno non prima di un anno.

Non vanno sottovalutate le conseguenze e le ricadute delle modifiche normative conseguenti all’accordo siglato da CGIL – CISL e UIL il 30 novembre. Venendo meno quanto stabilito dal D.L.vo n. 150 sarà ripristinato anche il principio della prevalenza del CCNL sulla Legge e sui principi Costituzionali. Se già oggi i Giudici che hanno rigettato i ricorsi li hanno motivati laconicamente con “è materia contrattuale, quindi non posso riconoscere alcuna perequazione”, con il ripristino e l’annullamento dei principi (…già decisi con un accordo!!) stabiliti dal D.L.vo 150 nessun Giudice potrà appellarsi alle Leggi e ai principi previsti dalla Costituzione. Dovrà attenersi al CCNL …maledicendo chi lo ha sottoscritto!

Conclusione: chi intende aderire ai ricorsi può inviare una mail a  ricorsidirigenti@libero.it sarà inviata tutta la documentazione e le istruzioni necessarie.

Chi volesse approfondire l’argomento potrà consultare la copiosa documentazione raccolta nella rubrica RICORSI.

Unitamente ai ricorsi bisogna portare avanti ogni utile iniziativa per dare dignità alla categoria, aderendo alle azioni di lotta deliberate dal C.N. l’11 e il 12 febbraio.  Non è un problema dei soli soci della DIRIGENTISCUOLA, MA DI TUTTA LA CATEGORIA.  

I NON SOCI O COSTRINGONO LE RISPETTIVE ASSOCIAZIONI A PERSEGUIRE LO STESSO OBIETTIVO O HANNO UNA SOLA ALTERNATIVA:  REVOCARE L’IMMERITATA FIDUCIA E DELEGARLA A DIRIGENTISCUOLA.