La previsione del controllo biometrico per i dirigenti scolastici, previsto dal ddl concretezza approvato dalla Camera dei Deputati, è la prova provata della mancanza di conoscenza, da parte dei parlamentari dei meccanismi di funzionamento delle istituzioni scolastiche, del ruolo, delle funzioni e delle competenze del Dirigente previste dalle norme vigenti e, soprattutto del CCNL dell’Area Istruzione e ricerca. I Parlamentari della Repubblica evidentemente non sanno che il dirigente scolastico non ha un orario d’ufficio e non potrebbe essere altrimenti. Se così non fosse sarebbe un altro ingiustificabile attacco a una categoria alla quale è affidato il compito di formare uomini e cittadini. Attacco a una categoria che, nonostante percepisca una retribuzione pari al 50% di quella dei colleghi di pari fascia, continua a far funzionare le scuole lavorando di media oltre 12 ore al giorno.

Nell’un caso o nell’altro è ora di dire basta; è ora di far sentire forte e chiara la reazione della categoria  a prescindere dall’appartenenza sindacale.  Per questo motivo l’appello, che si auspica venga firmato  da tutti, non è stato scritto su carta intestata della DIRIGENTISCUOLA che non vuole neanche attribuirsi il merito dell’iniziativa. Bisogna dimostrare al mondo politico, in primis ai silenti Ministro Bussetti e  Sottosegretario Giuliano, dirigenti scolastici anche loro, all’opinione pubblica e, soprattutto, ai noti  MANDANTI di questi attacchi,   che i dirigenti scolastici sono  pronti a qualsivoglia dimostrazione di piazza oltre che a bloccare il funzionamento delle scuole: basta limitarsi alle canoniche 6 ore al giorno nel solo ufficio di presidenza!

Il perverso disegno di questa squallida strategia è di una tale evidenza che solo ciechi e masochisti la possono continuare a tollerare. Scomparsa dal CCNL la comunità educante bisogna assolutamente revocare la qualifica dirigenziale per bloccare l’allineamento retributivo dei dirigenti scolastici a quella degli altri dirigenti di pari fascia. La trovata del ddl concretezza è solo uno dei  tasselli di una strategia che i nemici della dirigenza, noti a tutti, hanno chiesto alla politica approfittando della totale incompetenza degli odierni parlamentari. Persone competenti che conoscono il funzionamento delle istituzioni scolastiche non avrebbero mai votato un provvedimento privo di ogni logica e razionalità.

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