Ancora una volta la giustizia riconosce il ruolo e la legittimazione di DIRIGENTISCUOLA nella tutela concreta dei dirigenti scolastici vittime di aggressioni, minacce e indebite pressioni nello svolgimento delle loro funzioni. Siamo a Crotone, e stavolta “scende in campo” anche l’Avvocatura dello Stato.
Il Presidente Nazionale Fratta: “Da una parte è un segnale positivo, dall’altra un campanello d’allarme: colpisce che lo Stato si attivi solo in presenza di risonanza mediatica, mentre ci sono dirigenti e docenti che, ogni giorno, subiscono violenze, aggressioni, offese e minacce nel silenzio. DIRIGENTISCUOLA è sempre al loro fianco”.
Questa volta accade a Crotone, dove il Giudice ha ammesso la costituzione di parte civile dell’Associazione in un procedimento penale di particolare gravità e rilevanza pubblica, che vede tre imputati, genitori e nonno di una studentessa, chiamati a rispondere di violenza e minaccia aggravata nei confronti di una dirigente scolastica calabrese, pubblico ufficiale nell’esercizio delle proprie funzioni.
Secondo l’impianto accusatorio gli imputati, in concorso tra loro, avrebbero posto in essere una reiterata condotta di violenza verbale e minacce, protrattasi nel tempo e sconfinata anche nella sfera personale della dirigente, con l’obiettivo di costringerla a omettere atti dovuti e legittimi provvedimenti disciplinari nei confronti di una studentessa dell’istituto, nonché di indurla a compiere atti contrari ai doveri del proprio ufficio, arrivando a pretendere la revoca illegittima di un provvedimento di allontanamento dalla comunità scolastica.
Un episodio di estrema gravità, che ha avuto ampia risonanza mediatica, conquistando le prime pagine dei giornali locali e nazionali.
In questo procedimento, come in altri precedenti, DIRIGENTISCUOLA, per tramite dell’avvocato Fabrizio Bellavista dell’omonimo studio legale, è stata riconosciuta legittimata a costituirsi parte civile ai sensi del codice di procedura penale, che attribuisce agli enti e alle associazioni senza scopo di lucro il diritto di esercitare, in ogni stato e grado del processo, le facoltà riconosciute alla persona offesa dal reato, al fine di ottenere il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti.
In questa vicenda, a differenza di quanto purtroppo accade in molte altre situazioni analoghe, si è registrata anche la costituzione dell’Avvocatura dello Stato, determinata dall’eccezionale clamore mediatico che il caso ha suscitato.
Il cosiddetto clamor fori questa volta c’è stato, ed è stato tale da rendere inevitabile l’intervento dello Stato a tutela della dirigente coinvolta.
Un elemento che, se da un lato conferma l’estrema gravità dei fatti contestati e la loro rilevanza pubblica, dall’altro rende evidente una criticità non più eludibile: la difesa dei dirigenti scolastici, pubblici ufficiali nell’esercizio delle loro funzioni, appare ancora oggi troppo spesso legata al livello di visibilità mediatica delle aggressioni subite.
“La tutela istituzionale tende ad attivarsi con maggiore tempestività e incisività solo quando gli episodi raggiungono le prime pagine dei giornali e i telegiornali nazionali, mentre numerose vicende meno “rumorose”, ma non per questo meno gravi, continuano a consumarsi lontano dai riflettori, colpendo quotidianamente chi opera nelle scuole nel pieno rispetto della legge e dei propri doveri. Nel processo di Crotone abbiamo avuto prova di questo. A differenza dello Stato, DIRIGENTISCUOLA c’è sempre, senza attendere il clamore mediatico, al fianco dei dirigenti scolastici per garantirne la tutela, la dignità e il rispetto delle funzioni istituzionali” dichiara il Presidente Nazionale DIRIGENTISCUOLA Attilio Fratta.
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