Si fa riferimento alla Nota della Direzione generale per l’istruzione tecnica e professionale e per la formazione tecnica superiore – prot. n. 100847 del 17 dicembre 2025, nonché alla conferma, per l’anno scolastico 2026/2027, delle disposizioni generali già impartite con nota prot. n. 7755 del 3 maggio 2019.
La Nota stabilisce che il termine per la presentazione delle domande di iscrizione ai percorsi di istruzione degli adulti è fissato al 1° giugno 2026 e, comunque, entro il 15 ottobre 2026. Considerata la specificità dell’utenza dei CPIA, è espressamente prevista la possibilità di accogliere domande di iscrizione pervenute oltre tale termine, in casi motivati e nei limiti dell’organico assegnato, anche in applicazione di quanto disposto dal decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48, articoli 3, comma 11, e 12, comma 9, con particolare riferimento ai soggetti di età compresa tra 18 e 29 anni che non hanno assolto all’obbligo di istruzione di cui all’articolo 1, comma 622, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 (beneficiari dell’Assegno di inclusione e del Supporto per la formazione e il lavoro).
A tal fine, è demandato al Collegio dei docenti il compito di definire i criteri generali e le fattispecie che legittimano la deroga ai termini ordinari di iscrizione.
Ciò premesso, si ritiene opportuno evidenziare come i termini “ordinari” di iscrizione, seppur formalmente corretti, risultino poco aderenti alla concreta realtà operativa dei CPIA. La peculiarità dell’utenza adulta, spesso caratterizzata da mobilità, fragilità sociali e percorsi migratori non programmabili, comporta infatti che le istituzioni scolastiche dell’istruzione degli adulti avviino ogni anno le attività con iscrizioni prossime allo zero e proseguano l’accoglienza delle domande ben oltre il 15 ottobre, in una prassi di fatto strutturale e non meramente eccezionale, già riconosciuta dalla stessa nota prot. n. 7755/2019.
In tale quadro, appare legittimo interrogarsi se sia preferibile continuare a indicare annualmente termini di iscrizione meramente formali, rinviando poi sistematicamente alle deroghe deliberate dai Collegi dei docenti, oppure se non risulti più coerente con le finalità dell’istruzione degli adulti prevedere esplicitamente un termine più realistico e funzionale, compatibile con i tempi di inserimento, alfabetizzazione e certificazione degli apprendimenti. A titolo esemplificativo, si richiama il caso degli studenti stranieri che possono giungere sul territorio nazionale in corso d’anno scolastico (anche nel mese di gennaio) e conseguire, attraverso i percorsi di alfabetizzazione, un attestato validamente riconosciuto entro la conclusione dell’anno stesso.
Ulteriori profili di criticità attengono al funzionamento del sistema informativo SIDI, attualmente strutturato secondo una logica coerente con l’organizzazione delle istituzioni scolastiche del “mattino” e, pertanto, non pienamente rispondente alle esigenze proprie dell’istruzione degli adulti. In particolare, si rileva l’impossibilità, sul piano procedurale e informatico, per gli studenti che concludano nel corso dell’anno scolastico il primo periodo del primo livello – anche a seguito di sessione straordinaria d’esame entro il mese di marzo – di perfezionare l’iscrizione al secondo periodo del medesimo livello o, in alternativa, di accedere ai percorsi di istruzione degli adulti di secondo livello (scuola secondaria di secondo grado), pur in presenza dei requisiti sostanziali e formativi richiesti.
Tale rigidità determina, di fatto, una interruzione non giustificata dei percorsi formativi, in contraddizione con i principi di continuità didattica, personalizzazione dei percorsi e successo formativo che caratterizzano l’ordinamento dei CPIA e che trovano fondamento nel DPR n. 263/2012 e nel Patto Formativo Individuale. La criticità risulta ancor più rilevante se si considera che molti percorsi di istruzione degli adulti sono progettati proprio per consentire una progressione modulare e flessibile degli apprendimenti, anche all’interno dello stesso anno scolastico.
Su tali aspetti, come Dirigentiscuola, ci si riserva di sottoporre all’attenzione del Ministero dell’istruzione e del merito una proposta organica, finalizzata a rendere il sistema delle iscrizioni e della gestione dei percorsi CPIA maggiormente coerente con le effettive esigenze dell’istruzione degli adulti e con le finalità di inclusione e successo formativo che ne costituiscono la cifra distintiva.



