Con l’espressione “Avvio delle procedure” si intende non solo la decisione a contrarre, ma il caricamento in piattaforma di tutta la documentazione, dall’indizione della procedura di acquisto all’aggiudicazione: per le scuole un “tour de force” inaccettabile in soli 4 giorni. Ad impossibilia nemo tenetur!
Il Presidente Fratta: “Assistiamo allibiti a un proliferare di indicazioni contraddittorie, termini caotici e irrealistici. Le scuole devono essere messe in grado di gestire le procedure in modo corretto ed efficace. Proseguiremo le interlocuzioni con il MIM”.
Roma, 22 maggio 2026 – L’Unità di Missione del PNRR, con nota prot. n.0125382 del 18 maggio 2026 a firma del Direttore generale dott.ssa Simona Montesarchio, ha comunicato l’altro ieri tre nuove scadenze ‘intermedie’ di cui all’Avviso n. 88643 del 3 giugno 2025.
Precisamente:
- 25 maggio 2026:avvio delle procedure a sistema;
- 31 ottobre 2026:conclusione delle operazioni di acquisto e collaudo;
- 31 dicembre 2026:rendicontazione finale.
Facendo seguito al comunicato pubblicato in data di ieri dobbiamo necessariamente informare i colleghi che stanno giungendo alle scuole, in risposta ai ticket dalle stesse inoltrati, indicazioni difformi da quanto comunicato primo tempore dall’Unità di Missione. Vale a dire che, relativamente alla scadenza del 25 maggio 2026, il termine ‘Avvio delle procedure a sistema” indicato nella nota sopra citata – che nel comunicato di ieri avevamo legittimamente interpretato quale “Decisione a contrarre di indizione della procedura” – previa formale indagine di mercato/manifestazione d’interesse, è da intendersi invece come caricamento in piattaforma di tutta la documentazione, dalla fase di indizione della procedura di acquisto alla fase di aggiudicazione, con contestuale inserimento del relativo ordine/contratto. Altro che ‘Avvio delle procedure a sistema’!
Il che comporta che le scuole cd. “ritardatarie” dovrebbero in soli 4 giorni fare ed inserire in piattaforma cronologicamente:
- Formale Avviso di indagine di mercato;
- Decisione a contrarre di indizione della procedura negoziata con minimo 5 operatori economici;
- Decisione a contrarre di affidamento all’operatore economico aggiudicatario;
- Esame di eventuali reclami;
- Ordine o stipula del contratto, previa verifica di tutti i requisiti generali e speciali di gara;
E’ inutile girarci intorno. Dati i vincoli procedurali e temporali imposti dal vigente Codice dei contratti in tema di procedura negoziata senza bando con minimo 5 operatori economici, nessuna istituzione scolastica sarà in grado nel giro di pochissimi giorni di avviare e, soprattutto, concludere le inerenti procedure negoziali. Situazione in cui versano tantissime scuole che, data anche la contemporaneità di altri progetti PNRR aventi scadenze più ravvicinate (30 giugno 2026), avevano pianificato le suddette procedure in funzione dell’unico termine finale statuito nei provvedimenti autorizzativi: 31 dicembre 2026 (per la conclusione e rendicontazione del progetto).
A tal proposito, va detto, registriamo nelle ultime ore indicazioni, specie da parte delle stesse aziende fornitrici di beni, tese ad accelerare le procedure di gara “switchando” sull’affidamento diretto, ipotesi che la stessa DIRIGENTISCUOLA ha pur paventato precedentemente, ma con una procedimentalizzazione e dei tempi rispettosi del dettato normativo, condizioni ad oggi non esistenti. Sconsigliamo vivamente i colleghi ad avviare comunque le suddette procedure onde evitare sicuri rilievi proprio da parte della stessa Unità di Missione, a meno che quest’ultima non derubrichi completamente la scadenza del 25 maggio 2026 e riconduca l’intera fase negoziale quantomeno alla scadenza del 31 ottobre 2026.
In caso contrario non rimane in campo che l’unica ipotesi possibile: non ottemperare alla scadenza del 25 maggio, con la sola conseguenza del definanziamento del progetto.
“Restiamo veramente allibiti da tale decisione – commenta il Presidente Nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta – la cui logica si fatica a comprendere. Da un lato si vuole evitare da parte del Ministero un definanziamento dei progetti, dall’altro si mettono le scuole nell’impossibilità di adempiervi fissando termini caotici ed irrealistici. Approssimazione o necessità di drenare risorse da destinare ad altre priorità? Il dubbio nasce spontaneo.”
Come Dirigentiscuola continueremo a seguire il caso e tentare una ricomposizione della questione con il Ministero.



