Fumata bianca al quarto incontro, ma c’è poco da festeggiare: incomprensibile (o meglio, ben comprensibile) la scelta di lasciare l’80% alla mobilità interregionale quando tutte le sigle – che poi hanno firmato col sorriso sulle labbra – chiedevano il 100. Fratta verso la dichiarazione a verbale. “Accolta la nostra richiesta di elevare la soglia delle sanzioni cd “non gravi” da 20 a 30 giorni, ma resta ancora moltissimo da fare. Andiamo rapidamente verso il triennio 25-27”.
Roma, 11 maggio 2026 – Fumata bianca, al quarto incontro, per il CCNL dirigenti scolastici – triennio 22-24, ma i nodi sono venuti al pettine: è emersa infatti in tutta la sua evidenza la volontà (avallata dalla maggior parte delle sigle di Area presenti) di mantenere la dirigenza scolastica ai margini – per usare un eufemismo – della dirigenza pubblica. A testimoniarlo, più forte di ogni parola, il fatto che nell’ipotesi di CCNL predisposta dall’Amministrazione, e poi siglata, non siano state in sostanza introdotte previsioni concretamente migliorative per la professione e per la dignità dei dirigenti scolastici. Fa eccezione, stabilito in sede di seduta odierna dopo un acceso testa a testa fra Fratta e Naddeo, l’aumento da 20 a 30 giorni chiesto da Dirigentiscuola per le fattispecie che possono portare al licenziamento per recidiva. E nemmeno questo è stato facile.
Ma andiamo con ordine. Messa in cascina la parte economica (e le famose “lenticchie”: anche su questo c’è ben poco da stare allegri), stavolta la discussione si è concentrata sugli aspetti normativi. A proposito di spiccioli – perché di questo si parla – , chiariamo subito una cosa onde non creare false aspettative: come espressamente detto dallo stesso presidente Aran, questo contratto è destinato a diventare operativo fra qualche mese, almeno dopo l’estate, poi ci vogliono i necessari provvedimenti amministrativi e solo dopo – quindi, presumibilmente, ad autunno inoltrato se non in inverno – si potranno vedere i (pochi) soldini, quasi nulli perché come già detto più volte sono già stati in grandissima parte corrisposti in termini di Indennità di vacanza contrattuale.
Accanto al presidente Aran Antonio Naddeo era presente la dott.ssa Maria Vittoria Marongiu, che ha illustrato alle Organizzazioni sindacali al tavolo (oltre a DirigentiScuola c’erano Anp e le tre sigle confederali Cgil, Cisl e Uil) le modifiche testuali apportate nell’ipotesi di CCNL predisposta dal Ministero su richiesta delle parti sindacali. Su tutte, la questione della mobilità interregionale, con la quota portata all’80% che, pure osteggiata da tutte le sigle che chiedevano il 100, è stata poi supinamente accettata specie da quel sindacato “maggioritario” che non mancherà – ci possiamo scommettere – di agire ora in sede politica per il solito innalzamento ex lege.

In particolare, le richieste recepite nel testo sono le seguenti:
- All’art. 2 è stato precisato meglio il contenuto del comma 8, che non intende escludere le rsa. Il testo è il seguente: La sottoscrizione del presente contratto ha effetto ai fini dell’individuazione dei soggetti legittimati all’esercizio delle relazioni sindacali nei luoghi di lavoro. In particolare, fermo restando quanto previsto all’art. 7, comma 2, lett. b) del CCNL 7/08/2024, le organizzazioni sindacali i firmatarie del presente contratto subentrano alle organizzazioni sindacali ai firmatarie del CCNL 7/08/2024 (come si ricorderà, questo risponde a una puntuale osservazione di Tiziana Cignarelli – Codirp);
- All’art. 3, sulle ferie, è stata superata la distinzione fra “indifferibili esigenze di servizio” e “assolutamente indifferibili esigenze di servizio” per il periodo entro cui concludere le ferie maturate nell’anno precedente.
- All’art. 4 sulle assenze retribuite è stato portato a “entro 15 gg lavorativi dal decesso del congiunto” il termine per fruire dei permessi per lutto.
- Per tutti i fondi è stato chiarito che le risorse possono essere destinate alla retribuzione di risultato e/o al welfare.
- All’art. 18 “Norme speciali”, è stata elevata all’80%, come dicevamo, la percentuale di posti disponibili per la mobilità interregionale.
