Era ben prevedibile la reiterazione della remuneratoria prassi dei soliti noti di  giocare sporco su opposti tavoli: prima imbastendo ricorsi per i propri iscritti o iscrivendi bocciati nel concorso in atto a dirigente scolastico, sino a chiederne l’annullamento, e poi offrendo una sponda pseudo-gratuita a coloro che invece le prove concorsuali le hanno positivamente concluse o sono in procinto di farlo, sotto forma di intervento ad opponendum per contrastare il predetto annullamento nell’udienza davanti al TAR Lazio del prossimo 2 luglio.

Insomma, tutto e il suo contrario, a scagliare gli uni contro gli altri armati. Prima si chiede l’annullamento del concorso e poi ci si impegna per mantenerlo in piedi!

Perché è sempre, e solo, questione di business. E difatti, a leggerne bene le condizioni, l’offerta è tutt’altro che gratuita! Si dovrà versare un obolo non simbolico se vi sarà il buon fine ovvero, anche nella contraria evenienza, si dovrà comunque restare vincolati alla delega sindacale rilasciata come condizione imprescindibile per la predetta adesione, diversamente subendosi un non quantificato esborso a titolo delle spese legali più le ordinarie parcelle degli avvocati. Nella precedente tornata concorsuale alcuni concorrenti si sono visti notificare fatture da capogiro!

Non è superfluo avvertire che tutti i concorsi a dirigente scolastico fin qui svoltisi sono stati oggetto di infinite polemiche e di un contenzioso straripante alimentato ad arte, poi finito in una bolla di sapone ma sempre lucroso per gli spregiudicati promotori.

Ma qui, e ancor più, è facilmente intuibile che un intervento collettivo ad opponendum, forzatamente omogeneo proprio perché collettivo, è privo di qualsivoglia utilità, beninteso per gli ignari aderenti in buona fede.

Perché è del tutto irrealistico supporre che esso possa aggiungere qualcosa ai motivi a difesa della procedura concorsuale, sui quali staranno sinergicamente lavorando l’Avvocatura dello Stato e le qualificate tecnostrutture del MIUR, non fosse altro che per evitare le catastrofiche conseguenze, sul piano politico, per gli attuali vertici di Viale Trastevere, e su quello amministrativo-risarcitorio per i dirigenti che hanno gestito la complessa macchina concorsuale, in disparte eventuali e autonome responsabilità penalmente rilevanti, oggetto d’indagine già aperta dalla Procura della Repubblica nei confronti di presunti commissari ubiqui e per presunti verbali sospetti.

Tutt’al più, se proprio dovesse ritenersi la loro incomprimibile necessità, potrebbero giustificarsi – costosi, ma trasparenti – interventi ad opponendum individuali sui circa 250 ricorsi che chiedono l’annullamento, ma verrebbe meno il bussines!

Perché poi un ricorso ad opponendum? Semmai uno di massa ad adiuvandum.

DIRIGENTISCUOLA – unico sindacato rappresentativo di soli dirigenti, al fine di tutelare i vincitori del concorso e quanti hanno inoltrato ricorso per essere ammessi, legittimamente preoccupati, ha deciso di  patrocinare un intervento ad adiuvandum a fianco del M.I.U.R. nella difesa della procedura concorsuale minacciata di annullamento: completamente gratuito, per iscritti e non, e senza  condizioni, meno che mai truffaldine.

Per aderire clicca sul seguente link, leggi le condizioni, compila il modulo, sottoscrivi e invii il mandato entro e non oltre il 22 corrente: https://dirigentiscuoladis.wixsite.com/ricorso