Il presidente Fratta, in una lettera inviata oggi alla Dgper, ringrazia l’Amministrazione per la disponibilità dimostrata e rinvia l’appuntamento alla formale informazione estiva: “Troppe scorrettezze: quello che nelle nostre intenzioni doveva essere un prezioso momento di chiarimento si è trasformato nell’ennesima occasione di confusione e bagarre. “Merito” dei soliti noti che non stanno alle regole, con la complicità di parlamentari che non si rassegnano a veder rispettata la legge: si faccia chiarezza sui politici che minacciano colpi di mano contro Stato e istituzioni”.
Roma, 10 aprile 2026 – Si chiude non senza preoccupazione il tavolo di confronto sul reclutamento dei dirigenti scolastici per l’anno 2026/2027. Dirigentiscuola, promotrice dell’iniziativa, esprime apprezzamento per la disponibilità dell’Amministrazione, ma denuncia il fallimento dell’obiettivo principale: riportare chiarezza e serenità nella categoria. Questo, in sostanza, il contenuto di una lettera inviata oggi alla Direzione Generale per il Personale Scolastico del MIM da parte del presidente del sindacato dei dirigenti scolastici Attilio Fratta.
Il tavolo, come si ricorderà, era stato richiesto proprio da DirigentiScuola il 3 febbraio scorso per fare luce sulle incertezze generate da indiscrezioni, interventi politici e interpretazioni contrastanti della normativa, specie dopo le novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026. Tuttavia, la diffusione di informazioni parziali e letture distorte emerse durante gli incontri ha contribuito ad alimentare ulteriormente tensioni e divisioni tra i futuri dirigenti.
Nella lettera si criticano i comportamenti ritenuti non corretti agiti in particolare da una sigla durante il confronto del 30 marzo, al quale sono stati surrettiziamente fatti accedere diversi interessati privi di fatto dei requisiti per assistervi (e che hanno poi candidamente ammesso di esserlo), il che ha alimentato la tensione e la confusione.
Scorrettezze che hanno avuto, fra le prevedibili conseguenze, quella del proliferare incontrollato di iniziative esterne, incontri informali e prese di posizione politiche che rischiano di creare aspettative irrealistiche. Proprio come la narrazione di piani straordinari di assunzione da parte di politici in cerca solo di consensi, che non esitano fra l’altro a minacciare azioni di forza contro lo Stato e le sue istituzioni di vertice: i posti disponibili ogni anno sono infatti limitati (circa 300-350), e un eventuale ampliamento significativo richiederebbe tempi molto lunghi, stimabili in oltre un decennio.
Secondo Dirigentiscuola, le uniche soluzioni concrete per aumentare i posti disponibili restano il superamento delle scuole sovradimensionate e l’eliminazione delle reggenze attraverso l’assegnazione stabile delle sedi vacanti.
“Non possiamo accettare che alla forza del diritto subentri il diritto della forza. Le persone vanno rispettate, non illuse”, sottolinea Fratta, ribadendo la necessità di evitare strumentalizzazioni e promesse di netto sapore elettorale che rischiano di aggravare il clima di incertezza. Conclude il Presidente: “Alla luce delle criticità emerse, Dirigentiscuola ritiene controproducente proseguire il confronto in queste condizioni e rinvia a momenti di informazione ufficiale e trasparente, nel rispetto delle regole e dell’unità della categoria”.