Servono investimenti, visione e progettualità per recuperare un’identità che si va perdendo. Fratta: “Parliamo di un indirizzo-chiave in un Paese che da sempre punta sul turismo e sull’ospitalità. E’ un’importante occasione per riportare il tema al centro del dibattito”.
L’Associazione professionale-sindacale Dirigentiscuola, rappresentativa dei dirigenti scolastici italiani, sostiene con convinzione il Manifesto “Salviamo gli Alberghieri – Dieci punti per una nuova istruzione professionale italiana”, promosso dalla Voce della Scuola, riconoscendo nella proposta un’importante occasione per riportare al centro del dibattito nazionale il ruolo degli Istituti Professionali e, in particolare, degli indirizzi dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera.
Ripartire da un indirizzo-chiave in un Paese in cui turismo, ospitalità ed enogastronomia forniscono un contributo determinante al Pil significa interrogarsi sul futuro di una filiera formativa che ha un peso decisivo per il sistema economico e produttivo italiano.
Gli Alberghieri formano infatti le professionalità sulle quali si fondano settori strategici come la ristorazione, l’ospitalità, l’enogastronomia e il turismo. “Esprimiamo il nostro plauso all’iniziativa, che si inserisce nel quadro dell’annoso dibattito sull’istruzione professionale italiana”, sottolinea il presidente nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta. “La scuola professionale non ha bisogno di essere abbreviata o impoverita, ma di essere rafforzata nella sua identità. La vera sfida è rendere questi Istituti più attrattivi, moderni e capaci di costruire competenze immediatamente spendibili, senza sacrificare la formazione culturale e civica degli studenti”.
La questione degli Alberghieri, del resto, non riguarda soltanto la scuola, ma più ampiamente la capacità del Paese di formare professionalità qualificate in un comparto che rappresenta una componente essenziale del Made in Italy. Conclude Fratta: “L’istruzione professionale non può in alcun modo essere considerata un’opzione di serie B: in Italia ci sono eccellenze all’avanguardia in diversi campi, a partire proprio dagli Istituti alberghieri. Questi ultimi hanno bisogno di investimenti, progettualità, personale valorizzato e di una precisa identità formativa. E’ indispensabile che le decisioni sul loro futuro siano assunte ascoltando chi ogni giorno vive nelle scuole e nei laboratori, a partire dai dirigenti”.



