Fughiamo ogni dubbio  pubblicando il dispositivo dell’accoglimento di un nuovo ricorso a Ravenna in data 3/12/2014, patrocinato dall’Avv. Marco Gavelli al quale la DIRIGENTISCUOLA ha affidato i ricorsi dell’Emilia Romagna.  Lapidario il dispositivo del Giudice Roberto Riverso: “Dichiara il diritto del ricorrente al mantenimento retributivo maggiorato in misura corrispondente all’anzianità maturata nella precedente carriera  docente, calcolato ex art. 39 CCNL e condanna il MIUR a pagare al ricorrente l’importo di €. 17.068,90…”   oltre spese ecc…

L’anzianità di servizio  è, quindi, un DIRITTO, ma bisogna ricorrere a un Giudice per farselo riconoscere.

“Voglio proprio augurarmi – commenta il Seg. Gen. Attilio Fratta – che l’Amministrazione  si renda conto che la RIA è un DIRITTO  e che la riconosca a tutti senza costringere gli aventi diritto a proporre ricorso.  Lo Stato, peraltro, risparmierebbe tutti gli arretrati che, comprensivi di spese legali, interessi, rivalutazione, IVA e CAP, ammontano, in media, se si ha diritto a cinque anni di arretrati, anche a oltre 40.000 euro per ricorso. In tempi di crisi economica e finanziaria non sono bruscolini 40.000 euro moltiplicati per tutti i dirigenti che sono diventati tali e lo diventeranno da dopo il 2001!  Ovviamente un vivo ringraziamento a chi ha tolto la RIA che, si badi bene, non andava conquistata. C’era già ed era stata riconosciuta a tutti i dirigenti assunti prima del 2001  ed è riconosciuta a tutto il pubblico impiego! Ma, si sa il mondo della scuola, è …. una altro mondo e il Dirigenti Scolastici sono così oberati di lavoro da non avere tempo neanche per ringraziare i loro “benefattori”. Prima o poi le coscienze si sveglieranno e le reazioni saranno conseguenziali”.