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DIRIGENTISCUOLA SUL CASO DI CASTELFRANCO VENETO: L’USR FACCIA CHIAREZZA SU SEGNALAZIONI ANONIME E TUTELI LA DIRIGENTE

DIRIGENTISCUOLA SUL CASO DI CASTELFRANCO VENETO: L’USR FACCIA CHIAREZZA SU SEGNALAZIONI ANONIME E TUTELI LA DIRIGENTE

L’Associazione interviene sul caso dell’IC2 di Castelfranco Veneto: dirigente vessata e minacciata da iniziative, pressioni e lettere anonime che ne chiedono senza mezzi termini la rimozione, anche in assenza, sulla base di  accuse pretestuose e generiche. L’ultimo “capitolo” è una richiesta (anonima) inviata da un gruppo di docenti ai rappresentanti sindacali territoriali affinché si attivino presso l’Ufficio Scolastico Regionale.  

Fratta: “Ci troviamo nostro malgrado a ribadire un principio già più volte sottolineato anche in sede di vertenza ministeriale: una segnalazione anonima, generica e omertosa non può diventare il presupposto per un’ispezione o per mettere in discussione l’incarico di un dirigente scolastico. L’USR cestini immediatamente la lettera e proceda contro gli estensori, una volta individuati: l’Amministrazione deve tutelare la serenità dei suoi dirigenti, non prestare il fianco a chi vuole solo difendere il proprio orticello. Siamo pronti ad ogni azione sindacale e giudiziaria: proprio nel Veneto abbiamo precedenti anche recenti per casi analoghi.”

 

Venezia, 21 settembre 2026 Stop, una volta per tutte, alle iniziative ispettive avviate o sollecitate sulla base di segnalazioni anonime e generiche. È questa la posizione ribadita da Dirigentiscuola in una dura lettera inviata oggi al Direttore generale dell’USR Veneto, Marco Bussetti, in relazione alla vicenda della dirigente scolastica dell’IC2 di Castelfranco Veneto, prof.ssa Alessandra Fusaro, presidente provinciale dell’Associazione.

Il caso di Castelfranco Veneto – Al centro della questione vi è una comunicazione anonima sottoscritta da una non meglio precisata “rappresentanza di docenti” dell’Istituto e indirizzata alle organizzazioni sindacali regionali, con la richiesta di un intervento presso l’USR e di informazioni su una precedente ispezione. Nella lettera viene inoltre chiesto chiaramente di attivarsi per evitare di riaffidare l’incarico alla dirigente (peraltro in questo momento assente da scuola) per una presunta e non meglio motivata “incompatibilità ambientale”. Per Dirigentiscuola il punto cruciale, in questo come in molti altri casi analoghi, non è mettere in discussione la necessità dei controlli dell’Amministrazione quando emergano fatti concreti, ma stabilire quali debbano essere i presupposti per attivare la funzione ispettiva.

“Le segnalazioni anonime non generino automaticamente ispezioni” L’Associazione richiama la nota MIM n. 1064 del 20 febbraio 2026, dedicata proprio alla gestione delle segnalazioni riguardanti le istituzioni scolastiche e fortemente sollecitata da Dirigentiscuola a seguito dello stato di agitazione ricomposto a inizio anno. Secondo il sindacato dei dirigenti scolastici il principio da applicare è quello della distinzione tra una denuncia circostanziata, sottoscritta e verificabile e una comunicazione anonima priva di elementi sufficienti per accertarne attendibilità, provenienza e motivazioni. “Il problema – si legge fra l’altro nella lettera – non è sottrarre eventuali comportamenti illeciti o irregolarità ai dovuti controlli, ma distinguere una denuncia circostanziata, sottoscritta e verificabile da una comunicazione anonima e generica”. L’Amministrazione, in luogo di dare seguito a tali richieste prive di fondamento, dovrebbe tutelare i propri dirigenti senza se e senza ma. 

L’Amministrazione deve tutelare il buon andamento della Pubblica amministrazioneDirigentiscuola richiama ancora una volta il principio secondo cui la funzione ispettiva deve essere esercitata “con equilibrio”, sulla base di elementi oggettivi e verificabili e in un’ottica di collaborazione con la dirigenza scolastica. “Piegare la funzione ispettiva a mere logiche di parte – sostiene l’Associazione – significherebbe depotenziare uno strumento importante e, allo stesso tempo, compromettere la credibilità dell’Amministrazione. E’ anche dovere dell’Amministrazione trasmettere – si legge in un passaggio significativo – tutte le lettere calunniose e diffamatorie, anonime e non, alla Procura della Repubblica oltre che alla dirigente che ha il diritto di denunciare e tutelare la propria dignità e onorabilità.  Per Dirigentiscuola legalità e tutela della dirigenza non sono principi contrapposti, ma condizioni entrambe necessarie al buon andamento dell’Amministrazione.

“La scuola non può diventare terreno di conflitto permanente” Nella lettera l’Associazione denuncia inoltre una situazione di conflittualità indotta che, a suo giudizio, avrebbe prodotto una crescente pressione sulla dirigente dell’IC2 di Castelfranco Veneto, anche attraverso una serie di segnalazioni e contestazioni prive di riscontri fattuali. Dirigentiscuola chiede quindi all’Amministrazione di non limitarsi a verificare le accuse rivolte alla dirigente, ma di considerare anche l’impatto che una continua esposizione a contestazioni e iniziative ostili può avere sull’esercizio della funzione dirigenziale e sul buon funzionamento dell’istituzione scolastica. Si sollecita inoltre l’Amministrazione a valutare le iniziative eventualmente necessarie nei confronti degli autori di comunicazioni che dovessero risultare calunniose o diffamatorie, tutelando la dignità e l’onorabilità della dirigente.

“I dirigenti non possono essere lasciati soli”Il caso di Castelfranco Veneto ripropone purtroppo una questione più generale: la necessità di rafforzare la tutela dei dirigenti scolastici, chiamati quotidianamente ad assumere decisioni complesse e a gestire situazioni spesso caratterizzate da conflittualità. “Prima di disporre un’ispezione nei confronti di un dirigente – ribadisce il sindacato – è necessario verificare la consistenza e la verificabilità delle contestazioni, evitando che una semplice lettera anonima possa determinare conseguenze sulla serenità e sull’immagine professionale del dirigente interessato”.

Fratta: pronti ad ogni azione a tutela della dignità e serenità della dirigente” – Commenta il Presidente nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta: “Continueremo a seguire molto da vicino la questione, nella certezza che il Direttore Generale non prenda minimamente in considerazione la segnalazione, che oltre che anonima appare vigliacca e omertosa: chi segnala dovrebbe perlomeno prendersi la responsabilità di metterci faccia, nomi e cognomi. In caso contrario, siamo pronti ad assumere tutte le iniziative ritenute necessarie per tutelare la dirigente e la funzione dirigenziale nelle sedi opportune, anche nelle eventuali azioni che la diretta interessata deciderà di intraprendere a propria tutela nei confronti dei calunniatori e della stessa Amministrazione. In Veneto lo abbiamo già fatto, anche di recente: l’auspicio è quello di non trovarci costretti a ripeterlo”.  

 

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