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POLIZZA SANITARIA MIM: PASSO IN AVANTI, MA IL VERO WELFARE DEI DS PASSA DALLA PEREQUAZIONE RETRIBUTIVA

POLIZZA SANITARIA MIM: PASSO IN AVANTI, MA IL VERO WELFARE DEI DS PASSA DALLA PEREQUAZIONE RETRIBUTIVA

Positiva l’introduzione del servizio di assicurazione integrativa per le spese sanitarie del personale scolastico. Ma per i dirigenti il vero welfare resta la perequazione retributiva, a partire dalla retribuzione di risultato: dopo oltre 25 anni e con l’avvio della valutazione, non sono più accettabili rinvii. Fratta: “Bene la polizza, ma il vero obiettivo dei dirigenti è e resta la perequazione. Si stanzino dunque le risorse necessarie”. 

 

Con la nota n. 17033 del 10 settembre 2026, il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha comunicato l’avvio del servizio di assicurazione integrativa delle spese sanitarie destinato al personale della scuola e del Ministero.

La copertura, affidata a UniSalute in coassicurazione con Poste Assicura e Intesa Sanpaolo Protezione, è gratuita per il dipendente, ma non viene attivata automaticamente. Anche i dirigenti scolastici interessati dovranno pertanto esprimere formalmente la propria adesione, accedendo all’area riservata del portale MIM, nella sezione “Agevolazioni per il personale scolastico e MIM”, oppure utilizzando il collegamento diretto indicato nella nota ministeriale. L’adesione dovrà essere effettuata nel ristretto periodo compreso tra il 10 e il 20 settembre 2026. Per i dirigenti scolastici avrà validità per l’intera durata della copertura, pari a 48 mesi, salvo cessazione anticipata dal servizio. Chi non aderirà entro il termine indicato non potrà beneficiare della polizza.

DIRIGENTISCUOLA valuta positivamente l’iniziativa. L’introduzione di una forma di assistenza sanitaria integrativa rappresenta un primo segnale di attenzione verso il benessere del personale e va nella direzione, più volte auspicata, di costruire anche nel settore scolastico un moderno sistema di welfare. Occorre tuttavia evitare che un’iniziativa certamente apprezzabile venga presentata come il punto di arrivo di una politica di piena valorizzazione del personale della scuola e, in particolare, della dirigenza scolastica. La distanza rispetto ai sistemi di welfare già presenti in molte altre amministrazioni pubbliche rimane infatti considerevole. In diversi comparti sono da tempo disponibili strumenti articolati di assistenza sanitaria, previdenza complementare, sostegno alle famiglie, agevolazioni economiche e servizi capaci di accompagnare concretamente il lavoratore nelle diverse fasi della vita personale e professionale. Nella scuola, invece, si continua a procedere attraverso misure ancora parziali e frammentarie.

Per i dirigenti scolastici la questione è ancora più evidente. Una polizza sanitaria, per quanto utile, non può compensare una disparità economica e professionale che dura da oltre venticinque anni. Il vero welfare, per chi dirige istituzioni complesse, assumendosi ogni giorno responsabilità gestionali, amministrative, civili, penali, contabili e in materia di sicurezza, consiste anzitutto nel riconoscimento di una retribuzione adeguata al ruolo esercitato.

Oggi, con l’entrata in vigore del sistema nazionale di valutazione, è venuto meno anche l’ultimo alibi utilizzato per rinviare l’equiparazione. Se la prestazione dei dirigenti scolastici viene valutata, la relativa retribuzione di risultato deve essere finanziata e portata progressivamente ai livelli riconosciuti ai dirigenti delle altre amministrazioni pubbliche di pari fascia.

DIRIGENTISCUOLA lo sostiene da sempre: il sistema di valutazione deve costituire lo strumento attraverso il quale realizzare la perequazione della retribuzione di risultato, non un ulteriore adempimento imposto ai dirigenti senza le necessarie risorse. Il riconoscimento del merito non può esaurirsi in una procedura amministrativa o in un punteggio sulla piattaforma; deve produrre conseguenze economiche reali, adeguate e strutturali.

Accogliamo dunque con favore la nuova copertura sanitaria ministeriale, invitando tutti i dirigenti scolastici a esaminare attentamente il piano e ad aderire entro il 20 settembre. Nello stesso tempo, ribadiamo che il welfare non può diventare una sorta di rimpiazzo di una retribuzione ancora ingiustamente inferiore a quella degli altri dirigenti pubblici.

DIRIGENTISCUOLA continuerà pertanto a chiedere al Governo e al MIM lo stanziamento delle risorse necessarie per la piena perequazione retributiva, a cominciare dalla retribuzione di risultato. Dopo venticinque anni, e dopo l’avvio della valutazione, non sono più accettabili rinvii.

Ricordiamo infine che DIRIGENTISCUOLA, anticipando concretamente l’esigenza di tutela della categoria, ha già messo a disposizione dei propri iscritti una copertura sanitaria completa, caratterizzata da un insieme di prestazioni molto più ampio e non comparabile con la copertura ministeriale appena introdotta. Un’ulteriore dimostrazione di cosa significhi tradurre la rappresentanza sindacale in servizi effettivi e tutele concrete.

Così il Presidente nazionale Attilio Fratta: “Accogliamo con favore l’introduzione della polizza sanitaria integrativa, un segnale concreto di attenzione verso il personale della scuola. Ma non possiamo confondere un beneficio importante con la soluzione di questioni cruciali ancora aperte. Per i dirigenti scolastici il vero welfare è innanzitutto il riconoscimento del valore e delle responsabilità del ruolo attraverso una retribuzione adeguata e finalmente perequata a quella degli altri dirigenti pubblici. Con l’avvio della valutazione è venuto meno anche l’ultimo alibi: ora servono le risorse per finanziare una retribuzione di risultato all’altezza delle responsabilità assunte quotidianamente dai dirigenti“.

Bene, dunque, la polizza del MIM. Ma il vero welfare dei dirigenti scolastici si chiama perequazione. E su questo DIRIGENTISCUOLA non arretrerà di un passo!

 

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