Ribaditi i criteri di norma per il reclutamento dei dirigenti scolastici 2026/’27, ma la vera notizia è un’altra: un tavolo che sarebbe dovuto essere occasione di sereno confronto si è trasformato nella consueta “bagarre”. I “soliti noti” hanno colpito ancora…
Si è da poco chiuso al MIM il secondo incontro del tavolo chiesto da DirigentiScuola (già il 3 e poi il 17 febbraio) per fare chiarezza sulle procedure di reclutamento dei dirigenti scolastici per l’a.s. 2026/2027, alla luce delle novità introdotte dalla Legge di Bilancio 2026.
L’incontro, che fa seguito a quello di apertura del 3 marzo – inizialmente era previsto per il 31, poi anticipato ad oggi – ha visto di nuovo in rappresentanza del Ministero Maria Assunta Palermo, titolare della Direzione generale per il personale scolastico, presente al tavolo con Maria Teresa Stancarone, Dirigente dell’Ufficio II – Dirigenti scolastici.
I criteri di reclutamento
Il MIM ha ribadito in sostanza quanto già anticipato a inizio mese in termini di illustrazione dei criteri suffragati dalla normativa. Resta ancora il “nodo” pensionamenti, i cui numeri non sono ancora conosciuti.
In relazione ai criteri operativi generali, sono stati ribaditi i seguenti:
- A) Preliminarmente, rendere disponibili le eventuali sopravvenienze di posti vacanti e disponibili in fase di mobilità all’interregionalità;
- B) Il riparto assunzionale tra i due concorsi ordinario e riservato è effettuato nel rispetto delle disposizioni normative e di quanto già applicato negli anni precedenti:
1 – Assegnazione dei posti accantonati pre-mobilità ai vincitori del concorso ordinario;
2 – Ulteriori eventuali scorrimenti a vantaggio della graduatoria del concorso ordinario sui posti eventualmente resisi disponibili post-mobilità entro il 60% dei posti vacanti e disponibili a livello regionale, destinando fino al 40% delle facoltà assunzionali ai vincitori della procedura riservata.
Le osservazioni DirigentiScuola
Su precisa domanda, l’Amministrazione ha dichiarato di non voler fare “fughe in avanti” sui posti relativi ai pensionamenti, che ad oggi non risultano ancora consolidati.
Il presidente DirigentiScuola Attilio Fratta ha sottolineato l’importanza di evitare il ripetersi della situazione verificatasi lo scorso anno, quando i 18 posti resisi vacanti successivamente non sono stati autorizzati dal MEF e, di conseguenza, non sono stati coperti mediante scorrimento della graduatoria.
Ha quindi raccomandato all’Amministrazione di effettuare preventivamente un’attenta rilevazione delle disponibilità e di richiedere l’autorizzazione al MEF solo in presenza di dati certi, oppure, in alternativa, di avanzare una richiesta basata su dati statistici che includa un numero leggermente superiore di unità.
Altro dato da rilevare: la volontà dell’Amministrazione di non procedere a bandire nuovi concorsi fino a quando non vi è completo esaurimento di quelle attualmente vigenti, sia ordinario, sia riservato.
Altro che comunicato congiunto!
Come volevasi dimostrare, non ha mancato di segnalarsi la scarsa trasparenza della sigla “dei presidi”, che dopo aver cercato in tutti i modi di “infiltrare” interessati all’incontro (forse per tentare maldestramente di districarsi dagli impicci in cui essa stessa si sta mettendo, inanellando sul tema una gaffe dopo l’altra), si è vista costretta alla penosa pantomima di spacciare per “dirigenti sindacali” (magari nominati nottetempo) le numerose persone che ascoltavano in collegamento da remoto, senza dubbio portatrici di interesse in quanto inserite nelle graduatorie. Una scorrettezza che ha scompaginato il tavolo, spingendo il Presidente Fratta a chiedere una pausa ipotizzando addirittura l’abbandono del tavolo, e ad accreditare un ulteriore futuro dirigente, lui sì da mesi dirigente sindacale in quanto presidente provinciale. E pensare che l’Amministrazione aveva auspicato, a chiusura del tavolo, un comunicato sindacale congiunto…
Molto deciso il Presidente Nazionale Attilio Fratta: “Stavamo per abbandonare un tavolo da noi stessi richiesto. Come sempre, c’erano delle regole e qualcuno non le ha rispettate. Niente di sorprendente, c’era da aspettarselo: il lupo cambia il pelo ma non il vizio. Così un tavolo che sarebbe dovuto essere un’occasione di riflessione su una questione importante si è trasformato nella solita pantomima. Devo aggiungere anche che in presenza dei portatori di interessi, che nonostante l’invito dell’Amministrazione non sono stati allontanati, gli interventi erano esclusivamente finalizzati ad acquisire consensi. E dire che l’Amministrazione si era dimostrata fin da subito attenta e disponibile… Sono lì lì per pentirmi di aver richiesto questo momento di confronto”.
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