Approfittando dell’oggettiva debolezza politica sia del Ministero,  conseguente allo spacchettamento del MIUR, all’avvicendarsi di ben tre ministri, alle DD.GG. acefale, compresa quella del D.G. del personale e all’improvvida sostituzione del Capo Dipartimento, che da sola ha dovuto reggere non solo il MIUR ma anche le DD.GG. prive di titolare, e del Governo, le OO.SS. del comparto tornano alla carica con persistenti richieste di confronto, imposizione di intese e  assurde pretese:

  • trasformare i concorsi riservati per il reclutamento di docenti e ATA in una sanatoria mascherata, premiante l’esperienza di collaboratori scolastici che passano dalla ramazza alle incombenze istruttorie di ricostruzioni pensionistiche, predisposizione di atti negoziali, denunce d’infortunio, nomine di supplenti; e di assistenti amministrativi promossi sul campo a direttori;
  • disapplicare norme imperative con il fine di neutralizzare i poteri della dirigenza scolastica controparte datoriale, in funzione di sempre più ramificate tutele impiegatizie del personale, facenti premio sulla funzionalità del servizio e sui diritti dell’utenza;
  • saccheggiare istituti fondamentali della legge 107/15, sulla chiamata per competenze dei docenti in relazione alle peculiarità del Piano dell’offerta formativa, sulla gestione dell’organico dell’autonomia guidata da automatismi fatti di punteggi vari e di anzianità di servizio;
  • sconvolgere la ratio del bonus premiale, che si pretenderebbe cancellato, a effetti immediati, dalla legge di bilancio 2020, con i suoi pregressi superiori vincoli e insieme allo stesso Comitato di valutazione, per essere utilizzato liberamente a favore di tutti i docenti e di tutto il personale ATA, a tempo indeterminato e a tempo determinato, secondo i criteri e le misure stabilite dalla contrattazione integrativa d’istituto alla stregua delle altre risorse del FIS: senza alcuna discrezionalità del dirigente;
  • “sfarinare” le sanzioni disciplinari direttamente irrogabili dal dirigente scolastico prendendo a pretesto ordinanze della Cassazione inerenti sanzioni irrogate prima del novellato articolo 55-bis, comma 9-quater, del D. Lgs. 165/01, a tenore della quale spetta al dirigente scolastico ex litteris il potere di disporre sanzioni disciplinari sino alla sospensione dal servizio per non più di dieci giorni indistintamente al personale docente, educativo e amministrativo, tecnico e ausiliario.

DIRIGENTISCUOLA nel mentre invita la categoria a tenere gli occhi aperti, ha inviato l’allegata lettera-denuncia al Capo di Gabinetto, Dr. Luigi Fiorentino, per ricordargli che le tematiche dell’assalto alla diligenza riguardano anche i dirigenti scolastici e che, di conseguenza, sarebbe opportuno sentirli prima che l’Amministrazione prenda qualsivoglia decisione.

Il 2020 è l’anno della rilevazione della rappresentatività ed è comprensibile e naturale una campagna elettorale pur di avere o rastrellare qualche delega  ma non a scapito del funzionamento della scuola italiana perpetrando logiche i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Ancor più grave il comportamento di chi, offendendo l’intelligenza della categoria ovvero pensando che sia composta di ignoranti, continua a proporre ricorsi infondati e temerari che non solo saranno rigettati, ma condanneranno i ricorrenti al pagamento delle spese per lite temeraria. Ultima trovata il ricorso al TAR, che avrebbe già fissato l’udienza al 6 ottobre …e al quale si potrebbe sempre aderire …rilasciando delega!!!  Argomento il FUN, ovvero l’incapienza del  FUN causato dall’assunzione dei neo dirigenti. Il tutto senza precisare che la legge finanziaria ha previsto 30 milioni di euro e che la neo Ministra Azzolina in data 19 gennaio (..suo primo atto!) ha firmato il decreto di stanziamento di altri 10 milioni. E che c’azzecca, direbbe il Tonino nazionale il TAR? Cosa si impugna? Quale atto se ancora il FUN non viene erogato?