Rinnovo contrattuale finalmente al via tra ritardi e nodi irrisolti: dirigenza scolastica “fanalino di coda” del pubblico impiego. Fratta: “Ritardo inaccettabile, bisogna riallineare i tempi ma senza dimenticare questioni cruciali come sanzioni e mobilità”.
Roma, 16 marzo 2026 – Si è svolto all’Aran, nel pomeriggio di oggi, il primo incontro per il rinnovo del Ccnl dell’Area Istruzione e Ricerca – triennio 2022-’24.
Si tratta, e lo diciamo in apertura in quanto non ci appare affatto un rilievo secondario, dell’ultimo contratto della tornata ’22-’24. Il che la dice lunga: i dirigenti scolastici appaiono, anche nei fatti, una sorta di “fanalino di coda” non solo della dirigenza, ma dell’intero impiego pubblico, e la responsabilità va in gran parte ascritta allo stesso Ministero, che ha emanato l’Atto di Indirizzo con un ritardo imbarazzante pur essendo già stato disdetto, proprio da Dirigentiscuola, il precedente CCNL pochi giorni dopo la sua firma.
Si è trattato, come era ampiamente prevedibile, di un incontro di carattere interlocutorio, con un primo “giro di tavolo” durante il quale sono state sentite le Organizzazioni Sindacali rappresentative dell’Area dirigenziale: oltre a Dirigentiscuola hanno parlato i rappresentanti di Anp, Cgil, Cisl e Uil. Assente Snals, in quanto non più rappresentativo. Il Presidente Aran Antonio Naddeo ha posto in apertura una questione metodologica: chiudere nel più breve tempo possibile concentrandosi sulla parte economica oppure dare spazio a una trattativa più articolata seguendo le indicazioni dell’Atto di indirizzo.

Tutti hanno deprecato l’inaccettabile ritardo dell’apertura del tavolo, avvenuta praticamente a metà del triennio contrattuale successivo. Un disallineamento che provoca non pochi problemi alla categoria, che ad esempio si vede sempre costretta a “rincorrere” gli altri dirigenti pubblici anche in termini di adeguamenti retributivi.
Molto incisivo, come d’abitudine, l’intervento del Presidente Nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta, che è partito proprio dalla constatazione dell’assurdità di una prassi viziosa ormai consolidata: quella di iniziare a parlare dei contratti quando sono già ampiamente scaduti. “I colleghi, quelli appena entrati nel ruolo dirigenziale ma anche coloro che lo sono già da tempo, hanno diritto a sapere con esattezza quali sono le retribuzioni e le regole del gioco, senza dover aspettare tempi lunghi e imprevedibili. La logica delle cose imporrebbe di firmare i contratti prima della loro entrata in vigore, ma qui vediamo che, anche quando sono disdetti, l’Atto di indirizzo arriva dopo anni”.
Fratta ha posto l’accento anche sulla necessità di rivedere il quadro normativo, specie quando le risorse economiche sono già note, come in questo caso. “La necessità di stringere i tempi – ha detto – non deve far dimenticare che ci sono tantissimi aspetti di natura normativa che vanno trattati: tra i molti appaiono improrogabili la questione della mobilità interregionale e quella della cosiddetta gradualità delle sanzioni disciplinari a carico dei DS, per cui vedo un’apertura nell’Atto di indirizzo”. Parole condivise e sostenute da Tiziana Cignarelli, Segretario generale di Codirp, Confederazione di cui Dirigentiscuola fa parte.

Ricordiamo in sintesi che le richieste di Dirigentiscuola, messe nero su bianco in un documento ad hoc sul rinnovo del CCNL di Area, sono piuttosto articolate sia per la parte normativa che in quella economica. Si sottolinea innanzitutto l’opportunità di riunire in un unico testo tutte le norme contrattuali vigenti. Si rimarca poi la questione, centrale nella politica sindacale di Dirigentiscuola (a differenza di quanto avviene, se non a parole, per altre sigle) della perequazione retributiva: i dirigenti scolastici, pur avendo responsabilità molto ampie e complesse, continuano a subire forti disparità retributive rispetto agli altri dirigenti pubblici, soprattutto per quanto riguarda le indennità accessorie. Vengono inoltre proposte diverse modifiche normative per migliorare le condizioni di lavoro, garantire maggiore trasparenza negli incarichi e nella mobilità, rafforzare tutele legali e rimborsi spese, introdurre strumenti di welfare e rendere più equilibrato il sistema disciplinare, con un maggiore riconoscimento della formazione professionale.
Commenta il Presidente Fratta: “Siamo consapevoli della necessità di chiudere in tempi rapidi, anche per riallineare le retribuzioni dei colleghi e garantire loro gli aumenti previsti su cui saranno forniti dettagli nei prossimi incontri. Ci sono però questioni che vanno affrontate: la gradualità delle sanzioni, su tutte, e la mobilità interregionale. Spero che Aran si dimostri sensibile alle nostre richieste in questo senso, prioritarie per la categoria”.
Il prossimo appuntamento, per la presentazione dettagliata delle risorse disponibili, è fissato per martedì 24 marzo alle ore 10.30.



