Si è svolta regolarmente presso il MIUR la riunione dell’Osservatorio nazionale sulla valutazione della dirigenza scolastica, allargata alle associazioni professionali ANDIS e DISAL, ai sensi dell’articolo 2 del Decreto costitutivo.

Per DIRIGENTISCUOLA-Di.S.Conf. vi ha partecipato Francesco G. Nuzzaci, in qualità di componente designato dal Segretario Generale.

L’Amministrazione, in apertura dei lavori, ha illustrato brevemente i primi dati sul procedimento di valutazione; che, come da copione, tutti i convenuti si sono riservati di approfondire; così come si sono riservati di approfondire gli esiti del monitoraggio della valutazione delle prestazioni dei dirigenti scolastici promosso dall’INVALSI, presentati dal suo direttore generale in sostituzione della presidente Ajello, all’ultimo momento assente per un’improvvisa indisposizione.

Ma intanto spicca la percentuale del 67% dei dirigenti scolastici che hanno compilato il Portfolio con le inerenti corpose allegazioni, ancorché i dati disaggregati per regione non siano omogenei.

Ad ulteriore – e per nulla celata – soddisfazione dell’Amministrazione, praticamente l’intera platea si è attestata su livelli di eccellenza nella puntuale compilazione delle carte e spesso andando oltre i limiti suggeriti.

Ragion per cui si procederà per il previsto triennio a meglio testare e poi eventualmente correggere il dispositivo escogitato, contra legem, dalla Direttiva ministeriale 36/16. E si procederà – a questo punto agevolmente – con il beneplacito delle storiche sigle sindacali rappresentative, unitamente alle due menzionate associazioni professionale: tutte dimentiche delle pesanti critiche indirizzategli e in più di aver indetto lo stato di agitazione della categoria, peraltro a tutt’oggi non revocato.

Tuttavia, DIRIGENTISCUOLA ha  rappresentato all’Amministrazione l’inopportunità di eccedere in un eccessivo compiacimento, essendo tutt’altro da escludere che i pazienti colleghi si siano indotti a fungere, ancora una volta, da cavia per legittimare figure e funzioni altrui – senza alcun beneficio economico e senza alcun tangibile riconoscimento professionale – per reale convincimento o non piuttosto per il timore di dover subire effetti pregiudizievoli.

La posizione della DIRIGENTISCUOLA – a differenza di tutti gli altri intervenuti che hanno dato mostra di voler concorrere a migliorare il concettoso e molesto marchingegno nella infinita ricerca di improbabile garanzie per i valutati – è stata chiara ed illustrata nell’apposita documento consegnato al direttore generale, dottoressa Palermo, che ha presieduto l’incontro: DIRIGENTISCUOLA pretende, semplicemente, una valutazione conforme a legge. Una valutazione analoga a quella cui è sottoposta la restante dirigenza pubblica, che si propone di verificare il raggiungimento degli obiettivi e l’appropriatezza dei comportamenti organizzativi concordati e formalizzati in anticipo nel provvedimento d’incarico, compendiati in una scheda e lasciando all’interessato la libertà di allegare la ritenuta documentazione significativa che li comprovi. Una valutazione che non prevede compilazione di portfolii dei suoi ingombranti ammennicoli, né visite di nuclei o colloqui via skype. In sintesi: una valutazione seria per una dirigenza vera.

Che la categoria sia stanca di compilare documenti inutili lo attesta il fatto che ben il 33% si è finalmente rifiutata di essere “molestata” inutilmente. Segno che il 1/3 della categoria ha aderito alla disobbedienza civile proclamata dalla DIRIGENTISCUOLA costretta a invitare la categoria a non compilare il portfolio, a diffidare la Ministra Fedeli e a censurare l’entrata a gamba tesa di chi avrebbe fatto bene a tacere.

Alleghiamo anche la nota inviata alla Fedeli con richiesta di urgente incontro e diffida ai zelanti DD.GG. degli UU.SS.RR. che hanno formalizzato una valutazione finale anche per i dirigenti che, aderendo all’iniziativa della DIRIGENTISCUIOLA e delle altre OO.SS., si sono astenuti dalla compilazione del portfolio.