Si riceve e si trasmette una articolata analisi, ad opera dell’avvocato Nicola Parisi, consulente Dirigentiscuola e DPO, relativa alla scadenza del 2 agosto 2026 del Regolamento europeo 2024/1689 (AI ACT).
Il documento chiarisce, fra l’altro, come il prossimo 2 agosto non rappresenti una scadenza generale per tutte le scuole, come spesso viene comunicato in modo fuorviante. È semplicemente la data in cui diventano applicabili alcune disposizioni dell’AI Act, ma solo per chi utilizza sistemi di intelligenza artificiale classificati come “ad alto rischio”. Rientrano in questa categoria, ad esempio, sistemi impiegati per: decidere ammissioni o accessi ai percorsi scolastici; valutare automaticamente gli studenti; determinare il livello di istruzione più adeguato ad ogni persona; monitorare i comportamenti degli studenti durante gli esami. In questi casi, entro il 2 agosto 2026 la scuola dovrà rispettare obblighi rigorosi, come valutazioni d’impatto sui diritti fondamentali, registrazione del sistema, supervisione umana e conservazione dei log.
Se invece si utilizzano strumenti come ChatGPT, Gemini, NotebookLM o altri software di supporto alla didattica che non prendono decisioni sugli studenti, si tratta generalmente di sistemi a rischio limitato o minimo. In questo caso non ci sono adempimenti stringenti entro il 2 agosto 2026; occorre principalmente informare utenti e studenti che stanno interagendo con un sistema di IA; è possibile organizzare gradualmente l’adeguamento interno.
Il documento suggerisce di predisporre progressivamente: un censimento degli strumenti di IA utilizzati; un gruppo di lavoro dedicato; un regolamento interno sull’uso dell’IA; gli aggiornamenti richiesti dal GDPR (registro trattamenti, informative, eventuali DPIA); attività di formazione del personale.
Si raccomanda un’attenta lettura.