- E’ stato poi aggiunto un ulteriore comma sull’anno di prova che prevede che se il periodo di prova viene interrotto per ragioni previste da contratto o legge e quindi nell’arco dell’a.s. non vengono completati i sei mesi di servizio attivo, il periodo si intende prorogato di un altro anno scolastico, e in tal caso il periodo svolto nel primo anno si somma con quello del secondo per la maturazione dei sei mesi.
Ma è sulla mobilità che, nella sostanza, si sono concentrati gli interventi delle sigle al tavolo, che hanno messo l’accento sulla necessità di elevare al 100% la percentuale per l’interregionale (salvo poi firmare tutti col sorriso). “Non sarò breve” ha esordito il presidente Fratta, che si è soffermato, forte di una solida memoria storica, sulla questione mobilità, ripercorrendo le principali tappe che hanno portato la questione a limiti insostenibili, a partire dal disastroso concorso campano del 2011 di cui stiamo ancora pagando le conseguenze. Fratta, unico fra i presenti, ha poi snocciolato e analizzato punto per punto le ragioni sottese (“sottotesto”, lo hanno chiamato i rappresentanti di altre sigle) al mantenimento della quota all’80%, anche alla luce degli interessi dei cd. “riservisti” che non potranno che andare a scapito dei tanti dirigenti fuori regione da anni. Punto sul quale Dirigentiscuola si è riservata una dichiarazione a verbale.
“Il motivo del mantenimento di una percentuale inferiore al 100% lo sappiamo benissimo, e non ha nulla a che fare con l’incompetenza contrattuale” ha detto. “Stiamo assistendo a una proliferazione incontrollata di incontri sottobanco con politici, sindacati, associazioni create per scopi utilitaristici e personalistici e chi più ne ha più ne metta, ed è ipotizzabile che si voglia mantenere un “margine” funzionale agli interessi di qualcuno per poi giocarsi la partita ai tavoli politici”.
“La mia preoccupazione – ha denunciato – è che si assista alla completa deriva del sistema. Nessuno ci vieta di scrivere 100, siamo parti contrattuali e la politica deve restare fuori. Non voglio essere preso in giro come sta accadendo da alcuni anni a questa parte, in cui si esce dal tavolo con una percentuale poi arriva il politico di turno, magari sponsorizzato da qualche sindacato, e si prende il merito di averla innalzata. E’ ormai un teatrino inaccettabile”.
Il presidente è tornato anche sul tema della mobilità ordinaria in pendenza di incarico: “Dopo il primo triennio si dovrebbe poter fare più agevolmente domanda ogni anno, senza dover aspettare la roulette del successivo triennio. Basterebbe cambiare poche parole del contratto”. Altro tema su cui Dirigentiscuola ha insistito più volte, anche in data odierna, è quello del disciplinare. “Avete idea del contenzioso e dell’esposizione dei dirigenti scolastici? Vi pare possibile che non vi sia un’adeguata gradualità? Vi pare corretto che per ogni sciocchezza – e se si vuole la si trova – scattino subito le pene pecuniarie? Si vuole battere cassa sulla pelle dei dirigenti scolastici?”
Riflessioni sulle quali Naddeo non ha potuto fare altro che accampare presunti “vincoli di legge”, dimenticando forse (o volendo farlo) che si sta parlando di temi ampiamente nella disponibilità dell’accordo tra le parti che, come tutti sanno, ha valore di legge, come dimostra fra l’altro la stessa percentuale prevista all’art. 18. Una contraddizione presto smascherata da Dirigentiscuola: “Il presidente Naddeo ha parlato di impossibilità di accogliere alcune istanze per vincoli di legge, rinviando la discussione al contratto successivo – riflette Fratta. – Ma è facile comprendere come sia un’argomentazione debole, se non pretestuosa: i vincoli di legge o ci sono sempre, o sono accampati strumentalmente. Non possono valere solo per il CCNL 22-24 e non per il 25-27! E’ una palese contraddizione, come quella secondo cui il contratto non deve normare la mobilità del settore: se non può farlo non facciamolo, inutile anche inserire percentuali. Se invece inseriamo l’80, possiamo metterci anche il 100 senza aspettare l’intervento politico”.

Conclude il Presidente nazionale Dirigentiscuola: “Il contratto è firmato, ma spero che nessuno accolga questa sottoscrizione in modo trionfalistico: mi riferisco soprattutto alle sigle che, pur professandosi maggioritarie, si accontentano delle briciole e dei contentini per la categoria. Incassiamo la soddisfazione di aver portato a 30 giorni la soglia delle cosiddette “sanzioni non gravi” e avviamoci verso una rapida apertura del CCNL 2025-27, per il quale è d’obbligo un concreto cambio di passo”.