La persona socializzata, scriveva Danziger, è quella che sa adeguarsi all’ambiente in cui vive anche se non lo condivide. L’alternativa è cambiare ambiente. Se vivi in una società di cannibali devi abituarti a mangiare carne umana se non vuoi essere mangiato. Fuori di metafora se qualcuno ti attacca sei costretto a difenderti se non vuoi soccombere o subire l’aggressione.

Avremmo preferito utilizzare le nostre energie per ben altri motivi. Invece siamo costretti a difenderci da attacchi di chi pensava che non avremmo reagito.

 Il 28/09/2015 il Giudice del lavoro di Torino, Sonia Salvatori, accoglie il 18 dei ricorsi dei presidi incaricati organizzati dalla DIRIGENTISCUOLA.

Trattandosi della 18.ma sentenza positiva, peraltro con riconoscimento del 50% del petitum richiesto, non abbiamo fatto alcun salto di gioia e non abbiamo neanche pubblicato la sentenza, così come abbiamo fatto al momento del’accoglimento dei primi ricorsi nel 2013:

2013-01-21 – ALTRA STORICA SENTENZA: ACCOLTO IL PRIMO RICORSO DEI PRESIDI INCARICATI

2013-02-20 – Presidi incaricati, devono avere pari trattamento di quelli di ruolo; Ministero condannato a pagare

2013-03-09 – La sentenza del giudice di Chiavari pone fine allo “sfruttamento” dei presidi incaricati

2013-04-11 – Accolto un altro ricorso, il terzo, dei presidi incaricati della DIRIGENTI SCUOLA e si consolida la giurisprudenza sul caso

2013-09-20 – Accolti altri due ricorsi dei presidi incaricati dal giudice di Sondrio; un altro importante successo giudiziario dei dirigenti scolastici della CONFEDIR

Al nostro posto lo fa l’Anief il 29/09/2015 pubblicando la notizia choc sul proprio sito parlando di prima sentenza storica  attribuendosene la paternità. Lo stesso comunicato viene rilanciato da Orizzonte scuola, e  La Stampa di Torino pubblica un articolo di totale esaltazione ed elogio per il Presidente dell’Anief che non c’entra niente  con i ricorsi dei presidi incaricati. Ma l’obiettivo è ben altro:  invogliare eventuali altri ricorrenti a rivolgersi all’Anief.

     Essendo impegnai nei corsi di formazione sulla L. 107, non ci siamo accorti di nulla fino a quanto la ricorrente, indignata non ci invia i vari comunicati e articoli unitamente ad una sua dichiarazione nella quale attesta che

·         “unitamente a decine di altri colleghi, ha aderito al ricorso per i presidi incaricati organizzato dalla DIRIGENTISCUOLA in persona del suo rappresentante legale Dr. Attilio Fratta, con il quale ha sottoscritto apposita convenzione;

·         non ha mai avuto alcun rapporto con l’Anief;

·         di conseguenza la notizia pubblicata sui giornali e su altri eventuali giornali è priva di ogni fondamento e, quindi,falsa”.

Non ci resta altro da fare che chiedere a Orizzontescuola la rettifica del loro comunicato.

Orizzontescuola provvede immediatamente.

Riteniamo chiusa la vicenda e rinunciamo perfino alla richiesta di rettifica a La Stampa di Torino e alla diffida all’Anief.

Invece di incassare il colpo, per essere stato smentito e smascherato, e di chiedere scusa, come fanno tutte le persone corrette e normali che sono state colte con le mani nella marmellata,   il Presidente dell’Anief reagisce in modo molto scomposto. Da mandato ai suoi legali di diffidare il Segretario della DIRIGENTISCUOLA, Attilio Fratta, persistendo nella sua vergognosa azione, addirittura rilanciando con insinuazioni per distogliere l’attenzione dal tema principale Per essere credibile arriva ad asserire che non era vero che l’Anief si era attribuita la paternità dei ricorsi e che, addirittura, era stato lui a conferire mandato ai suoi legali e ancora che DIRIGENTISCUOLA era estranea ai ricorsi.  

Per il mago dei ricorsi, che pochi giorni prima era stato esaltato perfino da Panorama, per le sue gloriose gesta, il vedere incrinata la sua immagine era inammissibile.

Decide perfino di inviare la nota dei suoi legali a tutte le scuole d’Italia nella convinzione che il Segretario della DIRIGENTISCUOLA, intimidito e impaurito dalla sua diffida, non avrebbe reagito e, quindi la sua immagine sarebbe stata riabilitata.

La reazione, come succede per ogni azione, del Segretario della DIRIGENTISCUOLA, Attilio Fratta non si è fatta attendere. Non solo ha dato mandato al legale dell’Associazione, l’Avv. Benedetto Paglione, di rispondere per le rime, ma ha anche diffidato l’Anief a rimuovere dal proprio sito il famigerato comunicato e ha inviato la rettifica a La Stampa di Torino.

La differenza tra la versione del Presidente dell’Anief e quella del Segretario della DIRIGENTISCUOLA è sostanziale: il primo fa delle affermazioni e delle insinuazioni, il secondo lo smentisce con le prove, con i documenti che parlano da soli.

Chiediamo scusa ai colleghi che hanno ben altro da fare e cose più importanti a cui pensare, ma siamo costretti ad inviare anche noi  la risposta  a  tutte le scuole nella speranza che la questione finisca qui.

Ormai hanno tutti capito come stanno le cose: lo provano i documenti non le esternazioni del giovane presidente dell’Anief che, se fosse più maturo, chiederebbe scusa: può succedere a tutti di  prendere una cantonata o di essere colpi con le mani nella marmellata! Tutti possono avere un momento di esaltazione, ma quando si ritorna lucidi o ci si rende conto di aver fatto i conti senza dell’oste, si può sempre rimediare con delle scuse.