Fratta: “I troppi vincoli e le criticità strutturali rischiano di escludere proprio gli alunni degenti, reali destinatari della misura. Si intervenga con urgenza”.
Roma, 25 maggio 2026 – Dirigentiscuola ha inviato oggi una richiesta di chiarimento urgente al Capo Dipartimento per le risorse, l’organizzazione e l’innovazione digitale del MIM Simona Montesarchio in merito all’ “Avviso pubblico Prot. n. 102004 del 4/5/2026, relativo ai finanziamenti per il potenziamento della Scuola in Ospedale (SiO)”.
La finalità della richiesta – L’obiettivo primario è far emergere i cortocircuiti burocratici e applicativi che rischiano di escludere proprio gli alunni degenti – i reali destinatari della misura – a causa di vincoli rigidi pensati per le scuole tradizionali e incompatibili con la realtà ospedaliera.
Le risposte dell’assistenza tecnica e i nodi irrisolti – Le prime risposte pervenute dal Servizio Assistenza del PN 21–27 (Ticket CS0099977/78/79) hanno delineato uno scenario paradossale: secondo l’assistenza, i progetti potrebbero essere destinati a tutti gli iscritti dell’istituto scolastico principale, e un modulo potrebbe essere portato a termine “anche senza la partecipazione di alcun iscritto della sezione ospedaliera”.
Si rischiano effetti “snaturanti” – Per Dirigentiscuola si tratta di “una visione burocratica che snatura completamente la finalità dell’Avviso. Non possiamo accettare che i fondi destinati alla Scuola in Ospedale vengano intercettati solo per sanare vincoli numerici, escludendo nei fatti i ragazzi ricoverati”.
I 5 punti critici presentati al Ministero – L’istanza evidenzia cinque macro-criticità strutturali che rendono l’Avviso, allo stato attuale, inapplicabile per le sezioni ospedaliere:
- Esclusione dei degenti dalla piattaforma: Gli alunni ricoverati sono formalmente iscritti nelle loro scuole di provenienza, non nell’istituto che gestisce la sezione ospedaliera. La piattaforma PN 21-27 impedisce l’inserimento di studenti non iscritti all’istituto beneficiario, escludendo di fatto i veri destinatari del servizio.
- Impossibilità di fare “gruppo classe”: Per ragioni cliniche e di isolamento sanitario, è impossibile spostare e unire alunni di reparti diversi. Diventa quindi materialmente impraticabile raggiungere le soglie minime richieste (15 studenti per la candidatura, 8 per l’avvio del modulo).
- Sicurezza e restrizioni sanitarie: Gli studenti della scuola ordinaria non possono accedere ai reparti per fare lezioni “miste” in presenza. È stato chiesto se sia ammissibile, almeno, la partecipazione online di questi ultimi per fare numero.
- Instabilità della frequenza: Le condizioni di salute dei pazienti, le terapie e le dimissioni improvvise non permettono di garantire la continuità e la stabilità del gruppo classe richieste dai rigidi standard del PN.
- Vincolo di compresenza Esperto/Tutor: La compresenza simultanea e tassativa di un esperto e di un tutor si scontra con la necessaria flessibilità degli interventi educativi in corsia, legati ai ritmi dei trattamenti medici.
La richiesta: chiarimenti erga omnes e proroga dei termini – Al fine di garantire l’uniformità interpretativa, la tutela della continuità didattica e la sostenibilità organizzativa per tutte le scuole d’Italia con sezioni ospedaliere, si richiede alla Direzione Generale:
- L’emanazione di una nota di chiarimento formale e univoca, valida per tutte le istituzioni scolastiche coinvolte.
- Una proroga dei termini di presentazione delle candidature, per permettere alle scuole di rimodulare i progetti una volta ottenute le necessarie linee guida.
Commenta il Presidente nazionale Dirigentiscuola Attilio Fratta: “La Scuola in Ospedale rappresenta un presidio di civiltà e diritto allo studio fondamentale. È necessario che le procedure informatiche e i regolamenti amministrativi si adattino alla fragile realtà dei reparti pediatrici, e non viceversa. Attendiamo con urgenza i chiarimenti necessari, altrimenti si rischia di escludere proprio i soggetti a cui le misure dovrebbero essere destinate”.