Dopo la conciliazione DirigentiScuola-MIM, una nota del 20 febbraio a firma congiunta Palumbo-Montesarchio mette un “semaforo rosso” alla discrezionalità degli Uffici Scolastici Regionali. Basta automatismi, freno su segnalazioni vaghe o anonime, gradualità, proporzionalità, rispetto della riservatezza e notifica ai dirigenti degli elementi alla base dell’eventuale istruttoria. Fratta: “Il vento è cambiato: dal Ministero un’apertura senza precedenti in tema di relazioni fra Amministrazione e dirigenti scolastici”.
Il vento è cambiato, e lo si vede da tanti sostanziali mutamenti di atteggiamento da parte dell’Amministrazione: con la conciliazione fra DirigentiScuola e Ministero dell’Istruzione e del Merito del 26 gennaio scorso si è aperta una nuova stagione nei rapporti istituzionali tra il Mim e la categoria dei dirigenti scolastici.
Dopo la tempestiva convocazione, il 16 febbraio, del tavolo tecnico per Pnrr e altri progetti, arriva una nota senza precedenti firmata congiuntamente dalle due Capo Dipartimento Carmela Palumbo e Simona Montesarchio rivolta ai Direttori degli Uffici Scolastici Regionali. Il documento prot. n. 1064 del 20 febbraio 2026 recante “Gestione delle segnalazioni riguardanti le istituzioni scolastiche” fornisce agli UU.SS.RR. precise indicazioni su come trattare esposti, segnalazioni e lamentele relative alle scuole e ai dirigenti scolastici, di fatto ponendo un freno a ingiustificate discrezionalità dal sapore spesso persecutorio.
Evitare procedure automatiche, verificare attendibilità- Il testo nasce dall’esigenza di chiarire come gestire le richieste di informazioni derivanti da segnalazioni, anche anonime, mantenendo un equilibrio tra attività di controllo, tutela dei diritti e collaborazione tra amministrazione e istituzioni scolastiche. Si raccomanda innanzitutto di evitare procedure automatiche e generalizzate: ogni segnalazione deve essere esaminata singolarmente, verificandone attendibilità, rilevanza e grado di dettaglio, soprattutto quando si tratta di denunce anonime o poco circostanziate. Il che significa, in sostanza, che le denunce anonime o vaghe non potranno – come è corretto che sia – dare luogo ad automatismi o accanimenti immotivati nei confronti dei dirigenti scolastici.
Procedere solo ove emergano elementi concreti, in modo graduale e proporzionale – Solo quando emergono elementi sufficienti per approfondire la questione, gli Uffici sono invitati ad avviare verifiche secondo criteri di proporzionalità e gradualità, privilegiando inizialmente il dialogo e lo scambio di informazioni con i dirigenti scolastici.
Rendere noti ai DS gli elementi alla base dell’accertamento – E’ inoltre opportuno rendere noti ai dirigenti i contenuti delle segnalazioni che hanno dato origine ai controlli, così da consentire loro di comprendere meglio le criticità e fornire chiarimenti, garantendo sempre la tutela dei segnalanti secondo la normativa sul whistleblowing. Solo in quest’ultimo caso (già peraltro protetto da apposita normazione) sarà dunque possibile non portare a conoscenza i DS degli elementi alla base di eventuali “istruttorie” nei loro riguardi. Il DS non solo ha il diritto di sapere chi e cosa denuncia ma anche di tutelarsi.
Attenzione alla riservatezza – Grande attenzione è dedicata alla protezione dei dati personali e alla riservatezza: le informazioni devono essere diffuse solo ai soggetti competenti, trattate esclusivamente se necessarie e trasmesse attraverso canali sicuri, con particolare cautela quando sono coinvolti dati sensibili o minori. A tale proposito gli Uffici sono chiamati a definire apposite modalità organizzative e procedurali.
Un passo in avanti storico – Spiega il Presidente Nazionale DirigentiScuola Attilio Fratta: “Si tratta di un documento a suo modo “storico”, ottenuto grazie all’azione decisa e pervicace di DirigentiScuola: per la prima volta il Ministero, pur senza chiedere agli Usr di abdicare al proprio ruolo, peraltro doveroso, di vigilanza nei confronti dell’operato delle istituzioni scolastiche, fissa precisi paletti entro i quali tale ruolo viene esercitato, ponendo fine a una stagione di eccessiva e a volte vessatoria discrezionalità. L’Amministrazione non deve prestare il fianco a sistematiche denigrazioni, anzi deve sanzionare il personale che invia esposti infondati e, come più volte ribadito, non dare seguito alle OO.SS. che denunciano lesioni ai loro diritti sindacali tutelate dalla legge 300/71 con il ricorso per condotta antisindacale. Voglio augurarmi, anche nell’interesse dell’Amministrazione, che si apra una nuova stagione di reale collaborazione nei rapporti fra il MIM e la categoria. I dirigenti scolastici non sono controparte, ma parte della medesima Amministrazione e come tale deve essere trattata. Insieme, ispirandosi e attenendosi al principio di sussidiarietà, devono perseguire la finalità primaria della scuola: educare e formare uomini e cittadini”