Nella sede dell’INVALSI in Roma si è tenuto, in data 15/11/2017, il previsto tavolo tecnico su invito della presidente, prof.ssa Ajello, rivolto ai sindacati rappresentativi della dirigenza scolastica.

Per DIRIGENTISCUOLA ha partecipato il collega Francesco G. Nuzzaci.

Dopo l’intervento introduttivo del direttore generale dell’INVALSI, Paolo Mazzoli, la prof.ssa Ajello ha tenuto a puntualizzare che il mandato ricevuto è stato solo quello di indicare al MIUR i criteri fondanti la valutazione dei dirigenti scolastici – che peraltro si leggono con cristallina evidenza al comma 93 della legge 107/15 – , unitamente alla formazione dei Nuclei di valutazione, già effettuata con il coinvolgimento di oltre mille persone in diciassette seminari.

In più è stata promossa una ricerca fondamentalmente sulle percezioni dei dirigenti scolastici con riguardo alla loro valutazione, arrivata al primo step e i cui esiti sono stati illustrati dal prof. De Polo, dell’Università di Bologna, e da una sua collaboratrice.

Dunque non si pone in discussione il dispositivo in atto e ancor più la filosofia che lo sorregge, ma si allungano i tempi per una sua migliore messa a punto, dopo che i risultati della predetta ricerca saranno consegnati al decisore politico.

Iniziato il giro di tavolo, è riandato in scena il copione delle infinite garanzie richieste dalle sigle sindacali, mandandosi inevitabilmente fuori bersaglio una valutazione che tutto è tranne che una valutazione dirigenziale. E che, con tali premesse, per realizzarsi necessiterà più dei quarant’anni in cui il Popolo d’Israele vagò nel deserto prima di raggiungere la Terra Promessa.

La posizione che DIRIGENTISCUOLA avrebbe dovuto esprimere al tavolo politico promesso dal MIUR, e subito volatilizzatosi, è stata chiara: si apprezza certamente la polivalente funzione della valutazione in generale, come emergente dalla richiamata letteratura in materia e dalle ricerche su scala internazionale, ma la valutazione dirigenziale è altra cosa ed è molto più prosaica: intendiamo, la valutazione di tutti gli altri dirigenti pubblici non aggettivati.

Quella che DIRIGENTISCUOLA pretende è una valutazione conforme alla legge, in grado di rilevare gli obiettivi formulati con chiarezza nell’atto d’incarico, che siano nella diretta disponibilità del valutato, e i comportamenti organizzativi ivi parimenti formalizzati, gli uni e gli altri assistiti da pertinenti indicatori che l’INVALSI – questi sì – avrebbe dovuto costruire e che a tutt’oggi ancora non ha prodotto.

E la pretende snella, essenziale, realmente fattibile, come quella in atto per gli stessi dirigenti amministrativi e tecnici del medesimo Datore di lavoro: una scheda SOR degli obiettivi e dei risultati, con un’eventuale scheda EDE (elementi delle difficoltà evidenziate dal valutato), tradotti in un punteggio finale alla cui stregua corrispondere, se positivo, la – differenziata, come impone la legge – retribuzione di risultato a cadenza annuale, ovvero – sempre come impone la legge – attivare le conseguenze sanzionatorie  se negativo.

Tutto qui. Senza confusivi arzigogoli, con proliferanti masse documentali a corredo. E dismettendo ogni pretesa palingenetica.