Riceviamo da alcune aziende specializzate segnalazioni relative alle problematiche post-contrattuali per forniture, installazioni, collaudi e formazione dei progetti PNRR caratterizzati da elevata complessità tecnica e organizzativa. Ecco una sintesi delle principali criticità operative. Si auspica un’ulteriore proroga, alla luce delle difficoltà oggettive. Il Presidente Fratta: “La proliferazione di questi progetti, senza un adeguato supporto da parte dell’Amministrazione, sta esponendo i dirigenti scolastici a rischi personali anche pesanti. Meglio rinunciare”.
Roma, 14 luglio 2026 – Diverse ditte specializzate nella fornitura di materiali e servizi funzionali ai progetti PNRR per le scuole ci segnalano non poche problematiche relative alle tempistiche di completamento dei medesimi in fase post-contrattuale. In particolare, l’aggiornamento del termine di conclusione al 31 agosto 2026, pur rappresentando un’estensione delle precedenti scadenze, risulta ancora insufficiente per garantire il completamento di numerose forniture caratterizzate da elevata complessità tecnica e organizzativa. È quanto sottolineato dall’Associazione in una lettera inviata oggi all’Unità di Missione PNRR presso il MIM.
Nel dettaglio, le principali criticità riguardano:
- contratti stipulati tardivamente, che lasciano tempi tecnici insufficienti per completare approvvigionamento, produzione, trasporto, installazione, collaudo e formazione;
- procedure aggiudicate ma non ancora contrattualizzate, che impediscono agli operatori economici di avviare con certezza gli ordini ai produttori e la pianificazione delle attività;
- ridotta operatività della filiera nel mese di agosto, dovuta a ferie e chiusure programmate di produttori, trasportatori, installatori e altri soggetti coinvolti;
- tempi non comprimibili delle forniture specialistiche, in particolare per materiali prodotti o assemblati all’estero, soggetti a processi di produzione, trasporto internazionale e installazione che non possono essere accelerati oltre determinati limiti;
- rischio di rinuncia o mancata prosecuzione dei contratti, con conseguente perdita degli investimenti già programmati e incremento del contenzioso.
Va sottolineato, a tale proposito, che le forniture interessate non consistono nella semplice consegna di beni, ma comprendono un processo articolato che include configurazione, installazione, collaudo, formazione degli utilizzatori e predisposizione della documentazione finale. Ne consegue che il progetto può considerarsi concluso solo quando il sistema risulta pienamente operativo e utilizzabile.
Ora, non è difficile comprendere come la concentrazione di numerosi interventi in un arco temporale estremamente ridotto sia passibile, fra l’altro, di generare un rischio sistemico, esponendo gli operatori economici a possibili contestazioni e penali per ritardi riconducibili a fattori oggettivi e indipendenti dalla loro diligenza.
Alla luce di tali criticità, si auspica, e si richiede all’Unità di Missione:
- una proroga del termine di completamento per le procedure aggiudicate o contrattualizzate in prossimità della scadenza;
- in alternativa, la possibilità di utilizzare il termine di rendicontazione del 15 ottobre 2026 anche per il completamento operativo delle forniture, comprendendo consegna, installazione, configurazione, collaudo, formazione e documentazione finale.
Una soluzione di questo tipo consentirebbe di garantire una realizzazione completa e qualitativamente adeguata degli interventi, riducendo il rischio di contenziosi e salvaguardando gli obiettivi degli investimenti finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
E’ molto deciso il presidente nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta: “Lo abbiamo sempre detto e lo ripetiamo: i progetti PNRR espongono i dirigenti scolastici a una serie di rischi personali, con un’Amministrazione che non sempre li sostiene. E’ preferibile valutare attentamente tutte le possibili criticità e, nel caso, anche rinunciare fin dall’inizio all’ipotesi di avviare questi progetti.”
“Da tempo – prosegue Fratta – denunciamo questa proliferazione di progetti a finanziamento nazionale e comunitario che, se da un lato rappresentano un arricchimento dell’offerta formativa d’istituto, dall’altro non sono sempre coerenti con gli obiettivi formativi del PTOF e drenano risorse organizzativo-gestionali che potrebbero essere meglio canalizzate in altri adempimenti anche di natura didattica. Senza contare la fase della rendicontazione, sempre più complessa, e dei controlli, che spesso si focalizzano su evidenti inezie formali. Voglio essere ancora più chiaro: meglio rinunciare, tantopiù che fino a prova contraria le scuole sono autonome per legge da oltre un quarto di secolo, che incorrere in rischi personali anche pesanti senza avere gli adeguati strumenti per affrontarli”.


