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CCNL, TERZA “PUNTATA”: DIRIGENTISCUOLA RIBADISCE LE SUE POSIZIONI SULLA PARTE NORMATIVA

CCNL, TERZA “PUNTATA”: DIRIGENTISCUOLA RIBADISCE LE SUE POSIZIONI SULLA PARTE NORMATIVA

Con buona pace dei trionfalismi di altre sigle, gli arretrati sono inesistenti e gli aumenti poco più che briciole. Fratta: “A fronte di una parte economica asfittica, continuiamo a portare al tavolo le nostre proposte negoziali su mobilità e sanzioni. Intanto la forbice con le altre dirigenze si allarga…”. 

 

Roma, 20 aprile 2026 – Terza puntata all’Aran, dopo gli incontri del 16 e del 25 marzo, per le trattative finalizzate al rinnovo del Contratto collettivo della dirigenza scolastica – triennio 2022-24. Le discussioni sono riprese dal punto in cui erano state lasciate a fine marzo, con il funzionario dell’Agenzia Pierluigi Mastrogiuseppe, accanto al presidente Antonio Naddeo,  che ha riepilogato alle Organizzazioni sindacali (oltre a DirigentiScuola c’erano Anp e le tre sigle confederali Cgil, Cisl e Uil) l’ammontare complessivo delle risorse per gli aumenti previsti illustrando anche alcuni aspetti delle metodologie di calcolo.

Come già ampiamente anticipato, si tratta di arretrati praticamente inesistenti (e per la stragrande maggioranza coperti attraverso l’Ivc già percepita), e di aumenti in busta paga davvero magri (euro più euro meno, parliamo di poco più di 100 euro netti/mese). Tutto ciò con buona pace dei precedenti trionfalismi di altre sigle, che – evidentemente per trovare l’appiglio per indorare ai soci l’amara pillola di verità che smentisce i rosei proclami – si sono perse dietro alle virgole (0,22%), ai centesimi (4 centesimi di euro…) e a una sapida analisi delle congiunzioni copulative o disgiuntive (e/o) presupposte nella formulazione dei testi pattizi. 

 

La dura realtà è che di soldi ce ne sono pochi, che di vera retribuzione di risultato nessuno parla sul serio, che la concreta equiparazione retributiva rispetto agli altri dirigenti pari fascia è ancora un miraggio, che la questione dei tanti dirigenti fuori sede è ancora priva di risposte concrete. L’unico a dirla tutta apertis verbis al tavolo è stato il presidente DirigentiScuola Attilio Fratta, che nella sua ampia ricognizione si è nettamente distinto fra tutti gli altri interventi per avere posto in evidenza molti dei veri problemi della categoria, incredibilmente (rectius, ben comprensibilmente…) passati sotto silenzio dagli esponenti delle altre sigle. 

 

Sotto il profilo economico Fratta è partito appunto riflettendo sulla necessità di arrivare a una perequazione reale, promessa dal Ministero ormai quasi 10 anni fa e non ancora pienamente raggiunta, e sulla logica degli incrementi percentuali, che portano a un progressivo allargamento della forbice (il 10% di 100 è 10 e quello di 50 è 5…); inoltre, sul piano normativo, ha sottolineato l’opportunità di destinare già in fase contrattuale il 100% delle sedi vacanti e disponibili alla mobilità interregionale, prima che sia sempre il legislatore a dover derogare a materie pattizie. Tutto ciò si aggiunge alle nostre precise richieste sulla parte normativa, su cui DirigentiScuola ha inviato all’Aran un corposo documento con precise proposte negoziali che riguardano: la mobilità dei dirigenti scolastici, introducendo la possibilità, specie dopo il primo triennio di “ferma”, di ripresentare ogni anno domanda di mobilità se non soddisfatti, accanto a criteri più equi per chi è fuori regione o ha già maturato il vincolo di permanenza e, in generale, a una maggiore flessibilità nei movimenti senza violare il vincolo triennale; le sanzioni disciplinari a carico dei DS, con ridefinizione e maggiore gradualità, riduzione del peso della recidiva automatica come causa di licenziamento, aumento della soglia delle sanzioni cd “non gravi” da 20 a 30 giorni, in considerazione della notevole esposizione della dirigenza scolastica a profili disciplinari (basti considerare la cd. “doppia dipendenza” MIM-USR della dirigenza scolastica e la straordinaria complessità del ruolo, che espone a responsabilità e contenziosi di varia natura); la semplificazione della disciplina degli incarichi aggiuntivi, che ove legati a progetti scolastici non dovrebbero più essere autorizzati, ma solo comunicati agli USR anche in coerenza con il principio dell’autonomia scolastica.

Molto apprezzata, a seguire, l’osservazione di Tiziana Cignarelli, al tavolo accanto a Fratta per Codirp, sulla necessità di espungere o precisare meglio quanto previsto dall’art. 2 c. 8, lesivo delle prerogative sindacali sulle quali si sta svolgendo un’apposita sessione di Contratto Collettivo Quadro.

 

I colleghi meritano la verità, non narrazioni edulcorate: ad esempio, io vorrei sapere se è ritenuto normale che la retribuzione di risultato di un dirigente scolastico serva a malapena per un caffè mentre altri ci fanno le vacanze – sottolinea Fratta -. Per noi non lo è e lo diciamo da 25 anni. Così come non possiamo ritenerci soddisfatti degli aumenti risicati di cui si parla, con un contratto scaduto da 2 anni. Fondamentale è per noi la revisione della parte normativa, con ridefinizione delle sanzioni e della mobilità”. 

 

Il prossimo appuntamento è stato fissato per lunedì 11 maggio, ore 11.30.    

 

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