Oltre mille persone hanno seguito la consueta conferenza del direttore dell’Istat Gian Carlo Blangiardo a palazzo Montecitorio. Una radiografia dell’Italia di cui ogni serio politico non può fare a meno.

ROMA, 20 GIU – La recessione demografica che sta colpendo l’Italia, ormai dal 2015, appare “significativa” e si sta traducendo in “un vero e proprio calo numerico di cui si ha memoria nella storia d’Italia solo risalendo al lontano biennio 1917-1918, un’epoca segnata dalla Grande Guerra e dai successivi drammatici effetti dell’epidemia di ‘spagnola’”.

“Fino al secolo scorso la componente demografica ha mostrato segnali di vitalità e ha spesso fornito un impulso alla crescita del Paese anche sul piano economico, oggi potrebbe svolgere, al contrario, un effetto frenante”, ha esordito Blangiardo, “Viene da chiedersi se siamo (e saremo ancora) un popolo che guarda avanti e investe sul suo futuro o se invece dobbiamo perlopiù sentirci destinati a gestire il presente”. Impietoso l ‘affondo del demografo che disegna un quadro dell’Italia senza retorica e il Rapporto annuale 2019 ricco di tabelle e grafici non da adito a infingimenti.

La popolazione residente in Italia è in calo dal 2015. Al 1° gennaio 2019 si stima che la popolazione ammonti a 60,4 milioni, oltre 400 mila residenti in meno rispetto al 1° gennaio 2015 (-6,6 per mille).

Il declino demografico é dovuto al saldo naturale sempre più negativo per effetto della diminuzione delle nascite e dell’aumento tendenziale dei decessi; secondo i dati provvisori relativi al 2018 sono stati iscritti in anagrafe per nascita oltre 439 mila bambini, quasi 140 mila in meno rispetto al 2008, mentre i cancellati per decesso sono poco più di 633 mila, circa 50 mila in più.

Anche il contributo dei cittadini stranieri alla natalità della popolazione residente si va lentamente riducendo. Dal 2012 al 2017 diminuiscono, infatti, anche i nati con almeno un genitore straniero (oltre 8 mila in meno) che scendono sotto i 100 mila (il 21,7% del totale). La popolazione straniera residente sta a sua volta invecchiando: considerando la popolazione femminile, la quota di 35-49enni sul totale delle cittadine straniere in età feconda passa dal 42,7% del 1° gennaio 2008 al 52,4% del 1° gennaio 2018.

In tutto, sono 5 milioni 234 mila i cittadini stranieri residenti al 1° gennaio 2019, l‘8,7% della popolazione totale. Nel 2017, delle 343 mila iscrizioni anagrafiche dall’estero, circa l’88% riguarda cittadini stranieri. I paesi di provenienza sono principalmente Romania, Nigeria, Brasile, Marocco, Albania, Pakistan, Bangladesh, Cina e Senegal, che coprono quasi la metà delle immigrazioni complessive.

Sono 195 le cittadinanze presenti in Italia. Le cinque più numerose sono quella romena (1 milione 190 mila), albanese (440 mila), marocchina (417 mila), cinese (291 mila) e ucraina (237 mila), che da sole rappresentano la metà del totale degli stranieri residenti. I cittadini stranieri risiedono prevalentemente nel Nord e nel Centro, dove si registra un’incidenza sul totale dei residenti superiore al 10%.

Al 1° gennaio 2018, sempre secondo l’Istat, gli italiani che hanno acquisito la cittadinanza sono oltre un milione e 340 mila nella popolazione residente; nel 56,3% dei casi si tratta di donne.

Per quanto riguarda le dinamiche sociali, l’Istat sottolinea come i giovani escano dalla famiglia di origine sempre più tardi sperimentando, rispetto alle precedenti generazioni, percorsi di vita più vari e meno lineari del passato che spostano in avanti le tappe principali di transizione allo stato adulto.

Al 1° gennaio 2018 i giovani dai 20 ai 34 anni sono 9 milioni 630 mila, il 16% del totale della popolazione residente; rispetto a 10 anni prima sono diminuiti di oltre 1 milione 230 mila unità (erano il 19% della popolazione al 1° gennaio 2008). Più della metà (5,5 milioni), celibi e nubili, vive con almeno un genitore.

Tutto questo avrà una ripercussione catastrofica sulla scuola e l’universita italiane e sul ricambio generazionale

 

Un paese di vecchi con sempre meno giovani che a fatica riescono a trovare la strada del lavoro prolungando la loro permanenza in famiglia.

Chi è interessato alla lettura integrale del Rapporto annuale Istat troverà nella pagina dell’evento il volume in formato digitale.

 

Sono stati inoltre pubblicati gli interventi del Presidente della Camera dei deputati Roberto Fico e del Presidente dell’Istat Gian Carlo Blangiardo ed è stato inserito un link alla videoregistrazione dell’evento sul canale web tv della Camera dei Deputati.

 

Segnaliamo che nella stessa pagina sono disponibili tutti i materiali multimediali prodotti: una video intervista al Presidente Blangiardo sul canale Youtube Istat, un breve video sulla giornata e la galleria fotografica dell’evento.