Resta davvero stupefacente l’incredibile disinvoltura di certi comunicati sindacali sul web, che danno mostra di considerare i destinatari degli emeriti imbecilli o ignoranti che non sanno che un PM, al massimo, può chiedere non disporre  l’archiviazione di un procedimento penale.

E’ il GIP che, previo fissazione di apposita udienza preliminare, sua sponte o su ricorso del denunciante, decide l’archiviazione o il rinvio a giudizio.

Di norma quando viene notificata a degli indagati la fissazione dell’udienza preliminare,  questi si preoccupano e danno immediatamente mandato a un legale, se non vogliono avvalersi di quello nominato d’ufficio dal GIP, per prendere visione del fascicolo e prepararsi alla difesa. Di certo non fanno i salti di gioia!

I nostri mercenari, evidentemente pensando che NOI avremmo pubblicato la decisione del GIP ancor prima dell’udienza preliminare, spaventati per  la naturale ricaduta sul  sindacatino siciliano che li ha assoldati,  hanno messo le mani avanti sperando di confondere i lettori nella speranza, addirittura, di rastrellare qualche delega, asserendo, non si sa se per ignoranza e per spregiudicatezza,  che il PM aveva disposto l’archiviazione del procedimento penale a loro carico; guardandosi, però, bene dal pubblicare il provvedimento del GIP, offendendo, quindi,  l’intelligenza dei dirigenti scolastici.

 Nell’udienza presso il Giudice delle indagini preliminari, fissata al 3 aprile p.v., potrà compulsarsi il corposo fascicolo e decidendosi per l’archiviazione definitiva oppure per il rinvio a giudizio del signor Salvo Indelicato e altri correi o complottisti,  citati nel provvedimento del Giudice, con l’imputazione del reato di cui all’articolo 595 del codice penale, di diffamazione: in questo caso aggravata perché “recata a mezzo della stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità”, la cui pena edittale comporta la reclusione da sei mesi a tre anni, ovviamente impregiudicati tutti i profili risarcitori da far valere in sede civile.

La categoria non ha l’anello al naso e sa bene che le fake news, specie nel mondo dei social, vanno verificate: basta leggere l’allegato provvedimento del Giudice, come basterebbe leggere le sentenze prima di dar credito, addirittura, a condannate in ben tre gradi di giudizio, facendole diventare eroine.

Non resta che ringraziare i mercenari indagati per averci consentito di pubblicare il provvedimento del Giudice; cosa che non avremmo mai fatto nel rispetto del principio costituzionale che nessuno può essere ritenuto colpevole fino a sentenza passata in giudicato. Grazie di cuore anche a chi li ha assoldati e li finanzia.