Roma, 20 aprile 2026 – Con una lettera inviata oggi al Direttore generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione Antonella Tozza, DirigentiScuola ha formalmente richiesto al Ministero dell’Istruzione e del Merito l’attivazione della procedura di confronto prevista dal CCNL Area Istruzione e Ricerca 2019-’21, art. 5, in merito alla nuova Direttiva MIM sull’accreditamento degli enti di formazione per il personale scolastico.
Pur esprimendo una valutazione complessivamente positiva sull’impianto della Direttiva – volto a qualificare maggiormente i soggetti erogatori della formazione in servizio – DirigentiScuola mette in rilievo, punto per punto, alcune criticità che rischiano di comprometterne l’efficacia.
Tra i principali punti sollevati, corredati da specifiche proposte di modifica:
- Accreditamento ex novo enti già qualificati: DirigentiScuola non concorda con l’obbligo di un nuovo accreditamento completo per gli enti già riconosciuti ai sensi della Direttiva 170/2016, proponendo invece una procedura semplificata basata sull’integrazione dei requisiti mancanti.
- Riconoscimento/ durata minima dei corsi: viene ritenuto inappropriato fissare una soglia minima di 10 ore per i percorsi formativi, sostenendo che la qualità non debba essere vincolata a parametri rigidi di quantificazione oraria, quanto piuttosto adattata agli obiettivi specifici dei singoli corsi. Si propone dunque di espungere la parte relativa alla “durata minima”.
- Piano formativo/ Comitato Tecnico-Scientifico: si chiede di eliminare l’obbligo della presenza di docenti universitari nel CTS, ritenuto incoerente con l’autonomia organizzativa riconosciuta agli enti.
- Limite minimo del 30% di formatori con esperienza universitaria: forti perplessità vengono espresse rispetto all’introduzione di un vincolo percentuale, giudicato privo di base normativa e penalizzante per modelli formativi innovativi, inclusi quelli sviluppati nell’ambito del PNRR e della formazione tecnico-professionale (AFAM e ITS Academy). Diversi appaiono gli aspetti di criticità relativi a quest’ultimo punto: dal vizio di legittimità rappresentato dall’eccesso di potere regolamentare all’evidente incoerenza con il sistema dell’Alta formazione. Si chiede dunque, alla luce di ciò, la soppressione della previsione della quota minima del 30%, introducendo piuttosto la possibilità di stringere accordi di collaborazione o convenzioni-quadro.
DirigentiScuola sottolinea in sintesi come la qualità della formazione debba essere valutata sulla base dei contenuti e dell’efficacia dei percorsi, e non su criteri quantitativi rigidi relativi alla composizione del personale. Si auspica una revisione della Direttiva che tenga conto delle proposte avanzate e si resta in attesa di convocazione al Ministero per l’avvio del confronto.
Lettera MIM 20 aprile 2026: Richiesta di attivazione della procedura del confronto ai sensi dell’art.5 del CCNL AREA ISTRUZIONE E RICERCA 2019-2021_signed



