“Ancora una volta – commenta il Seg. Gen. Attilio Fratta –  mi pongo lo stesso interrogativo: ci voleva un Giudice ad affermare l’ovvio? Come si può pensare che la RIA spetti a tutti i dipendenti pubblici che cambiano qualifica, nella fattispecie da docenti diventano dirigenti, e non ai dirigenti scolastici? Peraltro dopo che è stata riconosciuta agli stessi dirigenti scolastici che sono transitati dai ruoli degli ex direttori didattici e presidi? Solo in un Paese schizzato possono verificarsi cose del genere.  Perché un dirigente scolastico deve ricorrere al Giudice per vedersi riconosciuto lo stesso diritto riconosciuto ad altri? E ancora, perché lo Stato, dopo oltre quaranta ricorsi accolti dai Giudici, non prende atto della situazione e   riconosce lo stesso diritto a tutti gli interessati? La risposta che ho avuto, nelle sedi istituzionali, è allucinante: Sappiamo bene che la RIA spetta, ma  non la riconosceremo mai erga omnes. Quanti saranno i ricorrenti? Il 10%? Lo Stato spenderà comunque meno anche pagando gli arretrati.  Neanche un datore di lavoro delinquente o mafioso darebbe una simile risposta – continua Fratta – vorrà dire che continueremo a fare ricorsi ad oltranza”.

Il Giudice Forziati, oltre agli arretrati ai quattro ricorrenti  (€. 27.816,35 + 34.625,85 + 42.672,25 + 34.625,85 + arretrati e interessi),  ha disposto anche la restituzione del contributo unificato versato dagli stessi.

Ancora più interessante, tra le motivazioni, è l’aver evidenziato l’anomalo comportamento delle OO.SS. che hanno firmato i CCNL dell’area V: in uno prevedono la R.I.A., nel  successivo la eliminano.   Bastava non scrivere niente e sarebbe rimasto in vigore il CCNL del 2001, al quale, comunque, il Giudice si è attenuto affermando che un diritto, se tale è, deve essere riconosciuto a tutti. 

I responsabili hanno nome e cognome e dovrebbero avere il pudore di spiegare alla categoria il perché lo hanno fatto e cosa hanno avuto in cambio.

La categoria sa, quindi, chi deve ringraziare. Sono gli stessi che ora, per calmare le reazioni dei soci  che protestano, vedendo accolti i ricorsi della DIRIGENTISCUOA, hanno deciso, di patrocinare anche loro i ricorsi, prendendo in giro, ancora una volta,   i propri soci.  Con quale pudore  o faccia tosta potrebbero rivolgersi ad un Giudice per farsi riconoscere un diritto che loro hanno scippato vergognosamente? Che fine ha fatto il famoso parere Caringi, commissionato per scoraggiare le adesioni ai ricorsi promossi dalla DIRIGENTISCUOLA? Chi ha pagato Caringi e con quali soldi se non con le quote associative?

“Come si può continuare a prendere in giro la categoria in modo così spudorato?  – conclude Fratta – forse è il caso di rinfrescare la memoriariassumendo le fasi dell’intera vicenda:

  1. NEL 2010, nel mese di luglio,  viene firmato,  dalla pentiade,  il CCNL dell’area V, senza che venga riconosciuta la R.I.A. , ossia la  perequazione interna, ritenuta irrinunciabile nel CCNL precedente.  I firmatari  aggiungono  una dichiarazione congiunta con la quale, per la quarta volta,   affermano  che la perequazione interna è ritenuta irrinunciabile …. La prossima volta!
  2. La categoria non ne può più. DIRIGENTISCUOLA organizza i ricorsi. 
  3. Chi ha firmato il CCNL della vergogna non vuole assolutamente che si facciano i ricorsi perché, qualora venissero accolti, verrebbero a gala i responsabili. Bisogna, quindi, fermare l’organizzazione dei ricorsi. 
  4. Prima viene pubblicato un articolo dal titolo VENDITORI DI FUMO  che non ha bisogno di commenti: noi saremmo stati i venditori di fumo!
  5. Poi viene commissionato, a pagamento un parere pro-veritate al giuslavorista Garingi  con il quale, il noto professore, arrampicandosi sui vetri, cerca di spiegare che il ricorso è infondato e che, quindi, non vale la pena proporlo. E’ stato pagato per questo!
  6. Sorvolo sulle calunnie, diffamazioni, denigrazioni nei miei confronti aventi sempre lo stesso fine: bloccare i ricorsi e “soffocare” la DIRIGENTISCUOLA nella culla ben sapendo che crescendo sarebbe potuta diventare pericolosa perché avrebbe aperto gli occhi a tutti e la categoria avrebbe capito. 
  7. Vengono accolti i primi ricorsi. Coloro che non avevano aderito protestano con il loro sindacato: come è possibile che voi continuiate a dire che i ricorsi sono infondati se i Giudici li accolgono?  Per calmarli, insistendo sulla infondatezza dei ricorsi, nonostante siano stati accolti, si consiglia di inviare una diffida all’Amministrazione per bloccare la prescrizione. Una nuova colossale presa in giro evidenziata dal Direttore Generale dell’USR Umbria che risponde ironicamente dicendo, sostanzialmente, volete che io vi riconosca la RIA? Chiedetela a chi ve l’ha tolta! Ciononostante gli animi si calmano: è bastata una diffida placebo!
  8. Luglio 2014, il giudice Mancini di Como accoglie un altro ricorso. Violenta la reazione dei soci “fedeli” delle varie OO.SS. Invece di dare il benservito a  chi li ha presi in giro, protestano ancora una volta.  I responsabili delle varie OO.SS., invece di ammettere le loro colpe, escogitano altre prese in giro che avrebbero dovuto indignare i destinatari. Riaffiora la proposta della diffida. Alla fine, per non perdere i soci, si decide perfino di organizzare i ricorsi che non saranno mai depositati. Chi ha firmato un contratto può ricorrere dal Giudice ritenendolo illegittimo? Immaginate cosa succederebbe se qualcuno andasse dal Giudice a pretendere un diritto che lui stesso ha violato? Ci vuole un bel coraggio!! … ma non c’è limite alla decenza!
  9. Ottobre 2014 il Giudice di Roma  Forziati accoglie altri quattro ricorsi.  Quali saranno ora  le reazioni?  Ormai i ricorsi accolti, per quel che ne so, dovrebbero essere 42!  Bastano o ce ne vogliono altri per capire chi sono  i  VERI VENDITORI DI FUMO? Chi, dopo aver danneggiato i propri soci li ha  anche ingannati?
  10. Anche se e quando il Giudice rigetta o dovesse rigettare i ricorsi asserendo che è materia contrattuale, la DIRIGENTISCUOLA ha comunque vinto la sua battaglia, perché  anche chi non lo aveva capito o  non lo aveva voluto capire, ora sa che la colpa è di chi ha firmato il contratto della vergogna e, di certo, non glielo ha ordinato alcun dottore!!

Questa  la sintetica ricostruzione storica. Chi volesse  RICORDARE ed avere la MEMORIA STORICA dettagliata  deve solo visitare il sito, leggere attentamente  e agire di conseguenza. Noi andremo avanti .”