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CONCORSO DS, SCOPPIA L’ANNUNCIATA BUFERA. UNA DIFFIDA CHIEDE CONTROLLI E CHIAREZZA

CONCORSO DS, SCOPPIA L’ANNUNCIATA BUFERA. UNA DIFFIDA CHIEDE CONTROLLI E CHIAREZZA

Una recente istanza rivolta al MIM chiede la verifica dei requisiti per decine e decine di candidati, tutti citati nell’atto, inseriti nella graduatoria del riservato. Fratta: “A pochi giorni dall’affidamento degli incarichi scoppia la bufera anticipata. Il Ministero, qualora non fatte, faccia fare tutte le verifiche e i controlli richiesti prima dell’affidamento degli incarichi e adotti i provvedimenti del caso anche nei confronti dei responsabili, qualora non avessero fatto il loro dovere.  Mi auguro di no, ma se ci sono persone senza titolo o che hanno dichiarato il falso, è giusto che vengano espulsi dalla graduatoria. Questo ho segnalato al Ministro e chiesto al Capo di Gabinetto ieri nell’incontro che ho avuto con lo stesso”.

 

 

Non accenna a placarsi la bufera sul concorso Dirigenti scolastici 2017 e sul relativo, interminabile e ormai ramificatissimo contenzioso.

 

Dopo la notizia (che abbiamo recentemente rilanciato) dei 64 posti sub iudice, oggetto di un contenzioso pendente innanzi al Tribunale Amministrativo per il Lazio, ora arriva il seguito naturale: un legale, per conto di un gruppo di docenti inseriti nella graduatoria del concorso ordinario (dunque aventi diritto all’assunzione a partire dall’a.s. 26/27), ha presentato lo scorso 29 giugno una diffida al Ministero dell’Istruzione e del Merito, chiedendo al dicastero di Giuseppe Valditara di attivarsi per attivare la “potestà di verifica” dei requisiti di accesso dei candidati della procedura riservata ex Dm 107/23.  Questa la novità: Invece dei candidati del riservato, che sarebbero i primi danneggiati, reagiscono quelli del concorso ordinario.

 

Nell’istanza si mette in evidenza come, da verifiche incrociate e notizie di stampa, numerosi candidati utilmente collocati nella graduatoria del riservato (o già immessi in ruolo) sembrerebbero privi dei requisiti tassativi richiesti dalla legge. Nello specifico, vengono segnalate anomalie quali:  soggetti che avevano proposto solo atti di intervento ad adiuvandum in giudizi altrui, senza un’autonoma impugnativa; soggetti il cui contenzioso non era più pendente alla data limite (es. ricorsi già respinti, dichiarati inammissibili o improcedibili per rinuncia prima del 28 febbraio 2023); soggetti che avevano impugnato atti diversi dal mancato superamento della prova scritta o orale (come la sola impugnazione del bando di concorso o della graduatoria finale). Tra questi soggetti si potrebbero addirittura trovare persone del tutto prive dei titoli di accesso (alcuni non avrebbero nemmeno superato la preselettiva…), dunque collocate indebitamente in graduatoria. Se la diffida è fondata si tratterebbe di un caso senza precedenti, che non esiteremmo a definire, senza mezzi termini, vergognoso.

 

 

Proprio su questo aspetto torna il presidente nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta: “Noi non parteggiamo per gli uni o per glia altri, come insinuano i pifferai di turno  e gli omertosi nella speranza di strappare qualche consenso. Noi chiediamo solo il rispetto della legge e, ancor prima, dei potenziali danneggiati. L’Amministrazione non deve costringere le persone a ricorrere al Giudice, nella fattispecie quello penale, per avere giustizia. E’ DOVERE e INTERESSE della stessa Amministrazione fare i controlli.”  

 

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