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SCUOLA SECONDARIA,LA NUOVA ORDINANZA SUGLI ESAMI INTEGRATIVI. INFORMAZIONE AL MIM E LE OSSERVAZIONI DI DIRIGENTISCUOLA

SCUOLA SECONDARIA,LA NUOVA ORDINANZA SUGLI ESAMI INTEGRATIVI. INFORMAZIONE AL MIM E LE OSSERVAZIONI DI DIRIGENTISCUOLA

Si è svolto oggi, presso il Ministero, l’incontro informativo dedicato allo Schema di ordinanza ministeriale relativo agli esami integrativi nella scuola secondaria.

Per l’Amministrazione è intervenuta la dott.ssa Antonella Tozza, Direttore generale per gli ordinamenti scolastici, la formazione del personale scolastico e la valutazione del sistema nazionale di istruzione, che ha illustrato i contenuti del provvedimento.

Il nuovo schema di ordinanza nasce a seguito di un intervento legislativo volto a superare le criticità evidenziate dal Consiglio di Stato nel 2024, secondo cui l’obbligo di sostenere esami integrativi deve essere necessariamente previsto da una norma di legge, cui deve far seguito l’ordinanza ministeriale.

Il testo distingue tre ambiti principali.

Per quanto riguarda il primo biennio della scuola secondaria di secondo grado, il passaggio da un indirizzo di studi a un altro avviene previo colloquio presso l’istituzione scolastica di destinazione. Il colloquio è finalizzato a individuare eventuali carenze formative, con particolare riferimento alle discipline non presenti nel percorso, indirizzo, articolazione o opzione di provenienza, al fine di favorire il riorientamento dello studente in coerenza con le Linee guida sull’orientamento.

Viene confermato l’istituto degli esami integrativi, già previsto per i passaggi tra percorsi differenti nel triennio.

Particolare attenzione è dedicata ai percorsi quadriennali della filiera formativa tecnologico-professionale, per i quali sono previste disposizioni specifiche in ragione della peculiarità dei percorsi. Nel biennio sono consentiti passaggi flessibili tra i percorsi della filiera e quelli della scuola secondaria di secondo grado. Il  passaggio da un percorso ordinario a un percorso quadriennale della filiera avviene previa valutazione positiva del consiglio di classe dell’istituzione scolastica ricevente, tenuto conto della programmazione didattica e della correlazione tra il percorso quinquennale di provenienza e quello quadriennale.

Nel triennio, invece, le disposizioni diventano più stringenti: il passaggio dai percorsi della filiera alla scuola secondaria di secondo grado è subordinato al superamento degli esami integrativi, mentre non è consentito il percorso inverso.

Non sono previsti esami integrativi nell’ambito dei percorsi sperimentali quadriennali e nei percorsi di istruzione di secondo livello del sistema di istruzione degli adulti, in considerazione della peculiarità dei suddetti percorsi, per come già disciplinato nelle previgenti disposizioni.

Per quanto riguarda le tempistiche, le  richieste di passaggio nel biennio dovranno avvenire entro il 31 gennaio, termine che l’Amministrazione considera di carattere regolamentare e valido sull’intero territorio nazionale. Gli esami integrativi relativi al triennio dovranno invece svolgersi al termine dell’anno scolastico e comunque prima dell’inizio delle lezioni dell’anno successivo.

DIRIGENTISCUOLA, nel suo intervento affidato parole di Roberto Mugnai, presidente regionale della Toscana e vicepresidente nazionale, condivide l’impostazione del provvedimento, che valorizza il riorientamento nel primo biennio della scuola secondaria di secondo grado, superando una visione troppo rigida dei passaggi tra indirizzi e contribuendo al contrasto della dispersione scolastica.

Positiva anche la volontà di uniformare a livello nazionale una materia finora gestita con prassi molto differenziate, così come la distinzione più chiara tra colloqui nel biennio ed esami integrativi dal secondo biennio in poi.

Permangono tuttavia alcune criticità. In primo luogo, la tempistica: l’entrata in vigore prevista già dall’anno scolastico 2025/2026 rischia di creare difficoltà organizzative e interpretative, poiché le scuole hanno già definito regolamenti, procedure e gestito richieste.

Sarebbe stata, forse, preferibile un’applicazione differita al 2026/2027, accompagnata da indicazioni operative preventive.

Si evidenziano, inoltre, rilevanti criticità organizzative, poiché il sistema attribuisce alle scuole compiti complessi : colloqui, verifica delle carenze formative, interventi integrativi ed esami, senza prevedere risorse aggiuntive né adeguati chiarimenti operativi.

Inoltre, l’ordinanza, secondo DIRIGENTISCUOLA,  dovrebbe meglio definire la natura del colloquio previsto nel biennio, per evitare interpretazioni difformi tra territori e istituzioni scolastiche, dal momento che nel corso dell’incontro è stato chiaramente espresso che esso non ha natura valutativa o certificativa.

Infine, si ritiene necessario un chiarimento sul rapporto tra diritto al riorientamento dello studente e concreta capacità ricettiva delle scuole, aspetto ancora poco definito e potenzialmente fonte di ulteriori criticità.

In conclusione, DIRIGENTISCUOLA giudica condivisibile l’impianto culturale e pedagogico del provvedimento, ma ritiene indispensabili tempi di applicazione più realistici, indicazioni operative chiare e un adeguato supporto organizzativo e di risorse finanziarie alle istituzioni scolastiche.

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