A seguito della trasmissione alle Organizzazioni sindacali del file contenente i dati utilizzati per la determinazione delle fasce di complessità delle istituzioni scolastiche, accompagnata dall’indicazione che il documento fosse destinato esclusivamente a uso interno e non potesse essere diffuso, DIRIGENTISCUOLA ha inviato, oggi, una specifica nota al Ministero.
Riteniamo infatti che non sia più rinviabile, dopo quattro anni, una riflessione sulle modalità di accesso ai dati da parte dei dirigenti scolastici direttamente interessati. Per questo motivo abbiamo chiesto che, già dalle prossime procedure, ciascun dirigente scolastico possa consultare direttamente, attraverso la piattaforma ministeriale, i punteggi relativi ai singoli indicatori utilizzati per la determinazione della fascia di complessità della propria istituzione scolastica. La restituzione del dato finale non può essere affidata a trasmissioni mediate o riservate, ma deve diventare parte integrante del procedimento amministrativo.
La nota affronta inoltre le numerose criticità della piattaforma ministeriale per la mobilità dei dirigenti scolastici, che non sono state superate neppure dopo la proroga concessa per la presentazione delle domande.
Restano infatti assenti funzionalità essenziali, come la possibilità di esprimere preferenze sintetiche per Comuni e Province nell’ambito della mobilità regionale, già prevista nelle precedenti procedure, e quella che avrebbe consentito ai beneficiari dell’art. 42-bis del decreto legislativo n. 151/2001, titolari in una regione e in servizio in un’altra, di esercitare correttamente il diritto riconosciuto dalla legge.
Le conseguenze sono state evidenti: molti dirigenti scolastici sono stati costretti a integrare la domanda tramite PEC, mentre altri hanno dovuto presentare istanze cartacee autorizzate dagli Uffici scolastici regionali perché impossibilitati a utilizzare la piattaforma ministeriale per esercitare diritti espressamente previsti dall’ordinamento.
“La semplificazione amministrativa non si misura dal numero delle piattaforme informatiche, ma dalla loro capacità di garantire l’esercizio dei diritti senza costringere gli utenti a cercare soluzioni alternative. Una piattaforma che obbliga a integrare le domande fuori sistema non è una piattaforma che semplifica. Un problema che non riguarda soltanto i due temi affrontati oggi, ma che rappresenta ormai una costante nella quotidianità dei dirigenti scolastici, costretti troppo spesso a fronteggiare malfunzionamenti, disservizi e carenze tecniche che rallentano l’azione amministrativa e sottraggono tempo alle funzioni di direzione e di leadership educativa. Chiediamo strumenti trasparenti, affidabili e pienamente funzionali, perché solo così si rafforza il rapporto di fiducia tra amministrazione e dirigenti e si garantisce un’azione amministrativa realmente efficace e rispettosa dei principi di buon andamento e imparzialità ” conclude il Presidente Fratta.



