L’iniziativa di DIRIGENTISCUOLA di patrocinare l’intervento ad adiuvandum nell’udienza del 2 luglio davanti al TAR Lazio per evitare l’annullamento del concorso in atto a dirigente scolastico, ha fatto saltare i nervi al patron e ai fidi mercenari che avevano organizzato un sistema per fare cassa, già ampiamente collaudato e ad esito garantito per le rispettive tasche.

Prima si crea terrore mandando in ansia i candidati che hanno superato tutte le prove del concorso, paventando scenari catastrofici e rischi demolitori, pubblicizzando dossier alimentati ad arte, perfino facendo girare un audio nel quale un avvocato dà quasi per scontata la sentenza del giudice romano, perché lo stesso l’avrebbe – a chi? –  lasciato intendere.

Poi, creato il panico, si propone un ricorso ad opponendum …a quale dei circa 250 ricorsi già presentati – formalmente –  dai candidati che non hanno superato la prova?

Era già successo nel precedente concorso a dirigente scolastico: lo stesso soggetto presenta un ricorso sottoscritto da circa 8.000 concorrenti (200 euro X 8.000 = €. 1.600.000!!) per chiederne l’annullamento; poi ne presenta un altro per chiedere l’ammissione di coloro che non avevano superato le prove. Ovviamente gli uni non sapevano degli altri! Chi avrebbe aderito ad un ricorso per chiedere di essere ammesso a sostenere le prove sapendo che lo stesso soggetto ha presentato un altro ricorso per far annullare il concorso?

Tutto filava liscio. Persone ignare avrebbero aderito….per comprare la speranza! Ovviamente, dietro rilascio, all’atto della preadesione,  di delega sindacale. Perché preadesione? Per aderire a un ricorso gli interessati devono rilasciare mandato ad litem non delega sindacale!

DIRIGENTISCUOLA, che ha preso cognizione di questo collaudato sistema, che ha scoperto e denunciato perfino la registrazione di false deleghe mai sottoscritte dagli interessati o sottoscritte per un sindacato ma fatte registrare in un altro, che ha aperto gli occhi a nove vincitori del concorso che si erano visti recapitare  una pseudo fattura-parcella di circa 100.000 euro, che non poteva essere silente di fronte a tanta spregiudicatezza, ha proposto il ricorso ad adiuvandum, in affiancamento alle difese del MIUR, a titolo completamente gratuito e senza alcun vincolo di iscrizione all’Associazione. Non si poteva essere silenti. Era doveroso informare gli interessati.  ADIUVARE il MIUR in questo caso equivale a tutelare, oltre a chi ha superato tutte le prove del concorso, anche  la scuola italiana che, in caso di annullamento, avrebbe oltre la metà delle istituzioni scolastiche senza dirigente a settembre p.v.  Tutti gli interessati dovrebbero ADIUVARE il MIUR …per tutelare se stessi, senza alcun obolo. E non c’è alcun trucco perché espressamente dichiarato nel modulo di adesione al ricorso che tutti possono scaricare e conservare per tranquillità e prova.

Presi con le mani nella marmellata, la reazione è stata scomposta. Non avendo argomenti per confutare quanto svelato da DIRIGENTISCUOLA, cercano di confondere i neo dirigenti in modo anche puerile, dimenticando che le bugie hanno le gambe corte e che i dirigenti in pectore sanno che ogni notizia, prima di prenderla come oro colato, va verificata.

Il patron evidentemente irritato ha reagito accusando DIRIGENTISCUOLA:

“di iscrivere  docenti”, mentre asserisce di essere l’unica O.S. di SOLI DIRIGENTI.  Niente di più falso! Basta leggere l’articolo uno dello statuto reperibile dal sito www.dirigentiscuola.org, dove è scritto che possono aderire candidati del concorso per dirigente scolastico, sotto condizione che poi risultino vincitori o idonei. Ovvio che fino a quando non viene conferito l’incarico dirigenziale nel tabulato ARAN essi risultano docenti, al pari dei presidi incaricati. Invitiamo tutti a controllare i dati della rilevazione dell’ARAN anche per verificare quelli di tutte le sigle di chi oggi si permette, senza sciacquarsi la bocca, di insinuare falsità della DIRIGENTISCUOLA: https://www.aranagenzia.it/rappresentativita-sindacale-loader/rappresentativita/triennio-2019-2021-provvisorio.html

