A stretto seguito dell’intervento di apertura dell’ANP, reiterante il rifiuto della valutazione per la – presupposta –  lesione delle prerogative dirigenziali ad opera di intese e accordi tra Governo e sindacati generalisti, ha preso la parola la delegazione della CGIL per richiedere, in proprio e in nome e per conto della granitica Quadriplice, che subito ha confermato e sottoscritto:

1)  l’azzeramento della procedura in atto, perché iniqua, non trasparente, vessatoria, ovvero non fondata su obiettivi adeguati e misurabili, affidata al giudizio di valutatori inesperti e non indipendenti;

2) la stipula di una susseguente intesa tra MIUR e i detentori  – vale a dire: loro –  del 53% della rappresentanza della categoria  – dunque suoi veri padroni ed avarissimi arbitri del suo destino – al deliberato scopo di smantellare le afferenti norme imperative della legge 107, con affidamento dell’intera partita alla signoria del contratto e così replicandosi un copione che si legge da ben diciassette anni, volto ad impedire qualsivoglia valutazione dei dirigenti scolastici, di modo che non siano legittimati a valutare la loro naturale controparte: docenti e ATA, soci di – schiacciante – maggioranza (rapporto 1:110!).

Insomma, abbiamo avuto l’ennesima, e diretta, prova che la valutazione della dirigenza scolastica, più che (anche) questa valutazione, i sindacati storici non la vogliono, ovviamente non dicendolo apertamente bensì ricorrendo a circonlocuzioni linguistiche pure eleganti, e accattivanti, o alla stanca riproposizione dell’indeclinato mantra della nostra specificità, il cui significato invano lo ricerchiamo testardamente e da anni in ogni dove.

Senonché abbiamo potuto apprezzare la pronta, articolata ed inequivoca  risposta del Capo di Gabinetto, Sabrina Bono, a nome della ministra:

1) se la rivendicata generale Intesa del 30 novembre, che si vorrebbe qui fotocopiare, poteva avere una sorta di copertura politica nell’imminenza di un Referendum poi rivelatosi disastroso per il Governo, lo schema del nuovo testo unico del pubblico impiego, in procinto di tradursi in atto giuridico, è privo di qualsivoglia appiglio, esso disattendendo anzi in toto le pretese pancontrattualistiche  delle sigle sindacali che l’avevano sottoscritta;

2) in particolare, il predetto testo tiene immodificata la vigente normativa pubblicistica, che in materia di valutazione delle prestazioni per la corresponsione del trattamento accessorio consente al contratto di determinare solo gli aspetti retributivi e con l’obbligo di effettivamente diversificarli, siccome correlati sia alla sola performance individuale che a quella dell’intera struttura organizzativa;

3)  la valutazione della dirigenza scolastica deve perciò vincolarsi alla previsione legale della 107, codificata nei commi 93 e 94 e alle disposizioni pubblicistiche quivi espressamente richiamate, non potendo più fare riferimento a regolazioni pattizie ancorché formalmente vigenti in forza del successivo comma 196, statuente l’inefficacia delle norme e delle procedure contenute nei contratti collettivi e contrastanti con quanto previsto dalla presente legge;

4) di conseguenza l’Amministrazione prende sì atto delle diverse criticità evidenziatesi nel modello faticosamente messo a punto, peraltro da noi ripetutamente segnalate, e argomentate, da dieci mesi e passa. Ma lo mantiene fermo per un periodo di rodaggio su tempi più distesi e per il suo affinamento, contestualmente – e anche per evitare l’insorgere di contenziosi – sganciando la procedura di valutazione dalla retribuzione di risultato, che per l’anno scolastico in corso e ormai vicino alla sua conclusione, continuerà ad essere erogata in riferimento alla fascia di appartenenza della scuola diretta;

5) nell’apposito nuovo incontro – un tavolo tecnico –  con i sindacati, già fissato per le ore 15.30 del 18 aprile, con ripresa dei lavori mercoledì 19 alle ore 10.30, l’Amministrazione si è resa disponibile a recepire ogni utile e costruttiva proposta per novellare, di lì a breve, la Direttiva n. 36 del 18 agosto 2016, in conseguenza delle sue nuove determinazioni.

Ci saremo, in questo primo incontro e nei successivi preannunciati, per offrire il nostro contributo nell’auspicata costruzione di un sistema di valutazione essenziale, snello, in grado di funzionare, sulla falsariga dei dispositivi, collaudati da oltre un decennio, con cui si valutano regolarmente – e si remunerano generosamente – i dirigenti semplicemente normali.

Ma intanto dobbiamo tributare il doveroso omaggio al capolavoro comunicativo di CGIL-CISL-UIL-SNALS, per essere riuscite a trasformare una sonora batosta in un loro esclusivo strabiliante successo: di aver ottenuto un primo risultato del loro impegno per ricondurre la valutazione nell’alveo contrattuale!

Casomai qualcuno non l’avesse ancora compreso, adesso sono chiare le ragioni per cui, a quasi un anno di distanza dalla sua certificata rappresentatività nella nuova, e più larga, area dirigenziale Istruzione e Ricerca, continuano i subdoli tentativi sotto traccia per ostacolare la presenza di DIRIGENTISCUOLA ai tavoli istituzionali.