– di citare in giudizio i “presidi che disdicono la delega” e che poi “l’UDIR si costituisce in giudizio per liberarli dalla delega”.  DIRIGENTISCUOLA assicura i propri soci dal momento dell’iscrizione con polizze individuali, anticipando il premio per l’intero anno, cosa che farebbe bene a dimostrare chiunque.  Nel modello di delega è scritto chiaramente che chi dovesse revocarla si impegna a versare le restanti mensilità della quota associativa, perché l’assicurazione  vige fino alla scadenza annuale. Dalla delega il socio si LIBERA revocandola, non costituendosi in giudizio e senza chiedere il permesso di nessuno! 

Ma pur di raccattare  qualche socio, UDIR consiglia ai malcapitati di non onorare l’impegno preso di versare le quote mensili scoperte fino alla scadenza della polizza, assicurando il proprio gratuito patrocinio.  Finalmente sappiamo chi inganna i malcapitati colleghi! Altro che liberazione dalla delega!

– che “non capisce niente di contenzioso, perché non si fa ricorso ad adiuvandum contro chi chiede l’annullamento, ma ad opponendum”.  Verissimo! DIRIGENTISCUOLA, spiegandone i motivi, ha proposto ricorso ad adiuvandum, ma non contro chi chiede l’annullamento del concorso giocando su più tavoli, bensì in appoggio all’opposizione dell’Amministrazione all’annullamento per sostenerne le argomentazioni in giudizio e magari integrarle. E lo fa a titolo gratuito e senza alcun ricatto. Mentre, se revochi la delega all’UDIR, ti arriva la parcella e pure salata!

Ci si augura che la lezione sia servita al proprietario di ben quattro sigle sindacali – ANIEF, PRODIRMED, DIRCONF (nel tentativo di confondere i colleghi iscritti a DIRIGENTISCUOLA-Disconf!) e UDIR –, aderente a ben due confederazioni – Anief con CISAL e Udir con Confedir  (unico caso al mondo, ma tutto è business!).

Possiamo solo consigliargli di controllore i nervi e non provocare se non vuole boomerang.  Se, invece, vuol diventare rappresentativo dei DS tuteli la categoria ed esca dall’equivoco. Uno stesso soggetto non può tutelare una congerie di categorie  diverse, come non può essere presidente, essendo peraltro un docente,  di ben due sigle di DIRIGENTI SCOLASTICI (Dirconf e UDIR).

Si fa sindacato per tutelare le persone non per fare “piccioli”, come ha sempre candidamente ammesso, prendendo le persone per la gola e/o offrendo soggiorni gratuiti e gadget o raccontando fake news.

Il tempo è galantuomo e prima o poi la gente apre gli occhi, verifica e si determina di conseguenza. Purtroppo per lui, DIRIGENTISCUOLA non ha scheletri negli armadi. Ma chi invece li ha non deve provocare, se non vuole che si apra l’armadio e si inneschi l’effetto domino.

Ai dirigenti, vecchi e nuovi, possiamo solo consigliare di non farsi ingannare e di non cedere a facili lusinghe.  Se già sono caduti nella trappola fanno ancora in tempo a uscirne, leggano gli statuti delle varie associazione della holding, lo confrontino con quello della DIRIGENTISCUOLA e si determinino di conseguenza… a meno siano nostalgici della monarchia assoluta e magari ereditaria. In nessuna associazione il Presidente si autonomina a vita e ha poteri monarchici! Di norma i vertici si eleggono.  Chi non riuscisse a recuperare gli statuti puoi chiederli a DIRIGENTISCUOLA.

La sola reazione scomposta che ci sta occupando la dice lunga. Doveva sapere il patron che DIRIGENTISCUOLA non poteva e non sarebbe stata  a guardare e che avrebbe preso le difese di quanti, coinvolti emotivamente ad arte con la strategia del terrore,  avrebbero abboccato.  Inutile continuare a pubblicare messaggi per confondere e distrarre le persone. Che, invece, meritano rispetto.

Tutta la solidarietà di DIRIGENTISCUOLA a quanti sono stati ingiustamente penalizzati. Bene hanno fatto a produrre ricorso, ma per essere ammessi alle prove non per annullare il concorso.  Cui prodest direbbe Cicerone!